CCEE: CHIESE SUD-EST

Quale casa per loro?

Incontro dei vescovi a Cipro: i giovani, il Vangelo, la Chiesa

La “pastorale giovanile” non è un lusso, ma “è qualcosa di decisivo per il futuro della Chiesa, ma anche oserei dire, dell’Europa”. Ne è convinto il presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee), card. Péter Erdő, nel saluto inviato all’incontro dei presidenti e dei rappresentanti delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa, che si è svolto dal 3 al 6 marzo a Nicosia sul tema della pastorale giovanile, in vista della Giornata mondiale della Gioventù di Madrid (16-21 agosto 2011). L’appuntamento annuale, promosso dal Ccee su invito di mons. Youssef Soueif, arcivescovo di Cipro dei Maroniti, ha visto la partecipazione delle Conferenze episcopali di Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Grecia, Romania e dela Conferenza episcopale internazionale SS. Cirillo e Metodio insieme con la diocesi di Chisinau (Repubblica Moldova). All’incontro erano presenti anche mons. Antonio Franco, nunzio apostolico in Cipro, mons. Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme per i Latini e mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa. Nel messaggio il card. Erdő ha sottolineato che le Gmg “sono un chiaro segno di speranza” perché esse mostrano giovani “desiderosi di sentire una parola esigente e profonda dal Papa” e di avere “momenti di preghiera” e “di festa” con altri giovani che “condividono con loro la fede”. Si è anche ricordato il vescovo Luigi Padovese, già presidente della Conferenza episcopale della Turchia mentre al termine delle tre giornate è stato diffuso una messaggio ai giovani (clicca qui).La cultura del Vangelo. Mons. Youssef Soueif ha ricordato la visita apostolica di Benedetto XVI dello scorso giugno, la cui “eco è sempre viva nei nostri cuori e nella nostra isola”. I giovani “radicati e fondati in Cristo”, ha detto, sono “portatori, nel loro modo di vita e nella loro parola, della cultura del Vangelo” “che fa costruire nel mondo l’amore” attraverso “la pace, il perdono e l’apertura a tutti gli uomini”. Mons. Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme per i Latini, a cui fanno capo le diocesi cattoliche di Palestina, Israele, Giordania e Cipro, ha sottolineato che in Medio Oriente “una pastorale tipicamente giovanile é assolutamente indispensabile” anche perché “i giovani sono una locomotiva trainante della comunione ecclesiale” e uno stimolo al dialogo tra le Chiese cristiane “in quanto “molte, se non tutte le nostre attività giovanili sono ecumeniche”.Gli ortodossi e il presidente della Repubblica. L’incontro ha avuto anche una dimensione ecumenica grazie alla partecipazione del rappresentante di Sua Beatitudine Chrysostomos II, arcivescovo di Nea Giustiniana e di tutta Cipro, del metropolita Isaia di Tamassou e del metropolita Georgios di Pafos. I partecipanti all’incontro sono stati ricevuti dal presidente di Cipro, Dimitris Christofias, che ha parlato della situazione dell’isola divisa, dopo l’invasione turca del 1974. Il presidente ha ribadito l’importanza di “vivere in pace” rispettando le reciproche “differenze di linguaggio e religione” e ha affermato che “bisogna trovare una soluzione politica al nostro problema, perché i cittadini che hanno abbandonato le loro terre possano tornare alle loro case e proprietà” aggiungendo di essere “pronto a un compromesso”, anche se sarà “doloroso”. Gmg: non sono un episodio. Don Eric Jacquinet, responsabile della sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i laici ha ricordato che le Gmg “hanno portato tanti frutti nell’arco di questi ultimi 25 anni” perché “hanno contribuito alla formazione di nuove generazioni molto impegnate nella Chiesa”. Questi eventi “hanno aiutato i giovani ad avere una visione chiara dell’identità cattolica”. Don Jacquinet ha anche ricordato che “se i gruppi arrivano a Madrid senza preparazione e se dopo l’evento non se ne parlerà più, i frutti per la Chiesa saranno pochi”. Il desiderio di una casa. Oggi i giovani hanno “desiderio di una casa”. È stata la considerazione di don Francesco Pierpaoli, direttore del Centro giovanile Giovanni Paolo di Loreto. Riprendendo il discorso di Benedetto XVI a Cracovia (27 maggio 2006), il sacerdote ha sottolineato che i giovani hanno nostalgia di una casa in cui “il pane quotidiano” sia “l’amore, il perdono, la necessità di comprensione, nella quale la verità sia la sorgente da cui sgorga la pace del cuore”. Dopo aver affermato che nei giovani occorre “far maturare le domande” ha sottolineato che in Europa di fronte alla “prima generazione incredula” bisogna creare nuove occasioni di incontro con la fede e con la Chiesa.Nei villaggi maroniti. I vescovi hanno visitato alcuni villaggi maroniti nella parte nord dell’isola occupata dai Turchi e hanno celebrato la messa con la comunità di Kormakitis dopo aver sostato in una piccola chiesa dove è custodita la più antica croce di Cipro. Hanno inoltre incontrato religiosi e religiose che nell’isola sono una testimonianza cristiana umile e feconda e hanno trascorso una serata con ragazzi e i giovani che con musiche, canti e danze hanno raccontato la storia e la vita dei Maroniti di Cipro.