IRLANDA

Un anno dopo

I vescovi “in risposta” alla lettera di Benedetto XVI sugli abusi sessuali

“L’abuso di bambini da parte di alcuni sacerdoti e religiosi è stato uno spaventoso errore. La risposta inadeguata da parte di alcuni responsabili della Chiesa ha lasciato una ferita profonda che mai sarà pienamente sanata”. Inizia con queste parole intrise di dolore e vergogna, la “Risposta pastorale dei vescovi irlandesi” alla Lettera che Benedetto XVI inviò ai cattolici d’Irlanda pubblicata esattamente un anno fa (il 19 marzo 2010) in seguito alla drammatica vicenda degli abusi sui minori emersa da una serie di indagini governative nel 2009 che ha profondamente sconvolto il Paese. Passi concreti per la guarigione delle vittime. Si tratta di un documento di 16 pagine dal titolo “Verso la guarigione e il rinnovamento”, fortemente voluto dal primate e arcivescovo di Armagh, il cardinale Seán Brady, e in questi giorni distribuito in tutte le parrocchie del Paese. Il documento vuole essere una risposta pastorale all’immenso dolore dei minori abusati e alla perdita di fiducia che questi fatti hanno provocato nei fedeli irlandesi. Il processo di guarigione è affrontato dai vescovi irlandesi attraverso sei passi da compiere: si va dalla proposta di una preghiera mensile di pentimento e solidarietà alle vittime ad un invito alle parrocchie perché diventino luoghi di ascolto delle loro denunce. Si parla anche di supporto spirituale. Poi al capitolo relativo alla costruzione di un futuro più sicuro per i bambini all’interno della Chiesa, i vescovi rilanciano la collaborazione con il Consiglio nazionale per la tutela dei minori nella Chiesa cattolica d’Irlanda che include anche un forte impegno di piena collaborazione con le forze dell’ordine preposte nel Sud e nel Nord dell’Irlanda. C’è infine anche un capitolo riservato al sostegno economico alle strutture che si occupano di prevenzione e salvaguardia dei minori. Ma non è tutto. Il mese scorso, la Conferenza episcopale irlandese, in collaborazione con la Conferenza dei religiosi d’Irlanda e con l’Unione missionaria locale, ha lanciato un nuovo servizio di sostegno e consulenza professionale per le vittime degli abusi e una linea telefonica gratuita e confidenziale, che mette le vittime in comunicazione con esperti e professionisti.Nessuna scusa. “Nessuna scusa, nessun gesto di pentimento e dolore – scrivono i vescovi nel documento diffuso alle parrocchie – potranno mai coprire la sofferenza che è stata causata a coloro che sono stati abusati e alle loro famiglie: essi sono stati gravemente lesi e traditi da persone che professavano il Vangelo di Gesù Cristo. Proviamo grande vergogna di questo e siamo profondamente addolorati per i fallimenti compiuti da parte nostra. Oggi siamo qui per dare un volto al dolore esprimendo il nostro impegno alle iniziative esistenti e alle numerose nuove iniziative che stanno nascendo. La nostra speranza è che queste decisioni possano costituire un supporto valido alle vittime di abusi sessuali e psichici commessi da sacerdoti e religiosi della Chiesa cattolica di Irlanda”. “Quanto è stato deciso oggi – proseguono i vescovi – è solo una parte di un più vasto e più lungo itinerario che dovrà essere intrapreso alla Chiesa per aiutare a ridare guarigione e pace alle vittime degli abusi”. Altra grande sfida è quella di ricucire la fiducia nella Chiesa che è stata tradita in molte persone. I passi proposti e contenuti nel documento sono il risultato di un cammino intrapreso da un gruppo di vescovi irlandesi che ha lavorato insieme alle vittime per implementare una migliore pratica di salvaguardia dei minori per il futuro. Preghiera e ascolto. Nel documento i vescovi invitano le parrocchie a dedicare un Venerdì di ogni mese alla preghiera e al digiuno per la guarigione delle vittime e per il pentimento di chi nella Chiesa ha fallito il compito di ascoltare le vittime e accogliere le loro denunce. “Uno dei più grandi errori nel passato – scrivono i vescovi – è stato quello di non ascoltare il grido disperato di coloro che erano stati abusati da bambini da parte di religiosi e sacerdoti. Molti di coloro che avevano avuto il coraggio di raccontare quello che era loro successo, non sono stati ascoltati”. Da qui un impegno serio da parte di tutto l’episcopato irlandese: “Rinnoviamo oggi il nostro impegno ad ascoltare con apertura, sensibilità e cura tutti coloro che sono stati vittime di abusi”. Ma l’impegno dei vescovi coinvolge necessariamente anche quello delle parrocchie perché – si legge nel documento – “diventino luoghi di accoglienza, ascolto e supporto per coloro che hanno sofferto”. “La comunità parrocchiale è oggi luogo chiave per dare espressione all’impegno dell’intera comunità cattolica per rimediare agli errori del passato e intraprendere il processo di guarigione rinnovamento per tutti coloro che sono stati traditi”.