INGHILTERRA

Una nuova responsabilità

La “Big Society” di Cameron e la dottrina sociale della Chiesa

“Building a new culture of social responsibility”, ovvero “Costruire una nuova cultura di responsabilità sociale” è il titolo del convegno organizzato, nei giorni scorsi a Londra, dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, come risposta all’invito lanciato da Benedetto XVI, durante la sua visita nel Paese lo scorso settembre, per un maggiore impegno dei cattolici nella società. Alla giornata sono intervenuti il primate cattolico, mons. Vincent Nichols, la baronessa Warsi, uno dei ministri del governo di David Cameron, Paul Johnson, direttore dell’Istituto di studi fiscali, Helen O’Brien, direttrice del Caritas Social Action Network, e l’arcivescovo di Southwark, mons. Peter Smith. L’idea del convegno di Londra. Come ha spiegato mons. Nichols, primate di Inghilterra e Galles, l’incontro era la risposta alle parole del Primo Ministro Cameron, quando alla fine della visita del Pontefice, ha disse che una priorità del suo governo è la creazione di una cultura di più grande responsabilità sociale e che “le persone di fede sono grandi architetti di quella nuova cultura”. Già lo scorso novembre, ha ricordato sempre mons. Nichols, la Conferenza episcopale ha avviato un programma per rendere la comunità cattolica partecipe di quel progetto di “Big Society” che è l’idea guida delle politiche di Cameron. Si tratta, in sostanza, della re-distribuzione del potere dal governo centrale verso le entità locali con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi pubblici. Il primo passo è stato una radiografia dell’azione sociale cattolica, svolta attraverso la Caritas, in Inghilterra e Galles.Gli incontri di febbraio. Il primo febbraio i Vescovi hanno organizzato un incontro a Liverpool al quale hanno partecipato oltre 180 cattolici impegnati nel sociale per esplorare le opportunità. Il 9 febbraio un seminario è stato organizzato nella residenza dell’arcivescovo Nichols per esplorare alcune delle idee chiave della “Big society” di Cameron e vedere come s’inseriscono nella dottrina sociale cattolica.Intervento di mons. Nichols. “Sappiamo che il nostro incontro si svolge mentre cominciano a farsi sentire tagli severi della spesa pubblica”, ha detto l’arcivescovo di Westminster, “una parte essenziale dell’azione cristiana è di essere solidali con chi ha più bisogno”. Tuttavia, ha aggiunto, riprendendo un intervento recente del Primate anglicano Rowan Williams, è importante andare oltre il cinismo che ci porterebbe a pensare che la ‘Big Society’ è soltanto una maschera per nascondere questi tagli. È importante abbracciare l’idea del governo di un maggiore impegno dei cittadini come uno sforzo della società oltre le politiche di partito, ha detto mons. Nichols richiamando anche le parole dei vescovi delle scorso novembre. “Una sfida importante di questo progetto”, per il Primate cattolico, “è di chiarire il particolare contributo cattolico alla costruzione della società non perché vogliamo riconoscimento ma perché c’è in esso del valore”.Intervento del ministro Warsi. Alle parole del primate Nichols hanno fatto eco quelle del ministro di Gabinetto e presidente del partito conservatore baronessa Sayeeda Hussain Warsi che ha spiegato come la “Big society” consista nell’idea che i servizi che vengono gestiti dallo Stato possano essere organizzati con meno costi e maggiore efficienza da associazioni, centri, charities gestite dai cittadini. “È inopportuno che si debba concretizzare questa idea nel clima fiscale attuale”, ha detto il ministro di governo ricordando la necessità dei tagli, “ma questa idea esisteva già prima della crisi e siamo determinati a perseguirla”.Enorme contributo della Chiesa cattolica in tutto il mondo. Il ministro Warsi ha poi parlato di come l’idea di “Big society” sia fondata su idee da tutto il mondo e abbia esplorato “l’enorme contributo che la vostra Chiesa e la comunità offre alle vite di persone comuni in tutto il mondo”. Citando numeri e cifre Warsi ha ricordato l’enorme contributo della Chiesa cattolica nel settore della lotta all’alcolismo, all’uso di droghe e alla criminalità, per migliorare gli standards di salute e educazione. 470 milioni di sterline è l’investimento previsto dal Governo per implementare la “Big society” nel settore del volontariato preparando 5mila organizzatori di comunità in tutto il Paese. Questa estate il “National Citizen Service” preparerà 10mila volontari di 16 anni a lavorare all’interno della comunità. Con una serie di leggi si garantirà la possibilità a gruppi volontari e di comunità di gestire servizi locali come biblioteche, negozi e centri sociali. Al convegno hanno anche partecipato Joanna Killian, direttrice di un ente locale, l’Essex County Council e Bridget Doogan, direttrice di “St. John of God Hospitaller Services”, un ordine religioso internazionale per l’aiuto agli ultimi che hanno spiegato come già si sentano i tagli del governo. Paul Johnson, direttore dell’Istituto di Studi fiscali ha affermato che le disuguaglianze nella società non sono mai state più grandi.