CHIESE IN BREVE

Svizzera, Francia, Romania

Svizzera: una giornata per il popolo ebraicoAnche quest’anno la Chiesa cattolica in Svizzera celebra domenica 20 marzo il “Dies iudaicus”, la giornata dedicata al popolo ebraico. “Questa giornata – spiega mons. Vitus Huonder, vescovo di Coira e delegato della Conferenza episcopale svizzera nella Commissione di dialogo ebraici/cattolici della Svizzera – persegue un duplice obiettivo: dapprima, ricordare le radici ebraiche della fede cristiana e, in secondo luogo, rendere i cristiani consapevoli dei particolari rapporti dei cristiani con il popolo ebraico”. La giornata ha per tema quest’anno “Sono irrevocabili i doni e la chiamata”. I vescovi esprimono una loro “viva preoccupazione”: “Prendendo atto di un nuovo dilagare dell’antisemitismo negli ultimi anni, la Chiesa nel nostro Paese si sente indotta a ricordare i suoi legami e la sua solidarietà con il popolo ebraico. Considerando le paure e le sofferenze di molti membri della religione ebraica – afferma il vescovo di Coira -, la Chiesa si sente in obbligo di condannare energicamente gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo e di invitare alla pace e alla conciliazione, ma anche al rispetto e alla stima per ogni uomo, da esprimere anche davanti ai nostri concittadini ebraici. Sta pure nel suo intento far sì che divergenze politiche e prese di posizione non conducano a condanne generiche e ancora meno a una propaganda ideologica nel nostro Paese”. Il vescovo fa notare che “il legame con il popolo della Bibbia ci vuole ricordare la responsabilità permanente e sempre attuale della Chiesa nei confronti del popolo ebraico. Particolarmente le atrocità perpetrate nei confronti di questo popolo durante la Seconda guerra mondiale fa emergere nella Chiesa un senso di responsabilità”. Resta quindi ancora attuale la dichiarazione del documento conciliare Nostra Aetate 4: “La Chiesa esecra tutte le persecuzioni contro qualsiasi uomo, memore del patrimonio che essa ha in comunione con gli Ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque”.Francia: Parigi punta sui papàUn pellegrinaggio riservato ai papà. Si terrà a Parigi nel giorno in cui la Chiesa celebra San Giuseppe, il 19 marzo. Ad indire la manifestazione è il cardinale arcivescovo della città, André Vingt-Trois, forte di una esperienza già vissuta in passato in altre città del Paese e in vista di un anno dedicato alla famiglia dalla Chiesa di Francia. “Proponiamo – spiega padre Denis Metzinger, vicario episcopale per la pastorale familiare della diocesi di Parigi – un tempo privilegiato di preghiera per i padri”. Ed aggiunge: “Il fatto che degli uomini, padri di famiglia, estremamente presi dalla loro vita professionale e iper-occupati, decidano di prendersi una giornata per riflettere in questo tempo di Quaresima, una giornata dedicata a Dio è anche un segno forte che può donare luce a tutta la famiglia”. Il programma del pellegrinaggio prevede tra l’altro una processione verso la basilica del Sacro Cuore, un momento di approfondimento sulla paternità, una veglia di adorazione eucaristica. Parigi, in realtà, non è la sola diocesi francese che ha deciso di dedicare uno spazio di riflessione ai padri: simili iniziative si terranno anche nella diocesi di Rennes il 10 aprile (sul tema, “Il perdono, fonte di gioia al cuore della famiglia”) e a Cotignac nel primo weekend di luglio (sul tema, “Dammi Signore un cuore che ascolta”).Romania: p. Rupnik ai sacerdotiIl teologo e artista gesuita Marko Rupnik sta guidando in questi giorni (dal 7 all’11 marzo) un corso di esercizi spirituali per sacerdoti romeni e bulgari, nel monastero dei carmelitani scalzi a Snagov (vicino a Bucarest). Dalla Bulgaria sono presenti 15 sacerdoti, dalla diocesi romano-cattolica di Nicopole e dall’esarcato apostolico di Sofia (greco-cattolico): diocesani, passionisti, salesiani e redentoristi. Sono accompagnati dall’esarca greco-cattolico mons. Christo Proykov. Dalla Romania partecipano 20 sacerdoti e un diacono, dall’Arcidiocesi di Bucarest e dalla diocesi di Iasi. Gran parte di loro sono diocesani e alcuni religiosi – orionini, somaschi e carmelitani scalzi -, e sono accompagnati dall’arcivescovo di Bucarest mons. Ioan Robu. Un’iniziativa simile era avvenuta già 139 anni fa, dal 23 al 27 febbraio 1872, sempre a Bucarest quando sacerdoti romeni e bulgari furono convocati dall’allora mons. Ignazio Paoli, vescovo di Nicopole e amministratore apostolico di Valacchia (territorio dell’attuale arcidiocesi di Bucarest), per un sinodo diocesano. Nel pomeriggio di lunedì 7 marzo, p. Rupnik ha tracciato il filo conduttore degli esercizi spirituali: non intende offrire “un approfondimento teologico o pastorale, ma camminare insieme su un itinerario di preghiera”.