EDITORIALE

La Quaresima dell’Ue

Una conversione necessaria in tre direzioni

La Quaresima dei cristiani è il momento favorevole per la conversione del cuore, per le iniziative di digiuno, di preghiera e di condivisione. La Quaresima politica dell’Ue, in questa primavera 2011, assomiglia all’avvio di una grande conversione in almeno tre aree: l’Euro, le relazioni con i popoli e le nazioni del Sud del Mediterraneo, il nucleare.Nel corso del vertice straordinario dei capi di stato e di governo dell’Eurozona dell’11 marzo sono state prese alcune disposizioni per la creazione di un meccanismo di stabilità europea nel 2013. Questo nuovo strumento, che assomiglia molto a un Fondo monetario europeo, senza dirne il nome, potrebbe venire in soccorso di un membro dell’Eurozona che si trovi in difficoltà finanziaria nel caso in cui il membro in questione lo richieda e se una grave minaccia nei confronti di tutta la stabilità finanziaria dell’Eurozona venisse constatata all’unanimità dall’insieme dei suoi membri. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha accettato questi termini in cambio di un rafforzamento del Patto di stabilità e della stipula di un Patto per l’Euro che obbligherà i capi di stato e di governo ad assumere annualmente degli impegni vincolanti per mettere in atto delle riforme strutturali a favore di una migliore competitività dell’Eurozona. Come risultato, al cuore dell’Ue dei 27 esisterà d’ora in poi un vero e proprio governo economico dell’Eurozona, aperto anche agli altri Stati membri, nel quale la Commissione europea avrà un ruolo da svolgere. C’è però un difetto di fabbrica: in un sistema democratico, un governo agisce sotto il controllo del parlamento, mentre i membri di questo governo economico risponderebbero solamente a titolo individuale ai loro rispettivi parlamenti nazionali.Il Consiglio europeo – anch’esso riunitosi l’11 marzo per un vertice straordinario – ha preso posizione sugli avvenimenti nei Paesi del Sud del Mediterraneo. Dopo aver accolto in tono positivo, uno dopo l’altro, le proposte di democratizzazione del re del Marocco, le elezioni per la creazione di un’assemblea costituzionale in Tunisia, il 24 luglio, e il processo di transizione verso la democrazia in Egitto, il Consiglio europeo ha fermamente condannato gli attacchi del colonnello Gheddafi contro il popolo libico e ha chiesto collegialmente la sua partenza. Non essendo riuscito ad arrivare a una risoluzione a favore di un intervento militare in Libia, ha messo fine alle gesticolazioni enfatiche dell’Unione per il Mediterraneo e ha accolto con favore la proposta della Commissione europea di una partnership per la democrazia e la prosperità con i Paesi interessati, che farebbe seguito a un approccio differenziato in relazione con l’avanzamento del processo di transizione. L’Unione Europea si orienta dunque, d’ora in poi, verso una risposta all’altezza dei cambiamenti storici in corso nel Mashrek e nel Magreb.Nella sua riunione di febbraio dedicata all’energia, il Consiglio europeo aveva prodotto delle conclusioni deboli. Non era venuto in evidenza alcun progresso verso un migliore coordinamento con i Paesi fornitori, e sostanzialmente molto poco rispetto a una maggiore solidarietà in materia energetica all’interno dell’Unione. Giusto in tempo – e fortunatamente – il Parlamento europeo ha potuto bloccare un’iniziativa congiunta della Francia e della Repubblica Ceca per menzionare in questo testo l’energia nucleare come fonte di energia propria. Inoltre, il 15 marzo il commissario europeo incaricato dell’energia ha annunciato un auditing di tutte le centrali nucleari operative in Europa, comprese quelle della Russia, della Svizzera e della Turchia. Alla luce della catastrofe di Fukushima e dell’interesse pubblico che susciteranno i risultati di queste verifiche, eseguite sulla base degli stessi criteri in tutta l’Europa, questa decisione potrebbe spingere ad un’evoluzione in direzione di una politica energetica comune degna di questo nome.Questo ci porta a concludere che la Quaresima politica dell’Unione Europea non nasce da un movimento di conversione interiore e spontanea. È il frutto di avvenimenti esterni. La costruzione europea avanza quando vincoli e necessità si vanno ad aggiungere alle motivazioni più nobili.