CHIESE EUROPEE
La preghiera e la vicinanza per la tragedia
“Le immagini del tragico terremoto e del conseguente tsunami in Giappone ci hanno lasciato tutti fortemente impressionati”. Lo ha detto Benedetto XVI, dopo l’Angelus di domenica 13 marzo, facendo riferimento al dramma che sta vivendo in queste ore il Giappone. “Desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza alle care popolazioni di quel Paese – ha dichiarato -, che con dignità e coraggio stanno facendo fronte alle conseguenze di tali calamità”. “Prego – ha aggiunto il Papa – per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi tremendi eventi. Incoraggio quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per portare aiuto. Rimaniamo uniti nella preghiera. Il Signore ci è vicino!”. Solidarietà e preghiera sono giunte anche da diversi episcopati europei.Francia e Inghilterra. In Francia si prega mentre in Inghilterra si cerca di riflettere e dare una risposta di fede alla assurdità del dolore provocato dalle catastrofi naturali. È come le due Conferenze episcopali europee stanno reagendo al disastro provocato dal terremoto e dallo Tsunami nel Paese del Sol Levante. “Profondamente commosso” da quanto sta vivendo il Giappone, il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, aveva invitato, all’indomani della catastrofe, i cattolici a partecipare ad una messa per le vittime e il popolo giapponese nella cattedrale di Notre-Dame. Hanno risposto all’invito circa 3 mila persone che hanno seguito la celebrazione in profondo silenzio, riempiendo le navate della cattedrale. In Inghilterra invece, la Conferenza episcopale ha chiesto al gesuita James Hanvey di rispondere in mp3 ad una serie di domande sulla sofferenza umana. Di fronte alle immagini che arrivano dal Giappone “circa l’impatto del terremoto e dello tsunami sulla popolazione”, “in molti si chiedono: come può un Dio di amore permettere una tale sofferenza, permettere che accadono i disastri naturali”. Il gesuita ha risposto che “è lecito porsi la domanda se credi in Dio” ma che è proprio in queste occasione che occorre “prendere una decisione” e il fatto di “continuare a credere, nonostante tutto, in Dio”, “non esime l’uomo dal vivere la sofferenza”.Austria e Germania. Il terremoto e lo tsunami hanno suscitato partecipazione e cordoglio anche nel mondo cattolico tedesco e austriaco. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch, ha espresso la propria solidarietà in un comunicato stampa. “Ho appreso con grande commozione del terribile terremoto e dello tsunami da esso causato nel Vostro Paese”, ha scritto mons. Zollitsch in una lettera all’arcivescovo Okada Peter Takeo, presidente della Conferenza episcopale giapponese. Mons. Zollitsch ha manifestato il cordoglio per le vittime, assicurando le preghiere per i feriti e i congiunti. “Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, i sopravvissuti avranno bisogno urgentemente del nostro aiuto generoso e fraterno”, ha proseguito mons. Zollitsch: “chiedo ai fedeli del nostro Paese di sostenere la vostra Chiesa e le persone colpite dalla catastrofe con le preghiere ma anche con mezzi finanziari, cercando, per quanto possibile, di mitigare lo stato di necessità dopo il disastro”. In Austria, la Giornata dei servizi liturgici, svoltasi a Vienna il 12 marzo alla presenza di oltre 1.400 volontari dei tre vicariati della capitale e presieduta dal card. Christoph Schönborn, si è aperta con la preghiera e la commemorazione delle vittime del terremoto.Irlanda. Dal card. Seán Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda è giunto l’invito a pregare per il popolo giapponese. Nel trascorso fine settimana nelle messe celebrate nelle parrocchie si è pregato per il Giappone al quale il cardinale ha inviato un messaggio di solidarietà. “Chiedo a tutti gli irlandesi di ricordare questa popolazione, preghiamo per le vittime di questa sciagura, per coloro che sono rimasti feriti, senza casa, colpiti da atti della natura veramente incredibili. Incoraggio ogni persona, attraverso la preghiera e l’amicizia, ad esprimere vicinanza alla comunità giapponese che vive in Irlanda”.