EDITORIALE

Una stima reciproca

Istituzioni e Chiese: l’incontro Buzek-Benedetto XVI

L’incontro tra Benedetto XVI e il presidente dell’Europarlamento Jerzy Buzek, svoltosi in Vaticano il 28 febbraio, ha toccato i principali temi indicati alla vigilia e di primaria importanza nelle relazioni tra Chiesa cattolica e Unione europea. Al termine dell’udienza privata con il Santo Padre, il presidente dell’Assemblea di Strasburgo – polacco, cattolico, a suo tempo tra le figure di riferimento in Solidarnosc e poi premier a Varsavia – ha spiegato che la visita ha posto sul tavolo tre argomenti-chiave: l’attualità politica internazionale, con in primo piano “i recenti eventi in Nord Africa e Medio Oriente”; la tutela della libertà religiosa, con un’attenzione specifica alle restrizioni, discriminazioni e violenze subite dai cristiani in vari Paesi; il rapporto tra le comunità religiose e le istituzioni dell’Unione.Sui fatti in corso nel Mediterraneo e in Asia, “abbiamo espresso l’auspicio che essi portino alla democratizzazione, allo sviluppo della società civile e alla difesa dei diritti umani”, ha spiegato Buzek. Emerge, con evidenza, il comune sentire tra le due personalità, e la percezione che – ciascuno nel proprio ambito – Chiesa e Ue abbiano un compito essenziale sulla scena mondiale. Né il Vaticano né l’Europa comunitaria possiedono eserciti potenti, eppure possono (o forse proprio per questo possono) giocare un ruolo diplomatico e “morale” insostituibile, in un’epoca in cui si cercano nuovi punti di riferimento, istituzioni credibili e solide, soggetti votati a costruire la pace, la libertà e la giustizia.”Oltre a ciò, abbiamo sottolineato – ha puntualizzato il presidente del Parlamento europeo – che è molto importante lottare per i diritti delle minoranze religiose, in particolare quelli delle minoranze cristiane” in tutto il mondo. La libertà religiosa è un diritto umano primario, che si esplica accanto agli altri diritti fondamentali e alle libertà individuali e collettive: in qualche modo essa è la “cartina al tornasole” con la quale si possono verificare gli altri diritti, facendo essa parte, da sempre, del patrimonio intangibile dell’umanità.Terzo punto sul quale si sono soffermati il Papa e Buzek riguarda la piena applicazione del Trattato di Lisbona e dell’articolo 17 sul dialogo tra istituzioni Ue e rappresentanti delle Chiese e delle organizzazioni religiose. Da tempo Unione a 27 e comunità credenti del vecchio continente hanno appuntamenti periodici durante i quali si affrontano gli argomenti-chiave dell’integrazione. Lo stesso Buzek è stato protagonista di tali rendez-vous da quanto ha assunto la guida dell’Europarlamento, nel luglio 2009.In Europa sembra radicarsi – non senza fatiche, incoerenze e passi indietro – il convincimento che le fedi possano svolgere una funzione di cerniera tra i popoli europei e tra le istituzioni Ue e la società civile dei diversi Paesi; alle Chiese molti riconoscono meriti (evidenti) nel campo della crescita etica e culturale, dell’educazione, della solidarietà. Per queste ragioni i rapporti tra le istituzioni comunitarie e i rappresentanti delle Chiese dovrebbero consolidarsi, infittirsi e avere risvolti concreti. Le Chiese credono all’Europa; l’Europa deve mostrare stima e fiducia verso le comunità credenti.