OTTO PER MILLE

Chiedilo a loro

Dal 17 aprile la nuova campagna ”ipermediale”

Una campagna che "inaugura uno stile comunicativo nuovo", consapevole cioè del "nuovo contesto ipermediale" attuale, in cui "i contenuti migrano da una piattaforma all’altra" e in cui "la dimensione dell’interattività è qualificante". Così mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, ha definito i nuovi spot sull’8xmille, che andranno in onda a partire da domenica prossima, 17 aprile. I tre spot, ha detto mons. Pompili presentando oggi la nuova campagna ai giornalisti, "rimandano a un sito che a sua volta rimanda, in modo interattivo, a territori, realtà, segnalazioni, storie, azioni concrete realizzate grazie all’8xmille". "Non immagini-shock, né quadretti edificanti", ha commentato il sottosegretario della Cei, ma "una realtà mostrata da vicino, per renderla vicina a chi la guarda": da qui "i luoghi e le storie, i nomi e i volti di persone concrete". Non si tratta di una "retorica della pietà a distanza", ma di "un invito alla consapevolezza prima di tutto, e poi all’azione, che non è solo devolvere l’8xmille, ma anche sentirsi parte di questo movimento", come recita il nome stesso del sito Internet da "cliccare" per approfondire lo spot di 30 secondi (www.chiediloaloro.it). Quanto allo stile degli spot, "ha il sapore del reportage, con una funzione informativa militante".

Tre spot e otto "bloggers". Tre spot, con tre storie raccontate, oltre che dai veri protagonisti, anche da otto "bloggers" selezionati dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, che hanno visitato le opere italiane raccontate negli spot. È la nuova campagna informativa "chiedilo a loro": la prima campagna "ipermediale" che vuole informare i cittadini su come vengono utilizzati i fondi dell’8xmille. A presentarla ai giornalisti è stato Matteo Calabresi, responsabile del citato Servizio Cei, spiegando come la novità degli spot di quest’anno è la possibilità di "andare oltre lo spot di trenta secondi", approfondendone i contenuti tramite il sito Internet chiedialoro.it. "Ogni storia è cliccabile", ha spiegato Calabresi, "per dare un volto concreto" alla destinazione dei fondi: dalle scuole per gli ex bambini soldato ugandesi alle cucine popolari di Padova, dal centro per anziani soli a Pantelleria alla casa per le bambine abbandonate di Calcutta. Nel sito è presente inoltre il Libro bianco sull’8xmille: una mappa dell’Italia "navigabile", con 8.138 opere rappresentate, tra quelle finanziate negli ultimi dieci-quindici anni .

Più "firme", più "carità". Nel 2010 il gettito Irpef derivante dalla "firma" dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica "è stato leggermente superiore", e molto probabilmente "sarà aumentata la parte dei fondi destinata alla carità", anche se la decisione finale spetta ai vescovi, nell’assemblea di maggio. A rivelarlo ai giornalisti è stato mons. Giampietro Fasani, economo della Cei. Nell’anno appena trascorso, ha ricordato mons. Fasani, 381 milioni di euro sono stati destinati al sostentamento degli oltre 37 mila sacerdoti italiani. Analoga cifra è stata stanziata per gli interventi di edilizia di culto, in particolare per la tutela e la salvaguardia dei beni artistici, che la Chiesa "sente di dover mantenere con la cura tipica di un buon padre di famiglia". Alla carità – la terza delle voci "classiche" della ripartizione dei fondi 8xmille – sono stati distribuiti invece 205 milioni di euro, di cui 85 milioni ai Paesi in via di sviluppo. Al "Libro bianco" sulle opere finanziate grazie ai fondi dell’8xmille in Italia, si affianca il Libro bianco "Dalle parole alle opere", pubblicato dalla Cei, in cui vengono illustrati i vari progetti di sviluppo realizzati nei diversi continenti. Anche sul sito chiediloaloro.it – ha annunciato Calabresi – verrà aperta presto una sezione estera, dedicata a questo tipo di progetti.

Un campo di fragole. Si chiama "Campo di fragole", ed è una Cooperativa presente nel quartiere San Paolo, all’estrema periferia di Bari, dove grazie ai fondi dell’8xmille è nato un doposcuola per "dare un’alternativa" ai molti ragazzi che abbandonano la scuola, e che rischiano di essere arruolati nella criminalità organizzata. Su chiediloaloro.it, Giovanna racconta che a "Campo di Fragole" i "suoi" ragazzi hanno storie difficili alle spalle, magari scappano da una madre o un padre tossicodipendente, oppure sono costretti a diventare adulti troppo presto perché devono "fare i servizi" nelle case degli altri, visto che la loro famiglia non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. "Vediamo Giovanna e le altre ragazze insegnare, curare, accudire e coccolare i bambini", si legge nel diario dei bloggers: "Oggi imparano la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti, costruendo e colorando loro stessi i contenitori di cartoncino che usano per la raccolta. Giovanna ci mostra le foto dei bambini insieme alle Forze dell’ordine e ci racconta che hanno avuto incontri con lezioni sulla sicurezza o il Codice della strada, qualcosa che aiuta a diffondere la cultura della legalità". Il "sogno" di Giovanna è che "Il campo delle fragole", da piccola realtà quale è oggi, possa crescere fino a poter ospitare tutti i bambini e i ragazzi del quartiere. Un "sogno"? Chissà…