SENZA FISSA DIMORA
Una serie di raccomandazioni per la lotta contro questa povertà
Il 9 e 10 dicembre 2010, si è tenuta a Bruxelles la prima conferenza di consenso sui senzatetto. Mutuando una metodologia di lavoro dall’ambito medico, la presidenza belga dell’Unione europea, la Commissione europea e la Feantsa (Fédération européenne des associations nationales travaillant avec les sans-abri – Federazione europea delle associazioni nazionali che si occupano dei senza tetto) hanno cercato di rilanciare la lotta a favore dei senza fissa dimora a livello europeo. Il coordinamento europeo delle politiche sociali nazionali era in effetti minacciato dalle divergenze tra gli Stati membri sulla definizione di ‘senza tetto’ e sull’approccio da adottare nella lotta contro tale piaga. Una giuria indipendente composta da esperti provenienti dal settore sociale, specializzati in varie tematiche oltre a quelle della mancanza di alloggio, è stata nominata per seguire i dibattiti dei responsabili e proporre raccomandazioni di consenso. Nei giorni scorsi, la giuria ha consegnato le proprie raccomandazioni. Spetta ora ai responsabili europei attuare le raccomandazioni politiche della giuria. Il Commissario europeo per il lavoro e gli affari sociali, László Andor, ha salutato la pubblicazione di questo rapporto come “un risultato concreto dell’Anno Europeo 2010 per la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale”. Ecco una sintesi sulle sei principali questioni.Che significa la mancanza di una casa? La giuria ritiene che un senzatetto non sia soltanto qualcuno che dorme in strada. L’essere senza fissa dimora è un fenomeno più complesso, che implica una diversità di situazioni, di percorsi e di vie di uscita. Come definizione adeguata, la giuria raccomanda vivamente l’adozione della tipologia Ethos. Sulla base degli aspetti materiali, sociali e giuridici dell’alloggio, questa tipologia europea di esclusione dall’alloggio permette di includere quattro situazioni: il vivere senza dimora, la mancanza di alloggio, il vivere in condizioni di precarietà e il vivere in un alloggio inadeguato. Mettere fine alla condizione dei senzatetto: un obiettivo realistico? La giuria ritiene che risolvere il problema della mancanza di una casa appartenga non solo all’ambito del possibile, ma anche a quello del doveroso, nella misura in cui la mancanza di una casa attiene ai diritti umani fondamentali. A tale scopo, la giuria raccomanda l’adozione di strategie nazionali integrate per la lotta a favore dei senzatetto che abbiano obiettivi precisi. Le misure di prevenzione e di intervento attuate in tale contesto permetteranno di ridurre progressivamente il numero dei senza tetto fino a che non resteranno che alcune situazioni temporanee. Gli approcci politici. La giuria raccomanda l’abbandono progressivo delle politiche basate sui centri di accoglienza e sugli alloggi provvisori. Essa raccomanda vivamente un approccio orientato all’alloggio a lungo termine, con un accompagnamento delle persone ri-alloggiate. In questo prospettiva, si chiede agli Stati membri di ampliare le condizioni di accesso ad un alloggio permanente e di attuare adeguate misure di prevenzione e di accompagnamento.Partecipazione delle persone senza tetto all’elaborazione delle politiche. La giuria è a favore di tale partecipazione sotto forma di processo di informazione, di consultazione e di audizione delle persone senza tetto. Al fine di evitare che tale processo si limiti ad integrare soltanto elementi evidenti della condizione dei senza tetto a discapito delle sue forme più nascoste, la giuria raccomanda vivamente di diversificare i meccanismi di partecipazione. La giuria raccomanda inoltre di sostenere la formazione di organizzazioni di senza tetto, specialmente sulla base della rete informale Hope.Accesso ai servizi indipendentemente dalla cittadinanza. La giuria ricorda in primo luogo che molti cittadini europei si trovano senza fissa dimora in uno Stato membro diverso dal Paese d’origine. Essa ritiene che il diritto ad un alloggio non debba dipendere dallo stato giuridico o fiscale di una persona. Essa punta il dito sui fortissimi legami esistenti tra la politica migratoria degli Stati membri e il fenomeno dei senza tetto. I servizi di aiuto ai senza tetto non dovrebbero servire a compensare politiche migratorie inefficaci. La giuria chiede infine agli Stati membri di non penalizzare i soggetti che forniscono aiuto alle persone senza fissa dimora. Strategia dell’Unione europea in materia di lotta contro la mancanza di alloggio. La strategia dell’Unione europea deve prima di tutto basarsi su dati effettivi e tendere ad obiettivi chiari. La giuria auspica che la prevenzione della condizione dei senza tetto, la promozione di servizi di qualità, oltre all’accesso e al mantenimento di alloggi accessibili, divengano delle priorità. Al fine di meglio inquadrare le strategie nazionali a favore dei senza tetto, la giuria raccomanda vivamente di accompagnare l’adozione della strategia dell’Unione europea con l’attuazione di un programma di ricerca che ponga l’accento sull’innovazione sociale, di un programma di mutuo apprendimento e di scambio transnazionale, con la creazione di legami a lungo termine – grazie alle possibilità di finanziamenti europei – oltre che con l’integrazione del problema dei senza tetto negli ambiti politici implicati.