LAICI
In corso a S. Giovanni Rotondo il 3° convegno delle Chiese di Puglia
Proseguono oggi con i gruppi di lavoro le attività del III Convegno delle Chiese di Puglia sul tema “I laici nella Chiesa e nella società pugliese, oggi”. I 350 delegati, di cui 250 laici, ed i vescovi delle 19 diocesi di Puglia si stanno confrontando a San Giovanni Rotondo (Fg) sulla vocazione dei laici di fronte ai doni e alle sfide odierne. I lavori del convegno sono stati avviati ieri dalla relazione principale di Annalisa Caputo, docente all’Università di Bari e alla Facoltà teologica pugliese. La sessione pomeridiana è stata dedicata agli approfondimenti di tre ambiti: educazione, corresponsabilità e testimonianza. Queste aree tematiche costituiscono la traccia su cui si confrontano oggi i delegati nei gruppi di lavoro. La giornata, aperta dalla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Taranto, mons. Benigno Papa, si concluderà con un concerto dedicato a Giovanni Paolo II, pellegrino in terra di Puglia. I lavori del Convegno termineranno domani.
Esperienza unica. "Come Benedetto XVI pellegrino a san Pio, anche noi siamo saliti quassù certi di poter leggere con più attenzione i segni dei tempi e discernere quello che lo Spirito sta dicendo alle nostre Chiese e alla nostra società pugliese, affinché diventino costruttrici di speranza per il futuro della nostra terra", ha affermato mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Castellaneta e presidente dell’Istituto pastorale pugliese, introducendo i lavori del convegno. "Nell’ottava di Pasqua ha proseguito ci capita un’esperienza ecclesiale unica" e "siamo qui a gridare forte che da soli non riusciamo a dare pane di speranza a tutta la folla che è in ricerca: sono giovani e anziani, malati e studenti, lavoratori e artisti". I discepoli dissero a Gesù di congedare la folla, ha ricordato il presule, ma Gesù non acconsentì, anzi disse: date voi loro da mangiare, come recita il vangelo di Luca. "Ecco ha spiegato mons. Fragnelli siamo insieme per prestare meglio le nostre mani a Colui che moltiplica il pane della speranza".
Uomo della relazione. "Il laico è l’uomo della relazione, non degli assolutismi; è l’uomo del rispetto dell’opinione altrui; è chi non si chiude nelle proprie certezze, ma sa camminare con l’altro, facendo un tratto di strada con lui, con la consapevolezza che da ogni incontro c’è da imparare". Così Annalisa Caputo, docente di linguaggi della filosofia all’Università di Bari e alla Facoltà teologica pugliese, ha tratteggiato la figura del laico aprendo la prima giornata del Convegno. La cultura contemporanea intende per laico il non credente, l’agnostico, chi prescinde dalla religione, o chi crede nella separazione della sfera del religioso dalla sfera del pubblico. Ciò ha prodotto un paradosso: "Un concetto nato per dire l’appartenenza al popolo di Dio, invece, giunge ad indicare una radicale distanza, una non appartenenza alla Chiesa". È "l’umanità dell’uomo" ad accomunare credenti e non credenti, in un tempo in cui secolarismo e nichilismo non sono più adeguati per comprendere la contemporaneità. "Dio non è morto e nemmeno il soggetto, e non solo a livello teorico, filosofico o sociologico; anche a livello psicologico ha aggiunto -, di movimento collettivo si avverte una reazione alla koiné nichilistica: c’è un nuovo bisogno di Senso che urge e bussa alla porta", ha evidenziato. La logica che deve animare il laico è quella della "sovrabbondanza dell’amore". Il laico è "un uomo del presente, che non rinuncia a scrivere l’utopia del futuro", in quanto "uomo di speranza, che non dimentica che la speranza è seme". Caputo ha messo in guardia da un possibile rischio: "Se ci presentiamo agli altri come più bravi, più uomini, più laici, più giusti, non dialogheremo mai". Secondo Caputo non esiste un unico modello di laico, ma una molteplicità di carismi, che, però, hanno "un minimo comune", costituito da preghiera, sacramenti e direzione spirituale. "Questa non è e non sarà mai l’ora dei laici in Puglia se non sarà insieme l’ora dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose", poiché "la clericalizzazione dei laici o la laicizzazione del clero non è solo un problema pastorale, ma è innanzitutto un affronto alla fantasia della Trinità". La Chiesa pugliese ha una vocazione "che pare iscritta nella natura e nella storia della sua terra" oltre che nella collocazione geografica. "In tutto questo ci sono già delle chiare indicazioni pastorali; nel divenire ciò che siamo, Chiese di Puglia: capaci di dialogo, di costruzione di ponti".
Il messaggio del Papa. Al Convegno è giunto anche il messaggio del Santo Padre, che è stato letto ieri al termine della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Foggia-Bovino, mons. Francesco Pio Tamburrino. "Esorto tutti ha scritto tra l’altro Benedetto XVI – ad alimentare l’unione con Cristo attraverso l’ascolto della Parola di Dio e la partecipazione all’Eucaristia per trasformare con spirito evangelico le realtà temporali, comunicare speranza, educare le giovani generazioni e camminare insieme verso il compimento della storia umana nel Signore Risorto".