Ricerca europea: una scoperta per battere la malariaFarmaci originariamente destinati a inibire la crescita delle cellule tumorali possono anche uccidere il parassita che provoca la malaria: la scoperta, resa nota da un pool di ricercatori europei, se confermata “potrebbe aprire la strada a una nuova strategia per combattere questa malattia mortale” che colpisce milioni di persone ogni anno e solo nel 2009 ne ha uccise 800mila. “I tentativi di trovare una cura – spiega la Commissione Ue – sono stati finora ostacolati dalla capacità del parassita di sviluppare rapidamente una resistenza ai farmaci”. La ricerca, che ha coinvolto quattro progetti finanziati dall’Unione (Antimal, Biomalpar, Malsig e Evimalar), è stata condotta da laboratori nel Regno Unito, in Francia e in Svizzera insieme a partner provenienti da Belgio, Germania, Danimarca, Grecia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia, “nonché da numerosi Paesi in via di sviluppo gravemente colpiti dalla malaria”. La commissaria per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn, ha affermato a questo riguardo: “Tale scoperta potrebbe portare a una cura antimalaria efficace, in grado di salvare milioni di vite e di trasformarne numerosissime altre. Ciò dimostra ancora una volta il valore aggiunto sia della ricerca finanziata dall’Ue sia della collaborazione con i ricercatori, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo ultimo, ossia l’eradicazione della malaria, può essere raggiunto solo attraverso una vasta cooperazione internazionale”.Nuove regole per l’elezione del Parlamento Ue?Alle prossime elezioni per il Parlamento Ue, fissate nel 2014, i cittadini potrebbero ricevere due schede, una per scegliere gli eurodeputati su base nazionale e l’altra per votare 25 eurodeputati sulla base di liste europee. È la principale innovazione per l’elezione dell’Assemblea dei 27 che emerge dal rapporto approvato il 19 aprile dalla commissione Affari costituzionali dell’Europarlamento. “Si vorrebbe così conferire una vera dimensione europea alle elezioni per l’Assemblea”, ha spiegato Andrew Duff, europarlamentare britannico, autore del rapporto. “Con queste liste transnazionali si otterrebbero altri risultati: anzitutto si avrebbe una maggiore personalizzazione del voto, inducendo i cittadini a scegliere tra personalità di levatura europea. Inoltre i partiti sarebbero indotti a indicare programmi e persone di livello” continentale, “assumendo a loro volta un respiro europeo”. L’intento espresso da Duff è di “far crescere la democrazia comunitaria”, avvicinando il più possibile le istituzioni Ue ai cittadini. Gli eurodeputati scelti in questo modo dovrebbero essere 25, che si aggiungerebbero ai 751 indicati su base nazionale, portando l’Eurocamera a 776 seggi totali. Il rapporto Duff arriverà in sessione plenaria a giugno e poi, se approvato, inizierà una fase di negoziati con il Consiglio Ue. “L’impegno – specifica Duff – è di avere la nuova legge elettorale pronta per la scadenza del 2014”. Lo stesso parlamentare ammette che vari governi stanno mostrando contrarietà alla proposta. Tra le altre innovazioni, Duff chiede che il voto si svolga non più a giugno, come consuetudine, ma a maggio: questo per dare più tempo all’Euroassemblea di insediarsi e di preparare l’iter di scelta del presidente della Commissione (che avviene di regola nel luglio successivo) e “anche per evitare che le elezioni coincidano con le vacanze nei Paesi nordici”. Duff aveva inoltre proposto “una formula matematica intesa a stabilire la ripartizione dei seggi tra gli Stati membri”. Ma questa formula è stata abbandonata e i deputati propongono un dialogo con gli Stati membri per verificare se è possibile fissare un criterio di questo genere. Commissione, regole etiche più severe per il collegioRegole più severe per tutelare la credibilità e l’operatività dell’istituzione, ed evitare sprechi di denaro pubblico o eventuali conflitti di interesse. La Commissione ha rivisto il 20 aprile il codice di condotta interno rivolto ai suoi componenti. “Le modifiche apportate rafforzano – secondo una nota dell’Esecutivo – il quadro etico potenziando e chiarendo alcune delle disposizioni già in vigore”. Il codice attualmente in vigore “è uno dei più rigorosi tra quelli applicati a coloro che svolgono funzioni pubbliche”. La revisione è stata preceduta da alcuni studi eseguiti dalla stessa Commissione, dal Parlamento europeo e dall’Ocse. I cambiamenti introdotti prevedono fra l’altro: regole più chiare sulle attività politiche, compresa la partecipazione dei commissari alle campagne elettorali; norme “più rigorose sulle attività svolte una volta lasciato il Collegio”; l’aggiornamento annuale delle dichiarazioni sugli interessi finanziari; una “procedura chiara per affrontare il potenziale rischio di conflitti di interessi durante il mandato”; disposizioni precise in materia di regali e di ospitalità; “divieto per coniugi, partner e familiari diretti dei membri della Commissione” di lavorare per l’Esecutivo; rafforzamento delle competenze del comitato etico ad hoc.