CHIESE IN BREVE
Ucraina: entro due mesi il nuovo capo UgccIl card. Lubomyr Husar ha ufficialmente annunciato che Benedetto XVI ha accettato le sue dimissioni dalla carica di arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina. Il cardinale, che oggi ha 77 anni, ha presentato la richiesta al Papa due anni fa. “Poiché non ho più abbastanza forze – ha spiegato il patriarca – , vorrei trasferire i poteri al mio successore che continuerà questo lavoro. Non è il mio lavoro e io non ne sono la chiave. La chiave è la Chiesa, l’obiettivo del nostro lavoro è servire la Chiesa, e noi tentiamo di svolgerlo fino a che possiamo farlo in modo efficace”. Il card. Husar ha affermato che dopo le sue dimissioni non abbandonerà la vita della Chiesa e della società: “Pregherò per la Chiesa” assicurando “che nulla del passato vada perduto. Mi piacerebbe incontrare i giovani e i diversi gruppi di professionisti”. Già questo mese il porporato incontrerà gli studenti della Mohyla Kyiv Academy e inizierà a lavorare alla seconda serie del suo audiolibro intitolata “Società”, che comprenderà gli audiolibri “Società e potere”, “Società e business” e “Società e diritto “. “Secondo il diritto canonico, fino all’elezione del nuovo patriarca, sarà mons. Ihor Voznyak l’amministratore della Chiesa greco-cattolica ucraina. Entro due mesi il Sinodo eleggerà un nuovo capo della Chiesa”, ha fatto sapere Bohdan Dzyurakh, segretario del Sinodo dei Vescovi. Al riguardo il card. Husar ha aggiunto: “Nella nostra tradizione il Sinodo è l’organo di governo che dà il tono alla vita della chiesa. Sono certo che i nostri vescovi cercheranno un uomo con un piano per il futuro e che continuerà il lavoro già cominciato”. Secondo il patriarca, occorre “una persona capace di rafforzare, sostenere e promuovere la Chiesa”. “Per andare avanti dovremmo sfruttare l’unità interna della Chiesa. Dovremmo guardare non solo a breve termine, ma anche al futuro lontano. Abbiamo già messo a punto alcune strategie per il prossimo decennio”. Di qui l’auspicio che esse vangano “messe in pratica” e non rimangano “solo parole”.Germania: lottare contro la desertificazioneRafforzare la lotta contro la desertificazione: lo ha auspicato il 14 febbraio mons. Ludwig Schick, presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). “È compito di tutta l’umanità” intervenire, ha affermato l’arcivescovo, che ha partecipato al convegno annuale del Consiglio di amministrazione della “Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel”. In vista della conferenza Onu sulla Convenzione contro la desertificazione che inizierà questa settimana a Bonn, mons. Schick ha sottolineato l’urgenza di un maggiore impegno. “Le conseguenze dei mutamenti climatici sono particolarmente dolorose per le persone che vivono nella zona del Sahel”, ha osservato, dicendosi impressionato del “dialogo interreligioso esemplare” esistente in Gambia tra musulmani e cristiani, che “collaborano con grande fiducia e rispetto reciproco per il bene della gente”. Da 27 anni, l’organizzazione combatte la desertificazione e la difficile situazione delle popolazioni locali con la promozione dello sviluppo agricolo, la riforestazione e il risanamento del terreno. I progetti riguardano anche la formazione degli abitanti della zona e vengono finanziati indipendentemente dalla loro religione. Dal 1984 sono stati erogati oltre 40 milioni di euro per la realizzazione di oltre 3.500 progetti.Spagna: nel 2010 più dichiarazioni a favore ChiesaIl numero delle dichiarazioni a favore della Chiesa cattolica in Spagna torna ad aumentare nel 2010. È stato annunciato il 15 febbraio in una conferenza stampa a Madrid per presentare i dati delle assegnazioni a favore della Chiesa nell’ultima campagna delle Dichiarazioni dei redditi. Nella Dichiarazione dei redditi 2010, che corrisponde all’Irpef del 2009, il numero delle assegnazioni a favore della Chiesa cattolica in Spagna è aumentato di 65.983 raggiungendo i 7.260.138 milioni. In soli tre anni c’è stato un aumento di 777.983 dichiarazioni: nella scorsa primavera più di 9 milioni di contribuenti hanno firmato a favore della Chiesa cattolica e la somma incassata è stata di 249.456.822 euro. La Conferenza episcopale spagnola ritiene che i risultati di questo esercizio permetteranno di mantenere il sostentamento delle attività essenziali della Chiesa a livelli di efficienza e austerità come è stato fatto abitualmente finora. Il nuovo e importante aumento nel numero di persone che hanno deciso di firmare a favore della Chiesa, in una congiuntura complessa, mostra che la percezione reale che la società ha della Chiesa è positiva. La Conferenza episcopale ringrazia tutti del gesto di firmare, specialmente coloro che lo hanno fatto per la prima volta, e ricorda che le altre forme di collaborazione al sostentamento della Chiesa, come collette, sottoscrizioni e altro, continuano ad essere assolutamente indispensabili. I vescovi continueranno ad informare circa il lavoro della Chiesa.