UNITALSI
I giovani in Polonia nei luoghi di Giovanni Paolo II
(Dagli inviati SIR a Cracovia e Czestochowa) – Davanti all’icona della Madonna di Czestochowa, nel santuario di Jasna Gòra (Polonia), si è aperto l’8 aprile il quinto pellegrinaggio nazionale dei giovani dell’Unitalsi sulle orme di Giovanni Paolo II. In mille, tra loro anche cento persone disabili, provenienti da tutte le regioni d’Italia, si sono raccolti intorno alla Madonna Nera per il primo appuntamento liturgico di questo evento che ha portato i giovani anche a Wadowice, città natale di Karol Wojtyla, e a Cracovia in attesa di fare tappa, l’ultima, domani, al campo di sterminio di Auschwitz.
Una rosa d’oro. Il santuario mariano, tanto caro a Giovanni Paolo II, in questi giorni è particolarmente affollato anche per la presenza di centinaia di studenti polacchi venuti per pregare in vista del prossimo esame di fine anno scolastico. Per i pellegrini dell’Unitalsi, malati ed accompagnatori, subito un saluto in lingua italiana da parte di uno dei padri paolini che vivono proprio a Jasna Gòra, la “montagna luminosa” dove è conservata l’icona della Madonna: “Benvenuti nel santuario della regina di Polonia, che è regina di tutti. Possa questo cammino sulle orme di Giovanni Paolo II portare frutti di pace e di speranza nelle nostre società e per i nostri Paesi”. “Siamo in questa terra segnata da orrori e guerre ma anche da tenacia e testimonianza di fede” ha ricordato don Giuseppe Cesarino dell’Unitalsi sezione Campania, durante l’omelia, mentre i giovani portavano all’altare doni simbolici come il bastone e la bisaccia per ricordare il tema del pellegrinaggio, un vetro per significare la trasparenza dei giovani, un orologio per ribadire il tempo vissuto come dono e ricordare l’impegno a favore delle persone disabili come tradizione dell’Unitalsi. Al termine della messa, è stata consegnata ai giovani una rosellina dorata che simboleggia la rosa d’oro donata da Giovanni Paolo II al santuario, dove è tuttora esposta, ma vuole essere anche la “prospettiva per tutti i ragazzi di sbocciare come un fiore”.
“Caro Stasju”. Seguire le orme di Giovanni Paolo II nella sua terra è servito ai pellegrini anche per raccogliere la testimonianza di colui che fu per lunghi anni il suo segretario personale, oggi arcivescovo di Cracovia, card. Stanislaw Dziwisz. Al suo ingresso nella basilica minore di Santa Maria Vergine, nel centro di Cracovia, si sono levati slogan ritmati – “Giovanni Paolo, Giovanni Paolo!” – e canti creando un’atmosfera di gioia tipica delle Gmg. La responsabile ‘Giovani’ Unitalsi, Elena Spadaro, abbracciando il cardinale a nome di tutti i presenti, lo ha salutato con il diminutivo che gli aveva dato Giovanni Paolo II “caro Stasju”. “Questa basilica vi aspettava da sette secoli”, ha esordito il card. Stanislaw Dziwisz, provocando un lungo applauso. “Non sono mai venuti così tanti italiani insieme. Siete un gruppo molto speciale, forse unico al mondo, e per questa vostra continua testimonianza di carità cristiana vi ringrazio”. “Giovanni Paolo II era un uomo molto libero, con un grande affetto e amore nei confronti dei giovani e dei malati. Durante i funerali in piazza San Pietro ha ricordato il porporato sono rimasto particolarmente colpito dalle migliaia di persone, in particolare giovani, che gridavano ‘Santo subito’. La vostra presenza qui oggi serve per ribadire, con la stessa forza di allora, quelle grida”. Concludendo il suo intervento l’arcivescovo si è rivolto direttamente ai giovani malati, ricordando loro di “vivere il dolore senza nascondersi e senza paura perché, come ha insegnato il Papa nella sua malattia, la sofferenza ha sempre un senso per l’umanità”. Un canto finale dedicato a Maria ha sancito la conclusione dell’incontro nel quale una giovane ha consegnato al porporato una stola bianca con il simbolo della croce di Celestino V, la stessa donata dall’Unitalsi ai vescovi italiani in occasione della Perdonanza celestiniana celebrata nella basilica di Collemaggio (Aquila) nell’agosto del 2009, la prima dopo il terremoto del 6 aprile. A fianco del cardinale anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, venuto a Cracovia per accompagnare l’Unitalsi, e per ribadire alle autorità locali l’invito della Capitale ai polacchi a scendere a Roma il 1° maggio per la beatificazione di Giovanni Paolo II. La giornata si è chiusa con una Via Crucis ed una messa nell’altro luogo caro a papa Wojtyla, il santuario della Divina Misericordia, omaggio a suor Faustina Kowalska di cui era molto devoto. Domani, 10 aprile, i giovani saranno ad Auschwitz, campo di sterminio tedesco nella Seconda guerra mondiale, dove è ancora vivo e tangibile il ricordo di anni bui segnati dall’odio dell’uomo verso l’uomo, ovvero la lezione opposta a quella insegnata in tutta la sua vita dal Papa polacco.