CHIESE IN BREVE
Austria: le tasse e la ChiesaLa Chiesa cattolica austriaca chiede l’intera deducibilità della tassa ecclesiastica e l’agevolazione fiscale per le donazioni alla Chiesa. Lo ha sottolineato il 17 aprile Peter Schipka, segretario generale della Conferenza episcopale, durante la trasmissione religiosa “Orientierung” dell’emittente austriaca Orf. Anche Raoul Kneucker, responsabile della Chiesa evangelica austriaca, si è espresso a favore della proposta cattolica. “Sarebbe una discriminazione evidente, se in futuro molte altre organizzazione potessero beneficiare delle agevolazioni fiscali e le Chiese ne fossero invece escluse”, ha detto Kneucker, ospite anch’egli della trasmissione dedicata al tema del provvedimento previsto dal governo austriaco per estendere le agevolazioni fiscali anche ad altre istituzioni. “La deducibilità intera delle tasse ecclesiastiche è giustificata dalle prestazioni fornite dalla Chiesa per la società”, ha sottolineato Schipka, ricordando che “la Chiesa si fa carico di compiti che altrimenti dovrebbero essere svolti dallo Stato, come ad esempio nell’istruzione, in ambito sociale o per la salvaguardia dei monumenti”. Già a fine marzo, la Conferenza episcopale aveva già illustrato con un documento ufficiale la propria posizione sulla deducibilità della tassa, evidenziando come questa sia attualmente detraibile solo limitatamente, con un tetto massimo di 200 euro. Secondo i vescovi, questa disparità di trattamento fiscale, significa anche “un segnale della mancanza di considerazione delle numerose attività delle Chiese e delle comunità religiose per il bene degli austriaci”.Italia: il convegno “Abitanti digitali”Si svolgerà dal 19 al 21 maggio, a Macerata, il convegno nazionale “Abitanti digitali” promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Unics) e dal Servizio informatico della Conferenza episcopale italiana (Sicei). Destinatari dell’iniziativa i direttori diocesani degli uffici per le comunicazioni sociali, i responsabili informatici diocesani con gli staff dei web master, gli animatori e gli incaricati della cultura e della comunicazione di aggregazioni, istituzioni e altre realtà ecclesiali. La prima giornata di lavori, aperti da mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e presidente della Commissione episcopale per la cultura e la comunicazione, sarà dedicata all’approfondimento teorico con le relazioni di mons. Domenico Pompili, direttore dell’Unics, e di Ruggero Eugeni e Massimo Scaglioni dell’Università Cattolica di Milano. La seconda giornata sarà dedicata soprattutto all’approfondimento dei dati esperienziali e alla loro condivisione, a cominciare dalla presentazione della ricerca quantitativa “Identità digitali: la costruzione del sé e delle relazioni tra online e offline”, curata da Chiara Giaccardi, per poi passare alle novità che i nuovi media possono introdurre nella formazione (dall’e-learning ai social network), con il contributo di Pier Cesare Rivoltella. La giornata conclusiva servirà infine ad approfondire le possibilità di una maggiore “convergenza digitale” per i media ecclesiali, con una tavola rotonda cui prenderanno parte Saverio Simonelli, responsabile dei programmi culturali di tv2000; Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia SIR e di SIR Europa; Francesco Ognibene, caporedattore del quotidiano cattolico Avvenire, e Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici.Portogallo: apprendere la fede a due anniLa Chiesa cattolica portoghese propone di anticipare l’inizio dell’insegnamento della fede ai bambini di due anni, con l’aiuto delle famiglie e delle istituzioni infantili. Il direttore del Segretariato nazionale dell’Educazione cristiana (Snec), Acácio Lopes, ritiene che “cominciare la catechesi a sei anni d’età, come abitualmente accade oggi, è molto tardi: il ‘risveglio’ religioso deve avvenire in primo luogo in casa, in modo semplice e naturale, senza i tempi formali della dottrina”. I genitori, i nonni, tutti i familiari sono anche invitati ad accompagnare i piccoli alle attività della parrocchia: “Una delle migliori catechesi che può essere data è, ad esempio, quella dell’attiva partecipazione alla messa – aggiunge -, che non significa solo preoccuparsi che i bambini stiano composti durante la celebrazione”. Ricordando che nel 2012 si concluderà il processo di rinnovamento dei manuali catechistici, il responsabile Snec ammette che l’istruzione dei catechisti è una delle principali preoccupazioni del suo dipartimento e riconosce che “è necessario attrarre un maggior numero di persone disposte a comunicare la fede, perché la catechesi non è un sapere meramente intellettuale, ma soprattutto testimoniale”. Queste le problematiche che saranno poste al centro dell’attenzione della Settimana nazionale dell’Educazione cristiana, che si svolgerà dal 2 al 9 ottobre 2011, e nel corso delle Giornate dei Catechisti, che saranno organizzate a Fatima, dal 7 al 9 dello stesso mese.