LIGURIA
Scuola: penalizzata soprattutto la paritaria
La Regione Liguria ha iniziato da alcune settimane focus di approfondimento con il mondo della scuola, dell’università e della formazione in vista della conferenza regionale e del nuovo piano triennale per il diritto allo studio. La criticità maggiore è la drastica diminuzione dei fondi destinati all’attuazione della legge 15 dell’8 giugno 2006 (“Norme e interventi in materia di diritto all’istruzione e alla formazione”).Motivi di preoccupazione. Per Cinzia Romitelli, presidente ligure dell’Agesc, “il piano triennale sul diritto allo studio della Regione Liguria, in discussione in questi giorni, è seriamente gravato dall’ingente diminuzione dei fondi provenienti dallo Stato e questo mette in discussione la possibilità di molte famiglie di essere sostenute nell’esercizio del loro diritto e dovere, sancito dalla Costituzione, all’educazione dei loro figli, nonché quello degli stessi ragazzi di essere educati e istruiti, indipendentemente dalla situazione economica delle famiglie di provenienza, fino ai più alti gradi dell’istruzione, se meritevoli”. Nonostante “il grave momento di difficoltà in cui le risorse da distribuire sono poche – ha spiegato – occorrono scelte, anche coraggiose e magari impopolari, di priorità” perché “il sostegno al diritto allo studio rappresenta un investimento per il futuro dei nostri figli e quindi per il futuro di tutta la società”. La presidente Agesc ha poi ricordato che le risorse da destinare alle borse di studio “sono passate da 1.600.000 a 300.000 mentre le altre due voci, mensa e trasporti, sono passate da 2.319.000 a 2.491.271, e quelle per i libri di testo lievemente diminuite da 2.452.534 a 2.300.000”. Sono, però, le “borse per iscrizione e frequenza, che di fatto hanno sostenuto in questi anni la possibilità delle famiglie di esercitare il loro diritto alla libertà d’educazione dei figli, e il quasi totale azzeramento dei fondi ad esse destinate che metteranno più di 2 mila famiglie nelle condizioni di non poterlo più fare”. In conclusione, Romitelli ha affermato: “Non vorremmo che questa scelta fosse guidata da un pregiudizio che troppo spesso contrappone le scuole statali alle paritarie, ignorando che entrambe fanno parte dello stesso sistema scolastico d’istruzione nazionale e che l’esistenza delle scuole paritarie è di fatto un risparmio per lo Stato che può reinvestire quanto risparmia sugli alunni della scuola paritaria, oltre 6.245 milioni di euro all’anno, su quelli della scuola statale”.Va meglio per le scuole dell’infanzia. “La Fism – ha detto la presidente regionale Angela Galasso – registra con piacere una forte attenzione da parte della Regione Liguria nei confronti delle scuole dell’infanzia” perché, “a fronte delle evidenti difficoltà a fronteggiare una situazione complessiva molto difficile dal punto di vista delle disponibilità economiche, il Piano triennale tutela e preserva le forme di sostegno previste per le scuole dell’infanzia del territorio regionale”. “Soprattutto – ha proseguito – risulta molto significativo l’impegno a reperire i fondi per la prosecuzione delle attività delle sezioni primavera, che hanno rappresentato in questi ultimi anni un elemento di innovazione unanimemente giudicato positivo in termini di risposta alla domanda educativa delle famiglie”. In ogni caso, anche per la presidente ligure Fism, la criticità maggiore riguarda “la significativa riduzione del contributo previsto per l’abbattimento delle spese di iscrizione e frequenza”.Lettera aperta. Le perplessità espresse dalle responsabili liguri dell’Agesc e della Fism sono state condivise con quelle dei rappresentanti di altre associazioni – Age, Diesse, Disal, Foe, Forum delle famiglie – e sono state messe nero su bianco in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione e all’assessore al bilancio, istruzione e formazione. In merito al piano, si legge nella lettera, “al di là dei contenuti condivisibili che ricalcano il precedente piano triennale che ha dato attuazione alla legge regionale 15 del 2006 è la drastica riduzione dei fondi destinati all’attuazione di tale legge” a preoccupare. Tagli che riguardano sia il sostegno all’iscrizione, alla frequenza, le borse di merito, il sostegno e il recupero dei ragazzi a rischio di esclusione sociale. “Questa drastica riduzione di fondi – si legge ancora nella lettera – anche se siamo convinti che dipenda in primis dai mancati finanziamenti statali e non da una volontà della Regione Liguria di penalizzare la scuola e le famiglie, andrà comunque a colpire gli studenti e le famiglie economicamente più fragili”. Infine, viene paventato il rischio della chiusura di scuole paritarie “come già purtroppo verificatosi” dal quale ne deriverebbe “un impoverimento per l’intero sistema formativo ligure e per la società tutta”. In conclusione, “non investire sui nostri giovani vuol dire precludere a tutti la possibilità di costruire una società più ‘umana’ ed economicamente più forte”.a cura di Adriano Torti(15 aprile 2011)