MOLDOVA

Per uscire dai confini

Nasce la prima agenzia di informazione cattolica

Cresce l’impegno della Chiesa cattolica moldava nel settore dell’informazione e della comunicazione. Tale impulso, fortemente voluto da mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau, ha come obiettivo una maggiore diffusione dell’impegno che i cattolici portano avanti in Moldova, dalla vita ecclesiale all’azione pastorale, dai programmi sociali alla vita del Paese. L’Agenzia di informazione – ha detto il vescovo Cosa – “porterà i cattolici moldavi in Europa e farà in modo che venga conosciuto l’impegno della Chiesa locale”. “È un altro modo – ha proseguito il vescovo di Chisinau – per sempre di più uscire dall’isolamento e condividere con le Chiesa sorelle programmi pastorali e progetti sociali. Anche l’evangelizzazione e la carità camminano lungo la strada della informazione e della comunicazione”. SIR Europa ha chiesto a mons. Cesare Lo Deserto qualche indicazione in più rispetto a questa nuova agenzia di informazione.In che modo pensate di inviare le notizie: tramite mail o su un sito internet? A chi si rivolge l’agenzia? Solo notizia della Moldova per l’Europa o anche notizie europee per la Moldova?“Tecnicamente l’Agenzia invierà le informazioni ritenute di interesse inizialmente via mail, per poi crescere gradualmente con la creazione di un sito. Nel frattempo sarà importante la formazione del personale idoneo a tale tipo di servizio. Le informazioni riguarderanno la vita della Chiesa in Moldova e nello stesso tempo divulgare in Moldova la vita delle Chiese in Europa”.Da dove nasce l’esigenza di far nascere una agenzia di informazione?“Bisogna uscire sempre più dall’isolamento che è anche quello della informazione e della comunicazione. In Europa si conosce molto poco della Moldova e troppo spesso si parla solo della sua povertà, del traffico degli esseri umani ed altro, per cui il Paese è conosciuto per eventi o stereotipi ormai in fase di superamento. Ma esiste anche un cammino, che è quello della Chiesa cattolica, pur se in minoranza, che sta portando questo piccolo Paese dell’Est verso l’Europa. Alla Chiesa cattolica in Moldova, nonostante il suo 0,5%, è riconosciuta una forte ed efficace azione sociale, capace di essere accanto alla gente per amare e servire. Tutto questo va proclamato sui tetti, come dice il Vangelo, perché diventi messaggio di speranza in tutta l’Europa”.Quali notizie sulla Moldova volete veicolare in Europa?“Partiamo con le informazioni ecclesiali che possano anche essere importanti per le altre Chiese. Seguirà il discorso sui diritti umani, l’emigrazione, le relazioni con il mondo ortodosso e l’impegno sociale della Chiesa sul territorio. Il Paese è in continua evoluzione e bisogna essere, come disse ai giovani Giovanni Paolo II, ‘sentinelle del mattino’. Vogliamo, con grande umiltà essere le sentinelle nell’aurora dell’est che ogni giorno cresce sempre più”.Pensate che l’informazione europea sia troppo centrata sui Paesi dell’Occidente a danno di quelli ad Est?“Vero! Dei Paesi dell’est non si conosce molto e così anche della Moldova. Perché si parli di questo Paese bisogna attendere le tragedie o le rivoluzioni. Ci sono ancora barriere culturali e linguistiche che impediscono la rapidità della informazione. Le ombre del passato ancora condizionano, per cui l’informazione rimane chiusa all’interno dei confini dell’Est, la carta stampata non cammina molto, domina invece la televisione satellitare ed Internet, per cui la società moldava è invasa dall’informazione europea. Tutto questo potrà essere un bene, ma di fatto è anche negativo”.Quale invece il contributo dell’Est all’Ovest europeo?“L’Europa dell’Est è strategica per la sua posizione di equilibrio, non solo geografico, tra l’Europa e l’Estremo Oriente. Basti pensare che la Cina ha ben individuato in questi Paesi dell’Est, principalmente la Moldova, la porta d’accesso verso l’Europa. Consideriamo che la Moldova è il confine dell’Europa, dista cinquemila chilometri dalla Cina e nel mezzo ha i Paesi con le maggiori risorse energetiche, come la Russia ed il Kazakistan. In una fase di intensa crisi economica nei Paesi storicamente solidi e di crisi politica nel mondo arabo a sud dell’Europa, questo Est, nonostante chiari situazioni non sempre condivisibili, rappresenta una prospettiva. Tali evoluzioni vanno ‘lette’, comprese e trasformate in comunicazione ed evangelizzazione”.Che peso hanno i media nella vita di una piccola Chiesa locale come la Moldova?“L’informazione è evangelizzazione. Ciò che non si conosce, non esiste. Il messaggio è chiaro: la comunità cattolica moldava vuol essere parte, nonostante la piccola dimensione, della grande cattolicità europea, in un cammino di evangelizzazione e promozione umana, che sa di dover portare avanti con determinazione e forte senso di responsabilità. Il clero è sempre più lungo le strade ed accanto alla gente, il laicato cresce e si affaccia con più coraggio sul territorio per essere punto di riferimento. E poi questa Chiesa ha un Vescovo, mons. Anton Cosa, che da oltre venti anni sta seminando perché possa la comunità cattolica essere libera di esprimere non solo la propria fede, ma anche perché vengano rispettati i propri diritti”.