Diritti dei bambini, un piano d’azione UeUn programma d’azione “volto a rafforzare i diritti dei bambini a livello comunitario, grazie alla messa in opera dei principi inscritti nella Carta dei diritti fondamentali” dell’Unione europea. La Commissione Ue sta lavorando a una serie di iniziative che saranno presentate pubblicamente il 15 febbraio. “Si tratta di riaffermare l’impegno dell’insieme delle istituzioni” dell’Unione “e degli Stati membri per promuovere e proteggere i diritti dei bambini in tutte le politiche europee”, giungendo a risultati concreti. È quanto si apprende da fonti dell’Esecutivo in vista dell’esposizione di tale strategia. L'”interesse superiore del bambino” dovrebbe presiedere a tutte le decisioni e gli impegni che l’Unione e gli Stati assumono andando a incidere sulla vita dei minori: dall’istruzione alla sicurezza, dalla politica dei consumatori alla ricerca. Ma si pensa anche alla protezione legale dei minori, alla salute, alle attività sportive oppure alle migrazioni. Il quadro giuridico di riferimento di questa iniziativa è legato ai capitoli della Carta dei diritti fondamentali e agli articoli del Trattato di Lisbona che si occupano della protezione dei minori. Fra l’atro l’Ue e i 27 Stati che ne fanno parte hanno ratificato la convenzione delle Nazioni unite riguardanti i diritti dei minori. Secondo la strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione e la lotta all’esclusione sociale, i bambini e i ragazzi dovrebbero beneficiare di un miglior sistema educativo e di un più facile accesso ai servizi dei quali hanno necessità per crescere.Allargamento: due problemi per la CroaziaLa chiusura dei negoziati per l’adesione della Croazia all’Ue potrebbe avvenire entro la prima metà del 2011, cioè nel semestre di presidenza ungherese. Lo hanno confermato, dopo il loro incontro del 3 febbraio, Eniko Gyori, ministro ungherese per gli affari comunitari, e Stefan Füle, commissario all’allargamento. La presidenza di turno ha più volte ribadito che l’ampliamento dei confini Ue resta un orizzonte possibile e positivo per l’Unione. D’altro canto Gyori e Füle sostengono che tale prospettiva potrà proseguire solo nel pieno rispetto dei criteri di Copenaghen. Nel caso della Croazia ciò significa in particolare la soluzione “di due problemi: la riforma giudiziaria e la questione delle sovvenzioni di Stato nell’ambito della politica di competizione”. Presidenza e Commissione proseguiranno la concertazione avviata “affinché il processo di adesione dell’insieme dei Paesi interessati”, cioè i Balcani occidentali, l’Islanda e la Turchia, possa avanzare “secondo le procedure e le regole stabilite in sede Ue”.Politica regionale e sviluppo dei territoriCreare posti di lavoro, favorire la crescita sostenibile e uno sviluppo in sede regionale e locale. Sono alcuni dei temi sui quali si è insistito durante il Forum sulla coesione, tenutosi a Bruxelles la scorsa settimana. L’Ue sta cercando le linee guida per le azioni volte alla politica regionale per il periodo 2014-2020; in questo senso ha lanciato di recente un documento e una consultazione pubblica, sfociati nel Forum che ha raccolto il 31 gennaio e 1° febbraio nella capitale belga oltre 800 interlocutori. “L’Unione europea è una delle economie più ricche del pianeta, anche se permangono grosse disparità tra le regioni”, è una delle conclusioni dell’incontro. “Una regione su quattro ha un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media Ue. Ridurre queste differenze è importante se si vuole salvaguardare la prosperità, specie nell’attuale difficile congiuntura economica”. Per questo i fondi regionali dell’Unione (Fondo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione, pari a 350 miliardi per 7 anni) “aiutano le regioni meno sviluppate a modernizzarsi per poter rispondere alle sfide di un’economia globalizzata”. Tra i settori prioritari di intervento dei 455 grandi progetti sostenuti in questo contesto figurano la formazione professionale, “specie per le categorie a rischio”, e le infrastrutture, come strade, ferrovie e progetti di trattamento delle acque reflue. Il Forum ha avuto momenti assembleari e quattro gruppi tematici centrati sui principali aspetti della strategia Europa 2020: crescita intelligente, crescita verde, crescita inclusiva e dimensione territoriale di Europa 2020. La Commissione ha preso nota delle posizioni espresse dagli Stati membri e dalle regioni in vista delle definizione delle proposte legislative e finanziarie sulla futura politica di coesione (che assorbe oltre un terzo del budget Ue), attese per l’estate 2011. Al termine della due giorni, sono stati assegnati i premi RegioStars, che sono andati agli enti locali che usufruiscono dei fondi in maniera esemplare: quest’anno sono state premiati la Lituania, il Galles e il land tedesco del Brandeburgo.