MERCATO UNICO
Per rafforzare il “cuore e motore economico principale” dell’Ue
Dodici “cantieri aperti” per rafforzare il mercato unico, “cuore e motore economico principale dell’Unione europea”. È quanto prevede l’Atto per il mercato unico che la Commissione ha presentato il 13 aprile in vista di un dibattito politico che coinvolgerà il Parlamento e il Consiglio Ue. Entro la fine del 2012 saranno poi assunte le iniziative conseguenti, necessarie per rafforzare il mercato unico inteso, afferma l’Esecutivo, “come la nostra carta migliore per rispondere alla crisi economica attuale” e per sfruttare appieno il potenziale di crescita dei 27. Il motore dello sviluppo. “Il mercato unico – ha spiegato il presidente della Commissione, José Manuel Barroso – è sempre stato il motore del nostro sviluppo economico e della nostra prosperità”. I “12 cantieri che apriamo gli ridaranno un impulso decisivo, a beneficio delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori”. Le “dodici leve di crescita, competitività e progresso sociale” spaziano in diverse direzioni, come la mobilità dei lavoratori, i finanziamenti per le piccole e medie imprese, la protezione dei consumatori, i contenuti digitali, la fiscalità, le reti trans europee. Ogni cantiere, o “leva”, è accompagnata da una “iniziativa faro” in merito alla quale la Commissione “si impegna a presentare proposte nei mesi a venire con l’obiettivo di un accordo finale del Parlamento europeo e del Consiglio entro la fine del 2012”. Barroso ha chiarito che ogni leva contiene altre proposte, “altrettanto importanti, che dovrebbero beneficiare dello slancio creato dall’iniziativa faro per progredire, talora parallelamente e talora un po’ più lentamente”.Un modello sostenibile. Sull’iniziativa è intervenuto anche Michel Barnier, commissario per il mercato interno e i servizi, secondo il quale tale proposta “comprende una risposta coerente alle carenze del mercato interno, per garantire un modello di crescita sostenibile e inclusivo”. La Commissione invita quindi “tutti i soggetti interessati, in primo luogo gli Stati membri e il Parlamento europeo, ad appropriarsi di questo piano d’azione, adottando rapidamente le 12 azioni chiave entro il 2012, per rendere più efficaci le iniziative dei protagonisti del mercato unico e assicurare che tutti possano beneficiare pienamente delle opportunità che esso offre”. Alla fine del prossimo anno l’Esecutivo farà il punto sullo stato di avanzamento del piano d’azione e presenterà – ha chiarito Barnier – il suo programma per la prossima fase. “La riflessione sarà stimolata da un grande studio economico i cui risultati dovrebbero permettere di identificare le nicchie dove sussistono ancora potenziali di crescita non sfruttati”. Pmi e mobilità dei lavoratori. Ma quali sono questi 12 cantieri? La Commissione li enuclea in un documento che parte dall’accesso ai finanziamenti per le Pmi. “Si tratta di una leva fondamentale per oltre 20 milioni di piccole e medie imprese, che, in assenza di finanziamenti, spesso faticano ad assumere personale, lanciare nuovi prodotti o rafforzare le loro infrastrutture”. In questo caso si tratterebbe concretamente di creare un “quadro comune per i fondi di capitale di rischio che consenta ai fondi stabiliti in uno Stato membro di investire in qualunque altro Stato membro”. Il secondo punto riguarda la mobilità dei lavoratori. “Nel 2009 – sostiene la Commissione – 5,8 milioni di europei lavoravano in un altro Stato membro, il che equivale al 2,5% della popolazione attiva dell’Unione”. Una maggiore mobilità della manodopera qualificata “consentirebbe all’economia europea di essere più competitiva. Ciò è tanto più urgente se si considera che numerosi posti altamente qualificati non sono coperti”. Consumatori, impresa sociale. Gli altri cantieri riguardano la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, la difesa dei consumatori (“per rafforzare la fiducia dei consumatori nel mercato unico, occorre garantire i loro diritti, in particolare sviluppando sistemi alternativi di risoluzione delle controversie e prevedendo mezzi di ricorso diversi da quelli giudiziari”), i servizi, le reti europee (trasporti, energia, comunicazioni elettroniche). Altre leve da valorizzare sono il mercato unico digitale, l’imprenditoria sociale, la fiscalità, il rafforzamento della coesione sociale, il quadro normativo per le imprese, gli appalti pubblici. Riguardo l’imprenditoria sociale la Commissione scrive nel suo documento: “Talune imprese fanno la scelta, al di là della ricerca legittima di un profitto finanziario, di perseguire anche obiettivi di interesse generale, di sviluppo sociale, etico o ambientale”. Questo settore andrebbe incoraggiato sfruttando la leva finanziaria. L’Esecutivo proporrà “un quadro europeo per i fondi di investimento solidale, per amplificare l’effetto delle iniziative nazionali esistenti, aprendo a questi fondi le opportunità del mercato unico”.