L’Ue in breve

Sessione parlamentare e vertice straordinario dei 27Si svolge fra Strasburgo e Bruxelles la prossima settimana di lavoro delle istituzioni Ue. Dal 7 al 10 marzo, infatti, è fissata la sessione plenaria dell’Europarlamento nella città francese, mentre l’11 marzo, nella capitale belga, è convocato un Consiglio europeo straordinario sulla situazione in nord Africa. L’Assemblea, oltre a celebrare in modo solenne il centenario della Giornata internazionale della donna, vede iscritti all’ordine del giorno le priorità per il bilancio 2012, la strategia comunitaria per la regione atlantica, il cammino verso l’Europa comunitaria da parte di Turchia e Montenegro, una relazione sulla integrazione dei rom nei 27 Stati aderenti, i rapporti con l’Iran, la politica industriale negli anni a venire. L’aula discuterà, ovviamente, della situazione nel Mediterraneo e nell’area mediorientale e accoglierà Pál Schmitt, presidente dell’Ungheria, che rivolgerà un discorso agli eurodeputati. Per l’11 marzo, invece, il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha chiarito che il precipitare della situazione dopo le rivolte in Libia ha fatto sì che l’incontro già previsto per parlare dei problemi dell’eurozona si trasformasse in un summit straordinario cui sono stati invitati i 27 capi di Stato e di governo dell’Ue. Si discuterà di rapporti politici con i Paesi vicini, di sostegno alle popolazioni, dell’emergenza relativa alle migrazioni, della stabilità e del futuro dell’area . Crescono anche le preoccupazioni circa le forniture energetiche. A proposito della Libia occorre ricordare che l’Unione ha approvato una serie di “misure restrittive” nei confronti del regime di Muammar Gheddafi. Le sanzioni comprendono l’embargo assoluto su armi e munizioni che, ha spiegato Van Rompuy, “potrebbero essere utilizzate per la repressione dei manifestanti”; il congelamento dei beni del dittatore; il divieto di visto per il colonnello Gheddafi, i suoi familiari e altre persone coinvolte nella repressione. È possibile che il Consiglio europeo, che ha finora dato attuazione alla risoluzione adottata il 26 febbraio dal Consiglio di sicurezza Onu, decida ulteriori misure verso la Libia e altri Paesi. Victor Orban, in vista del summit, ha scritto una lettera a Van Rompuy in cui cita il problema del rimpatrio degli europei dalla Libia, mentre conferma che l’ambasciata dell’Ungheria resterà aperta a Tripoli, assicurando così una presenza diplomatica a nome di tutta l’Unione. Il successivo Consiglio europeo rimane invece quello del 24 e 25 marzo.Eurobarometro: Parlamento Ue poco conosciuto dai cittadiniIl Parlamento europeo continua a godere della fiducia dei cittadini Ue, benché l’immagine che essi hanno dell’Assemblea non risponde pienamente ai suoi poteri e compiti istituzionali. Eurobarometro ha intervistato, tra la fine di novembre e la metà dello scorso dicembre, 27mila persone di tutti gli Stati aderenti. I risultati, resi noti in settimana, mostrano che gli europei hanno la percezione di un accresciuto potere dell’Eurocamera, grazie all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e in maggioranza la ritengono una istituzione “democratica” ed “efficiente”, ma pochi fra di essi pensano che sia anche “dinamica” e capace di porsi “in ascolto dei cittadini”. Rispetto a precedenti indagini, “le risposte tendono a polarizzarsi maggiormente”, si legge nel rapporto finale, di 37 pagine. “Più uomini che donne dichiarano di essere al corrente dei temi affrontati dal Parlamento Ue; i cittadini di classi sociali più agiate mostrano una migliore conoscenza del Parlamento”. I più informati risultano essere i soggetti che hanno un’età compresa fra 40 e 54 anni, invece – è il dato che Eurobarometro sottolinea con preoccupazione – i meno informati appaiono i giovani. Interrogati sui valori che il Parlamento dovrebbe impegnarsi a difendere con priorità, ai primi posti figurano “la difesa dei diritti umani” (60% di preferenze), “l’uguaglianza di genere e la libertà di espressione” (entrambi con il 36%). In confronto ai sondaggi precedenti, gli europei “conferiscono maggiore importanza alla solidarietà tra gli Stati membri, che si colloca ormai al quarto posto tra” i temi maggiormente citati (35% delle risposte; nel precedente sondaggio, risalente al febbraio 2010, le risposte favorevoli su questo punto erano il 30%). Seguono la solidarietà tra l’Ue e i Paesi poveri del mondo (25%), il dialogo tra le culture e le religioni (22%), la protezione delle minoranze (22%). Alcune domande riguardavano il tipo di informazione che i cittadini ricevono dai media sull’attività del Parlamento dell’Unione. Il 59% del campione ricorda di aver letto qualche notizia; ma solo il 28% dei cittadini ritiene di essere ben informato sull’attività che svolgono gli eurodeputati. Tutto il sondaggio mostra poi differenze sostanziali fra le risposte ottenuti nei diversi Stati aderenti, “con scarti che possono raggiunge anche 35-40 punti percentuali”.