POLONIA
Un intero Paese si prepara alla canonizzazione di Giovanni Paolo II
La canonizzazione di Giovanni Paolo II ha suscitato in Polonia gioia ed entusiasmo, milioni di pellegrini polacchi si stanno organizzando per andare a Roma e partecipare alla cerimonia del 1° maggio. Un grande polacco. “Finalmente avremo un santo del nostro tempo, qualcuno che tutti abbiamo conosciuto bene”, si è rallegrato Lech Walesa, premio Nobel per la pace e fondatore del primo sindacato libero in un Paese comunista. “Sono stati il Papa polacco e Solidarnosc a portare al crollo del comunismo in Europa”, ha aggiunto. Il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e per quasi 40 anni segretario particolare di Wojtyla, in una lettera indirizzata a Benedetto XVI il giorno dell’annuncio della beatificazione ha espresso la sua gratitudine “in nome di tutta la diocesi, della città di Cracovia, e anche in nome di tutta la Polonia”. Mons. Jozef Michalik, presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), a nome di tutto l’episcopato ha ringraziato Benedetto XVI, convinto “che la beatificazione di Giovanni Paolo II ci unirà ancora di più al successore di Pietro e alla sua missione di portare nel mondo la luce della fede e dell’amore”. Papa Wojtyla “è un grande esempio dato al mondo e a tutta la Chiesa”. Il nunzio apostolico in Polonia, mons. Celestino Migliore, riconoscendo i meriti di Wojtyla, ha osservato che la sua beatificazione corona il “grande contributo che la Polonia ha portato al mondo e alla Chiesa attraverso il pontificato di uno dei suoi figli”.Divina Misericordia. Per Mons. Henryk Muszynski, già primate di Polonia, la beatificazione “è un segno di speranza per il mondo intero” e “una prova tangibile della Divina Misericordia che ci ricorda che al culmine del cristianesimo vi è l’amore che si china sull’uomo nel bisogno”. “Il mistero della Misericordia di Dio è legato all’intera vita del Papa polacco”, ha sottolineato il card. Dziwisz, ricordando che Wojtyla è morto proprio alla vigilia della festa da lui stesso istituita. L’altro segretario del Papa, mons. Mieczyslaw Mokrzycki, ricorda che Giovanni Paolo II usava spesso notare quanto il mondo “avrebbe bisogno della Divina Misericordia” e come si rallegrava della beatificazione di Faustina e della proclamazione della domenica dedicata al culto da lei rivelato. Mons. Kazimierz Ryczan, vescovo di Kielce e delegato della Kep per la pastorale dei lavoratori, ha sottolineato che “la beatificazione celebrata la domenica della Divina Misericordia unirà di nuovo tutti noi attorno a quel mistero così importante per Giovanni Paolo II”. Anche per mons. Tadeusz Pieronek che ha presieduto i lavori del Tribunale rogatoriale a Cracovia, la data scelta per la beatificazione di Wojtyla è carica di significati. “La festa della Divina Misericordia che quest’anno cade il 1° maggio è anche una data che finora ha avuto un significato del tutto diverso”, ha osservato, notando che così “viene mostrato che quel giorno non è solo un’occasione per protestare ma anche per rallegrarsi per i grandi uomini che ci vengono mandati dal Signore”. Chiamata alla santità. “Non si può nascondere la santità che irradia, meraviglia, e attira delle persone”, ha affermato mons. Jozef Kowalczyk, arcivescovo metropolita di Gniezno, notando che, mentre è comune a tutti la convinzione della santità di Giovanni Paolo II confermata ora dalla beatificazione, “la cosa più importante è che grazie a questo Papa sono cambiate le sorti dei singoli che da lui hanno imparato ad aprirsi agli altri, hanno imparato il senso di responsabilità, hanno capito il senso di una dignitosa accettazione della sofferenza e soprattutto il senso della profonda preghiera”. Mons. Wieslaw Mering di Wloclawek ha osservato che il Papa “ci ha insegnato una santità ordinaria, dove c’è posto per il sorriso, per il bene fatto agli altri, per l’infinita pazienza con la quale Wojtyla sopportava gli attacchi di cui era oggetto”. “La sua lezione di santità – ha concluso mons. Mering – dimostra che in qualsiasi condizione siamo capaci di rispondere all’invito all’amicizia rivoltoci dal Signore, alla Sua chiamata alla santità”.