CONSIGLIO EUROPEO

Provocati da sfide globali

Libia, Giappone ed economia nell’agenda comunitaria

Libia, Giappone e temi economici: sono i tre principali argomenti sui quali sta lavorando l’Unione europea, oggetto anche del summit dei 27 capi di Stato e di governo, trovatisi a Bruxelles il 24 e 25 marzo. Le “sfide globali” condizionano dunque l’agenda comunitaria e fanno emergere punti di concordanza, posizioni divergenti e alimentano un confronto talvolta aspro.Libia: armi, aiuti e politica. “Unità” e “determinazione”: con questi due termini Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, indica le linee che hanno finora caratterizzato l’azione dell’Unione sul caso-Libia. Van Rompuy aggira, per quanto possibile, i problemi insorti sulla guida politica e militare dell’operazione “Odissea all’alba” e dichiara al termine del vertice: “Sono state decise iniziative intese a proteggere la popolazione libica dal regime del colonnello Gheddafi, nel quadro della risoluzione Onu”. “Porteremo assistenza umanitaria e sosterremo una transizione democratica affidata allo stesso popolo libico”. Il presidente “stabile” dell’Ue fa quindi riferimento a “ulteriori sanzioni contro il regime”: “intendiamo fermare i flussi di reddito derivanti dalla vendita di petrolio e gas”; per ora non si fa cenno all’embargo totale sulle forniture energetiche provenienti da Tripoli come richiesto da alcuni Paesi, Germania in testa.Giappone e sicurezza nucleare. Sul dopo-terremoto in Giappone sembra più facile trovare una posizione comune tra i 27. “L’Unione europea sosterrà il Giappone per superare le difficoltà attuali. Siamo pronti a dare tutti gli aiuti necessari ai nostri amici giapponesi”: Van Rompuy spiega: “La crisi del Giappone ha effetti su scala mondiale, dal punto di vista economico, dei mercati finanziari, della sicurezza nucleare. Ecco perché è stato dato mandato alla Commissione di preparare un piano per effettuare stress test su tutte le centrali atomiche presenti nell’Unione”. Inoltre “faremo pressioni affinché anche i Paesi vicini facciano lo stesso. Perché la sicurezza ambientale supera i confini degli Stati”. Su questo argomento chiarisce alcuni punti il presidente della Commissione, José Manuel Barroso. “I livelli di radiazioni non sono sostanzialmente variati in Europa, ma noi vogliamo procedere con i massimi standard di sicurezza. Entro quest’anno presenteremo al Consiglio un piano di azione per verificare che tutte le centrali presenti nell’Ue rispettino tali standard”. Barroso specifica che sarà probabilmente varata una direttiva sulla sicurezza nucleare e “bisognerà allo stesso tempo occuparsi dello smaltimento delle scorie nucleari”.Finanze sane, euro, competitività. Sul versante economico la conclusione del Consiglio europeo del 24-25 marzo conferma quanto già deciso nelle ultime settimane. Viene dato il via libera al Patto euro plus per la stabilità finanziaria di Eurolandia, si definisce il Meccanismo permanente di stabilità finanziaria (il fondo attuale, temporaneo, che scadrà nel 2013, è già stato utilizzato per Grecia e Irlanda e viene ora proposto al Portogallo), si approvano gli emendamenti necessari al Trattato di Lisbona per poter rafforzare la governance. Semaforo verde anche alle sei proposte legislative avanzate in questo settore dalla Commissione e a ulteriori test sul settore creditizio. “È una grande svolta in campo economico”, commenta Barroso. “Avremo un rafforzamento dell’eurozona, con nuovi strumenti per la disciplina di bilancio e il coordinamento delle politiche economiche”. Gli Stati che adottano la valuta unica dovranno rendere note entro il mese di aprile le proprie intenzioni in questo campo (bilancio, riforme, investimenti). La Commissione le valuterà e fornirà pareri distinti entro giugno, in tempo per l’approvazione di tali interventi durante il Consiglio di giugno. Sempre ad aprile “presenteremo – dice il presidente della Commissione – un atto sul mercato unico volto a rafforzare la crescita e l’occupazione”.Patto euro plus. Nel documento finale del vertice si legge a proposito del Patto euro plus (cui hanno aderito anche Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Paesi esterni all’eurozona) che esso “consoliderà ulteriormente il pilastro economico dell’Unione economica e monetaria e porterà a un salto di qualità nel coordinamento delle politiche economiche, con l’obiettivo di migliorare la competitività”. Gli Stati membri che hanno sottoscritto il Patto si impegnano “ad annunciare una serie di azioni concrete da portare a termine nei dodici mesi successivi”. Tutti i Paesi partecipanti “presenteranno – come specificato da Barroso – i loro impegni quanto prima e comunque in tempo utile affinché siano inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma, che dovranno essere trasmessi in aprile, e siano valutati al Consiglio europeo di giugno”.