ECONOMIA E OCCUPAZIONE

La forza delle piccole imprese

La seconda fase dello Small Business Act

“Il nostro obiettivo dev’essere quello di poter aprire una nuova impresa in un tempo massimo di 30 giorni e con una spesa non superiore ai 100 euro”. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’industria e l’imprenditorialità, presenta la seconda fase dello Small Business Act (Sba), varato dall’Ue nel 2008, ed esemplifica alcuni degli impegni che i Paesi membri e l’Unione nel suo insieme “dovrebbero assumere nei confronti delle piccole e medie imprese” (Pmi), “che sono la rete sanguigna della nostra economia”. Per la ripresa e il lavoro. Nell’Europa comunitaria sono presenti 23 milioni di Pmi, le quali occupano il 67% della forza lavoro del settore privato (circa 90 milioni di occupati). “Lo Small Business Act definisce le linee dell’azione che l’Unione intende condurre a loro favore, perché possano svilupparsi e creare occupazione”. Tra il 2008 e il 2010 la Commissione e gli Stati membri “hanno messo in atto, nel quadro dello Sba, iniziative dirette a ridurre gli oneri amministrativi, a facilitare il finanziamento delle Pmi e a favorire il loro accesso a nuovi mercati”. Per Tajani “molto è stato fatto, ma ancora tanto resta da compiere per aiutare le Pmi”. Le iniziative che si intendono rilanciare vorrebbero “aiutare la ripresa, l’uscita dalla crisi e la creazione di posti di lavoro in un tempo ragionevolmente breve”. Il rilancio dello Sba viene dunque inserito nel più ampio contesto della risposta alla recessione e dell’attuazione della strategia Europa 2020 per la crescita e l’impiego.Credito, regole, mercati. Per dare compimento allo Small Business Act, che ha finora visto un’applicazione differente (e con esiti diversi) da un Paese all’altro dell’Unione europea, la Commissione indica alcune linee prioritarie. Anzitutto un “accesso più facile al credito per investire e crescere”; quindi la “regolamentazione intelligente per consentire alle piccole e medie imprese di concentrarsi sulle loro attività principali” (miglioramento della normativa europea, snellire le procedure amministrative, ridurre gli oneri per avviare un’impresa). L’Esecutivo propone poi di “sfruttare tutte le possibilità offerte dal mercato unico (base imponibile consolidata comune per le società; misure per facilitare il recupero dei crediti transfrontalieri; revisione del sistema di normazione europea). Infine lo Sba si propone, con altri interventi, di “incoraggiare le Pmi a far fronte alle sfide della globalizzazione e del cambiamento climatico”, con misure intese a rafforzare l’internazionalizzazione, la creazione di cluster e reti competitive, nonché una politica energetica favorevole.Alcuni risultati. Tajani incalza: “Le Pmi rappresentano più del 99% delle imprese europee. Sono il motore della nostra economia e dobbiamo mantenerle forti, competitive e innovative. Gli Stati membri devono agire rapidamente” nelle linee tracciate dallo Small Business Act. Dalla sua adozione, avvenuta appunto nel giugno 2008, “notevoli progressi sono stati realizzati grazie alle azioni intraprese in numerosi settori per rafforzare” le micro, le piccole e le medie. Gli esempi non mancano. In due anni e mezzo circa 100mila aziende “hanno usufruito degli strumenti finanziari del programma quadro Competitività e innovazione, creando – stando ai dati forniti dall’Esecutivo – 100mila posti di lavoro”. Ancora: la direttiva sui ritardi di pagamento, adottata nel 2010, impone ora alle pubbliche amministrazioni di pagare i loro fornitori entro 30 giorni, “il che permette di migliorare il flusso di cassa delle imprese”. Altro esempio: “Nella maggior parte degli Stati membri i tempi e i costi di costituzione di una società sono stati notevolmente ridotti; per una società a responsabilità limitata la media Ue è scesa da 12 giorni e 485 euro di spesa nel 2007 a 7 giorni e 399 euro nel 2010”. Ma Tajani parla anche di procedure semplificate per la partecipazione delle Pmi agli appalti pubblici e sottolinea come “il nuovo centro per le Pmi dell’Unione europea aperto in Cina aiuti le piccole e medie imprese ad accedere ai mercati cinesi”.Un decalogo pro-Pmi. Resta il fatto che gli Stati membri hanno riconosciuto l’importanza di dare rapidamente attuazione allo Sba, “eppure le forme di intervento adottate e i risultati ottenuti variano notevolmente”. Il riesame dello Small Business Act sottolinea che gli Stati devono “intensificare i loro sforzi per promuovere l’imprenditorialità nel difficile clima economico di oggi”. Lo Sba contiene fra l’altro una sorta di “decalogo” che indica i principi generali che devono ispirare le politiche europee e nazionali a favore delle Pmi. Si va da quelli assolutamente generici (creare le condizioni necessarie affinché gli imprenditori e le aziende familiari possano prosperare) a quelli più particolari (garantire agli imprenditori che hanno subito una bancarotta l’immediata possibilità di una seconda opportunità; agevolare la partecipazione di queste imprese agli appalti pubblici; facilitare l’accesso al credito).