L’Ue in breve

Innovazione, Ue in ritardo su Usa e GiapponeIn grave ritardo rispetto a Stati Uniti e Giappone; poco più avanti di Cina e Brasile; in vantaggio – per il momento – su India, Russia e altre economie emergenti. La Commissione ha pubblicato nei giorni scorsi il “Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione del 2010”, ricerca intesa a comprendere lo scarto tra le prestazioni in materia d’innovazione dell’Europa comunitaria rispetto ai suoi principali concorrenti internazionali. Il documento si basa su 25 indicatori e considera i 27 Stati membri Ue più Croazia, Serbia, Turchia, Islanda, Macedonia, Norvegia e Svizzera. Gli indicatori sono, ad esempio: risorse umane, finanziamenti e aiuti pubblici, investimenti, sistemi di ricerca di eccellenza e attrattivi, collaborazioni e attività imprenditoriali, patrimonio intellettuale. “All’interno dell’Unione – spiega l’Esecutivo – la Svezia ha ottenuto i migliori risultati, seguita da Danimarca, Finlandia e Germania. Subito dopo si attestano, nell’ordine, Regno Unito, Belgio, Austria, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Cipro, Slovenia ed Estonia”. Máire Geoghegan-Quinn, commissario per la ricerca e la scienza, ha spiegato: “Il nuovo Quadro valutativo mette in luce l’emergenza a cui l’Europa deve far fronte in tema di innovazione”. Questa è “essenziale per un’economia moderna di successo, come l’acqua lo è per la vita”. L’innovazione è “al centro delle politiche economiche ed è il principale strumento di creazione di posti di lavoro. Pertanto l’attuale Quadro valutativo è un caposaldo della strategia Europa 2020”. Geoghegan-Quinn ritiene che “gli Stati membri se ne dovrebbero avvalere per valorizzare i propri punti di forza e affrontare le proprie debolezze”.Europarlamento riconosce il genocidio dei rom”L’Ue riconosce ufficialmente il genocidio del popolo rom avvenuto durante la seconda guerra mondiale”: Jerzy Buzek, presidente dell’Europarlamento, ha aperto la sessione plenaria del 2-3 febbraio con una dichiarazione solenne, nella quale ha ricordato che “i rom sono oggi la più numerosa minoranza nell’Ue, spesso soggetta a forti discriminazioni”. Buzek ha ricordato che educazione e informazione sono il miglior antidoto per evitare gli errori del passato e che occorre operare per l’integrazione dei rom”. Il ministro ungherese per gli affari Ue, Eniko Gyori, ha auspicato, a nome della presidenza di turno, che “si giunga presto a definire un piano d’azione europeo per l’integrazione dei rom”. “Il nostro compito è imparare dalla storia”, ha commentato Livia Jaroka, europarlamentare di origini rom. “Le sofferenze delle vittime del genocidio dei rom durante la guerra mondiale ci inducono a sostenere ricerche storiche che facciano luce sulla verità. Propongo che nei programmi scolastici di tutta Europa si parli di questo sterminio”, accanto a quello della popolazione ebrea e di altre minoranze. “Noi rom siamo cittadini europei”, prosegue Jaroka. “Abbiamo alle spalle una storia di sette secoli e viviamo difficoltà ed emarginazione. Ma ci sono anche belle esperienze di integrazione, ricchezze culturali da valorizzare… Occorre garantire lavoro alla popolazione rom, primo passo verso l’integrazione”.Rifiuti elettronici: smaltimento e ricicloLe apparecchiature elettriche ed elettroniche, sempre più diffuse in Europa, costituiscono anche la categoria di rifiuti che è aumentata maggiormente negli ultimi anni e la Commissione Ue calcola si sia passati dagli 8,3 ai 9,1 milioni di tonnellate di prodotti inutilizzati da eliminare. Si tratta fra l’altro di rifiuti che pongono problemi particolari: possono costituire una minaccia per la salute e per l’ambiente nel caso di trattamento inadeguato; senza riciclo, poi, si crea una perdita di materie prime di grande valore. Per questa ragione il Parlamento europeo, nella plenaria del 2-3 febbraio, ha approvato una proposta di direttiva che tende a “rafforzare le regole sul recupero e il trattamento dei rifiuti elettronici”. Il deputato tedesco Karl-Heinz Florenz ha affermato: “Sprechiamo una grande quantità di materie prime perché i rifiuti elettronici vengono spediti illegalmente fuori dall’Europa” o dispersi in discarica. “Per esempio, un milione di cellulari contiene 250 kg d’argento, 24 kg d’oro, 9 di palladio e 9 tonnellate di rame”. Stando alle relazioni ufficiali, “oggi solo il 33% di questi rifiuti sono recuperati e riciclati”. Nel peggiore dei casi, è stato detto in emiciclo, computer e telefoni cellulari (ma vi sono anche frigoriferi o televisori) vengono “smantellati a mano dai bambini nei paesi in via di sviluppo, esponendoli a sostanze chimiche potenzialmente fatali”. La direttiva fissa quote percentuali e assolute pro-capite di riciclo annuo, che dovranno essere raggiunte mediante azioni a livello nazionale e Ue. Secondo Florenz serve anche “l’istituzione di uno standard europeo per la raccolta, il trattamento e il riciclaggio”, dato che “oggi la situazione mostra una discrepanza nella qualità di queste operazioni nei diversi Stati” membri dell’Unione.