CHIESE CRISTIANE
Anglicani: lutto per Shahbaz BhattiAnche il mondo anglicano in lutto e sotto shock per l’uccisione in Pakistan del ministro delle minoranze religiose Shahbaz Bhatti. “È con grande shock e profondo dolore – scrivono in una dichiarazione congiunta l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams e l’arcivescovo di York John Sentamu – che abbiamo preso la notizia dell’assassinio di Shahbaz Bhatti, Ministro per le minoranze religiose in Pakistan. Questo ulteriore atto di fanatismo e di violenza settaria getta ulteriore preoccupazione in tutto il mondo per la sicurezza dei cristiani e delle altre minoranze religiose in Pakistan. Chiediamo che il governo del Pakistan faccia tutto quanto è in suo potere per assicurare alla giustizia i colpevoli di tali reati e fornisca una protezione adeguata alle minoranze. Nel frattempo, assicuriamo che la famiglia del sig. Bhatti è nella nostra preghiera. Continueremo a sostenere tutti coloro, di qualsiasi fede, che lavorano per la giustizia e la stabilità in Pakistan”.Spagna: siglato documento cattolico-anglicanoAnglicani e cattolici di Spagna hanno siglato un documento che sancisce il riconoscimento reciproco dei riti del battesimo nelle due confessioni e che avrà valore, ma solo nel Paese iberico, per entrambe le Chiese. La storica firma è stata apposta nella sede della Conferenza episcopale spagnola dal vescovo di Almería e presidente della delegazione per le Relazioni ecumeniche dell’episcopato locale, mons. Adolfo González Montes, e dal vescovo della Chiesa spagnola Riformata episcopale, Carlos López Lozano, alla presenza del vescovo di Vic, mons. Roman Casanova, e di un rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury. È un risultato molto importante raggiunto dal dialogo ecumenico che “ha aiutato a rafforzare la convinzione del carattere fondamentale del battesimo nell’opera di edificazione della Chiesa”; rappresenta il “compimento alle raccomandazioni che questo riconoscimento della sacralità del battesimo e la sua valida amministrazione” e conclude di fatto un lungo cammino avviato negli anni Ottanta. La dichiarazione non si esprime, invece, sulla differenza relativa alla natura sacramentale della Confermazione. Dopo la firma, nella cattedrale anglicana del Salvatore di Madrid, ha avuto luogo un atto di rendimento di grazie con un solenne Te Deum.Cipro: incontro Chiese del Medio OrienteLe chiese del Medio Oriente devono lavorare insieme per far prevalere la pace. È questo il messaggio lanciato dall’arcivescovo Crisostomo di Cipro nel discorso di apertura dell’incontro straordinario del Comitato esecutivo del Consiglio delle chiese del Medio Oriente (MECC), tenutosi lo scorso 18 febbraio proprio nell’isola del Mediterraneo. “È davvero giunto il momento di unire le forze – ha dichiarato Crisostomo – e lavorare per una soluzione dei tanti problemi della nostra regione che porti alla pace e lontano dal fanatismo religioso. Per fare questo dobbiamo essere in grado di affrontare direttamente ogni questione e superare, con amore cristiano e reciproca comprensione, i nostri disaccordi interni”. All’incontro hanno partecipato le delegazioni delle quattro famiglie cristiane che compongono il MECC – ortodossi di rito bizantino, ortodossi precalcedoniani, cattolici e protestanti – per preparare l’assemblea generale del prossimo agosto, ma anche per confrontarsi sui sommovimenti che stanno travolgendo l’Africa settentrionale. Proprio a causa dei moti di piazza e dell’incertezza politica di questi giorni, i rappresentanti delle chiese egiziane non hanno potuto raggiungere l’incontro. “Siamo tutti a favore di riforme politiche ed economiche – ha dichiarato all’agenzia ENI il pastore Munib Younan, vescovo della Chiesa evangelica luterana in Terra Santa e Giordania e presidente della Federazione luterana mondiale (FLM) -, ma allo stesso tempo vogliamo far sapere ai movimenti che promuovono la protesta che ci attendiamo da loro moderazione, come pure la promozione dei diritti umani, della libertà religiosa e di espressione. Vogliamo chiedere alla popolazione di usare non solo le frustrazioni ma anche la saggezza per costruire una nuova società”. Sulla situazione in Medio Oriente e in particolare sulle violenze che si stanno verificando in Libia è intervenuto il Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), riunitosi a Ginevra dal 16 al 22 febbraio scorso. L’organo di governo del CEC ha adottato una risoluzione nella quale “esprime profonda preoccupazione per le notizie inquietanti” che riportano centinaia di morti tra la popolazione. “Richiamiamo tutte le parti in causa al rispetto dei diritti umani dell’intera popolazione libica”, si legge nel documento che condanna l’uso della forza e richiama alla ricerca di “un confronto pacifico che ponga fine alle violenze”.