EDITORIALE
A 130 anni dalla nascita di Alcide De Gasperi
130 anni fa, il 3 aprile 1881, Alcide De Gasperi nasceva a Pieve Tesino (Trentino). È questa, dunque, una buona occasione per ricordare i meriti di questo grande statista, considerato con ragione padre fondatore sia del nuovo Stato democratico italiano, sia della Comunità europea. A lui soprattutto, infatti, si devono le decisioni fondamentali prese in Italia a favore della democrazia pluralistica, dell’economia sociale di mercato e dell’unificazione dell’Europa. De Gasperi proveniva da una regione di confine con un lungo passato di esperienze politiche formatesi sotto differenti dominazioni; ma furono specialmente l’esperienza personale dell’emarginazione e della persecuzione da parte di un regime totalitario, il suo orientamento ai valori e alle tradizioni del cattolicesimo, le sue convinzioni cristiano-democratiche e federaliste a convincerlo del fatto che il suo Paese poteva avere un futuro positivo solo nell’unità e nella comunità con i vicini europei. Come Presidente del Consiglio dei ministri negli anni del dopoguerra tra il 1945 e il 1953, De Gasperi riuscì innanzitutto a sanare moralmente il Paese e a garantirne la ricostruzione materiale sulla base di premesse fondamentali quali la ricostruzione delle condizioni democratiche e lo sviluppo di un ordine economico e sociale equo e basato sul partenariato, così come l’appartenenza e la partecipazione alle istituzioni dell’unificazione europea che – al di là del loro significato economico e politico – servirono soprattutto anche alla riconciliazione e alla pacificazione delle nazioni del continente, un tempo nemiche. Infine, la situazione internazionale richiese anche all’Italia di salvaguardare con l’adesione al Patto Atlantico la libertà riconquistata. Alcide De Gasperi si rese conto presto che per l’Italia non esistevano alternative alla promozione di una comunità sempre più stretta di liberi Stati. Il collegamento ai vicini europei nel Consiglio d’Europa, nella Comunità europea per il carbone e per l’acciaio (Ceca) e nell’Unione dell’Europa occidentale determinò anche la fine dell’isolamento in politica estera in cui il Paese, compromesso dal fascismo, si trovava alla fine della guerra. Nelle negoziazioni finalizzate alla realizzazione della Ceca, la cosiddetta “Unione Montana”, che entrò in vigore nel luglio del 1952, De Gasperi, il quale oltre all’incarico di capo di governo svolgeva in quel periodo anche la funzione di ministro degli esteri, si adoperò per l’istituzione di un’assemblea parlamentare che in prospettiva doveva essere eletta direttamente dai cittadini. Questa determinazione divenne una delle fonti importanti della dinamica dell’integrazione, dando agli sforzi di unificazione una dimensione politica e democratica fin dall’inizio. Una volta avviata con successo l’Unione Montana, occorreva negoziare sulla fondazione di una Comunità europea di difesa (Ced): fu allora che De Gasperi riuscì a ottenere che l’assemblea parlamentare ricevesse il mandato di “esplorare le basi per un’entità sotto forma di Stato federale o di federazione di Stati, al fine di sviluppare e diffondere ulteriormente a livello politico gli inizi di una vita comunitaria”. Questo mandato determinò la convocazione di un'”assemblea ad hoc” che elaborò la bozza di uno statuto per l’istituzione della Comunità politica europea. Questo progetto, collegato all’entrata in vigore del trattato della Comunità europea di difesa, non venne tuttavia realizzato a causa della mancata ratifica del trattato della Ced da parte del parlamento francese (1954). Alcide De Gasperi morì il 19 agosto 1954, un anno dopo essersi dimesso da Presidente del Consiglio a seguito delle elezioni in cui la coalizione che sosteneva il suo governo perse la maggioranza. L’opera di questo statista importante continua ad esistere. Dopo l’accecamento ideologico, dopo l’orrore e la distruzione causata dalla guerra, De Gasperi riuscì ad ottenere la riconciliazione nazionale, creando le basi per uno sviluppo democratico, pluralistico e basato sulla Costituzione nel proprio Paese. Non solo diede una forma concreta al progetto di unificazione dell’Europa: con la sua esperienza, la sua lungimiranza e il suo esempio donò ad essa anche una dimensione etica. Egli voleva portare la pace e la giustizia, la solidarietà e la libertà all’interno del Paese di cui era direttamente responsabile, così come tra i popoli dell’Europa. Per rendere omaggio ad Alcide De Gasperi e ricordare la sua persona e i suoi meriti per l’unificazione dell’Europa, nel marzo di quest’anno il Parlamento europeo ha intitolato allo statista una delle grandi sale riunione di Bruxelles.