ABBANDONO SCOLASTICO
Un’indagine e alcune proposte della Commissione Ue
Sono oltre sei milioni i giovani europei tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato gli studi avendo ottenuto al massimo un diploma di istruzione secondaria inferiore. Lo rileva un’indagine realizzata dalla Commissione e presentata il 31 gennaio a Bruxelles. Il tema viene affrontato in sede Ue al fine di spronare gli Stati membri ad assumere iniziative concrete che favoriscano un più elevato grado di formazione tra le nuove generazioni.Il problema. "L’Europa – ha dichiarato il presidente dell’Esecutivo José Manuel Barroso – non può permettersi di fare a meno del contributo che così tanti giovani possono dare alle nostre società e alle nostre economie. Per uscire dalla crisi, dobbiamo valorizzare il potenziale costituito dai giovani europei". I dati resi noti dalla Commissione mostrano che il 14,4% degli studenti lascia la scuola dopo il ciclo primario oppure dopo quello secondario inferiore (ossia prima dei 14-16 anni), anche se in migliaia e migliaia di casi non si giunge nemmeno a questi livello di studio. I fattori che influenzano tali comportamenti sono numerosi: si va dal disagio economico (e dunque alla necessità di lavorare) al disagio familiare, dal modesto grado di istruzione della famiglia d’origine a veri e propri fenomeni di emarginazione sociale. Non a caso l’abbandono scolastico è doppio tra i figli degli immigrati rispetto agli autoctoni. Le statistiche. Fra i giovani che hanno lasciato prematuramente i banchi di scuola, il 17% non è andato oltre il titolo acquisito con il primo ciclo di studi (compiuto in genere fra i 6 e i 10 anni): in Bulgaria e Portogallo si segnalano numerosissimi casi di questo genere. Sempre restando ai dati, nel 2009 solo il 48% delle persone che hanno abbandonato anzitempo i libri aveva un lavoro: ciò significa che il restante 52% è andato a ingrossare le fila dei disoccupati. L’indagine Ue segnala qui le realtà della Slovacchia, della Bulgaria e dell’Ungheria. Restando all’indagine, si evidenziano soprattutto notevoli differenze tra i 27 Paesi aderenti. Sette Stati hanno già portato sotto la soglia del 10% il livello di abbandono scolastico prematuro: si tratta di Austria, Repubblica ceca, Finlandia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia. In tre Stati la percentuale è superiore al 30%: Malta, Portogallo e Spagna. D’altro canto in quasi tutte le nazioni il tasso è sceso rispetto al 2000 e qualche Paese presenta un tasso elevato di riduzione dell’abbandono: Romania, Malta, Italia, Cipro e Portogallo. Le proposte. La Commissione avanza dunque alcune proposte che saranno valutate dai ministri dell’istruzione Ue nella loro riunione del 2-4 maggio, per giungere auspicabilmente – a iniziative nei diversi Paesi entro il 2012. Il documento della Commissione sostiene che "la prevenzione dell’abbandono scolastico deve cominciare il più presto possibile"; gli interventi devono "far fronte in modo rapido ed efficace alle difficoltà che si manifestano, come l’assenteismo e i cattivi risultati scolastici". Occorre prevedere delle "misure di compensazione" per offrire una seconda opportunità, ad esempio dando ai giovani-adulti "la possibilità di reinserirsi nella scuola e di seguire una formazione". L’insistenza è posta soprattutto su azioni a largo raggio, che considerino un più generale sviluppo socioeconomico e culturale, così da creare un "clima favorevole" affinché i giovani siano invogliati a proseguire la formazione. L’analisi e le proposte si devono quindi spostare sul sostegno alle famiglie, sulla creazione di un mercato del lavoro inclusivo, fino alla prevenzione del disagio o il recupero delle periferie urbane degradate. Si può inoltre contare su un maggior flusso dei finanziamenti per la formazione provenienti dal Fondo sociale europeo. "Strategie efficaci devono includere afferma la Commissione – le politiche della gioventù e le politiche sociali ed essere adattate alle condizioni locali, regionali e nazionali".Fare di più. I giovani con un modesto grado di istruzione, sostiene in particolare il documento dell’Esecutivo, "hanno grosse difficoltà a trovare un lavoro e sono più spesso disoccupati e dipendenti dall’assistenza sociale". L’abbandono scolastico precoce "frena lo sviluppo economico e sociale e ostacola il raggiungimento dell’obiettivo dell’Unione europea di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva". La Commissione propone quindi una vasta iniziativa mediante la quale gli Stati membri, competenti in materia di educazione scolastica, attuino delle misure volte "a raggiungere uno degli obiettivi della strategia Europa 2020: ridurre entro la fine del decennio a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico". Androulla Vassiliou, commissario europeo per l’istruzione, la cultura e la gioventù, ha spiegato: "Ridurre di un solo punto percentuale il tasso di abbandono scolastico in Europa equivale a creare ogni anno quasi mezzo milione di giovani qualificati in più. Molti Paesi sono già riusciti a ridurre il numero dei giovani che lasciano la scuola con basse qualifiche, ma è necessario fare di più".