L’Ue in breve

Educazione prescolastica: quali servizi nei 27 Stati Ue”Educazione e cura della prima infanzia. Consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori”: è il titolo della Comunicazione (documento di proposta e di lavoro) che la Commissione ha reso noto nei giorni scorsi allo scopo di promuovere “l’accesso universale all’educazione prescolastica” negli Stati membri. L’Esecutivo indica per la prima volta un “piano d’azione mirante ad assicurare a ogni bambino migliori prospettive e a porre le basi per un efficace apprendimento permanente, per l’integrazione sociale, lo sviluppo personale e l’occupabilità più avanti nella vita”. I dati proposti a sostegno dell’iniziativa – che dovrà passare a maggio al vaglio dei 27 ministri dell’istruzione – indicano che in una famiglia europea su otto è presente un bambino di meno di sei anni, e che “19 milioni di bambini, cioè uno su cinque, sono esposti al rischio-povertà”. Androulla Vassiliou, commissario all’istruzione, ha affermato: “Investire nell’educazione e nella cura della prima infanzia è uno dei migliori impegni che possiamo assumere per i nostri bambini, e quindi anche per il futuro dell’Europa”. “L’investimento in un’educazione prescolastica di qualità è molto più efficace degli interventi nelle successive fasi di scolarizzazione. Esso dà ai nostri giovani migliori opportunità per la vita e serve a risparmiare denaro nel lungo periodo” (scuola, welfare, ordine pubblico). Le proposte della Commissione indicano molteplici obiettivi: “l’accesso universale” a un’educazione “di qualità, basata su finanziamenti stabili e sulla buona governance“; un “approccio integrato all’istruzione e ai servizi di custodia dell’infanzia che tenga conto dei bisogni dei bambini in modo onnicomprensivo”; percorsi formativi adattati all’età “che presentino il giusto equilibrio tra abilità più tecniche e quelle trasversali” e umanistiche; “una maggiore attenzione alla professionalizzazione del personale” (qualifiche, salari e condizioni di lavoro appropriati); sistemi di garanzia della qualità per monitorare i progressi. “Nella maggior parte degli Stati membri – chiarisce una nota della Commissione – l’istruzione dell’obbligo inizia all’età di 5 o 6 anni”, ma in alcuni Paesi anche prima, come accade a Cipro o in Lussemburgo; si evidenziano, secondo l’Esecutivo, “forti differenze nei servizi erogati” ai bambini in tenera età fino alla scuola dell’obbligo tra un Paese e l’altro dell’Unione europea. Cultura: fondi comunitari per l’arte contemporaneaDue giorni per discutere dell’attuale e futura politica di finanziamento in campo artistico: il 15 e 16 febbraio si sono riuniti a Bruxelles, per iniziativa della Commissione Ue, 600 persone – tra politici, studiosi, artisti, promotori culturali, docenti – provenienti da tutta Europa per la conferenza intitolata “Cultura in movimento”. Nell’occasione è stato fatto il punto sugli investimenti provenienti dal bilancio comunitario volti a sostenere centinaia di eventi, mostre, produzioni artistiche nei 27 Stati aderenti. Nel periodo 2007-2013, infatti, l’Unione destinerà a questo scopo 400 milioni di euro, “contribuendo – come è stato detto – a diffondere numerosissime opere, presentando ai cittadini europei un’ampia gamma di espressioni artistiche provenienti da tutto il continente”. “Imagine 2020 – Arte e cambiamenti climatici” è uno di questi progetti, volto a “finanziare gli artisti che affrontano il tema dei cambiamenti climatici nelle loro opere”. Il progetto è gestito da associazioni presenti in Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Portogallo, Lettonia, Slovenia e Croazia. Il “Festival d’arte lirica di Aix-en-Provence” è invece una manifestazione annuale che ha ricevuto finanziamenti per le sue nuove composizioni e produzioni. “European media art network”, gestito da istituzioni con sede in Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Bulgaria, “ha aiutato 16 giovani artisti del settore dei media a produrre film sperimentali, nonché opere sonore e creazioni al computer”. Un evento per la presentazione di queste opere ha attirato 11mila visitatori. “Diversidad urban forum – Musica senza frontiere”: tale iniziativa è dedicata all’arte urbana e riunisce organizzazioni di Belgio, Italia, Paesi Bassi, Austria, Spagna e Francia. “Un festival di quattro giorni di musica hip hop organizzato nel 2009 nell’ambito di questo progetto ha visto la partecipazione di 60mila spettatori. Dal progetto è nato un album prodotto da vari artisti di musica hip hop”. Sono ora in corso altri lavori “per la creazione di una piattaforma digitale per la musica, un tour dedicato all’arte urbana e una mostra di graffiti”. Ogni anno l’Unione finanzia anche la traduzione in altre lingue di centinaia di libri scritti da autori europei, festival culturali, iniziative nelle “capitali europee della cultura”, premi per l’architettura contemporanea. Altri finanziamenti raggiungono infine il “patrimonio culturale europeo” e la letteratura.