PARLAMENTO UE

Un’agenda fitta

Economia, Balcani e tutela consumatori tra i temi in discussione

Governance economica, Balcani, tutela dei consumatori e sicurezza (etichettatura alimentare obbligatoria, limiti alle produzioni ed esportazioni delle armi civili): sono alcuni dei temi in discussione nelle commissioni parlamentari nonché argomenti di negoziato tra l’Europarlamento e le altre istituzioni comunitarie. Se ne parla in queste settimane a Bruxelles, anche in vista della prossima sessione plenaria fissata a Strasburgo dal 9 al 12 maggio.Il futuro dei Balcani. Con la presidenza di turno ungherese del Consiglio Ue, il Parlamento ha avviato una trattativa attorno al pacchetto sulla riforma della governance economica, dopo il via libera della commissione affari economici, giunto prima di Pasqua. La proposta della Commissione Barroso, ritenuta generalmente soddisfacente, ha subito alcune modifiche, intese soprattutto a creare misure più severe e sanzioni per la riduzione del debito degli Stati e per il controllo dei conti pubblici nazionali. Il provvedimento, già più volte arrivato all’attenzione degli eurodeputati, dovrebbe ricevere l’ultimo lasciapassare al Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 27 che si svolgerà a giugno. E mentre l’Assemblea dei 27 mette a punto il calendario della plenaria di maggio, è interessante valutare gli esiti della riunione interparlamentare di metà aprile dedicata al futuro della regione balcanica. La due giorni, cui hanno preso parte leader europei e di vari Paesi, ha inteso sottolineare, secondo una espressione utilizzata dal presidente dell’Eurocamera, Jerzy Buzek, il “forte impegno a favore del futuro europeo dei Balcani occidentali”.Enclave in mezzo all’Europa. “Molte sono le sfide aperte – ha affermato Buzek -: attuare le riforme giudiziarie, migliorare la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, proseguire sulla strada della riconciliazione e della cooperazione con il Tribunale dell’Aia”. Ma si è parlato anche di sviluppo economico, di riforme, di relazioni con i Paesi vicini, di rispetto delle minoranze e dei diritti fondamentali. Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, presidente di turno Ue, ha ricordato l’impegno prioritario assunto dal suo governo per una prudente apertura dell’Unione verso i Balcani, perorando la causa dell’adesione della Croazia. “I Paesi della ex-Jugoslavia sono un enclave in mezzo all’Europa”, ha detto Orban, “circondati da Paesi che fanno parte dell’Ue. Questo non vuol dire che tutte le difficoltà siano superate: le diverse sensibilità culturali sono ancora molto forti. Ma se l’Unione non li integrerà, sarà qualcun’altro a farlo”. Per il premier di Budapest, la Croazia sta procedendo speditamente nei suoi negoziati e “può costituire un esempio per gli altri Stati”.Cooperazione regionale. All’incontro hanno preso parte numerosi eurodeputati e altre figure di riferimento delle istituzioni comuni. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha ad esempio sostenuto che “la riunificazione dell’Europa non sarà completa finché i Balcani occidentali non saranno parte dell’Ue”. D’altronde lo stesso Barroso ha aggiunto che “la prospettiva europea è nelle mani di ognuno di questi Paesi” e “il cammino verso l’adesione dipende dai progressi e dalle riforme-chiave che sapranno realizzare”. Interessante una sottolineatura giunta dal presidente del Parlamento croato, Luka Bebic, secondo cui è “essenziale la cooperazione regionale, per garantire la pace, la stabilità e la prosperità”. Dunque pace e cooperazione nei Balcani (da ottenere anche grazie al rafforzamento degli scambi economici e culturali e alla realizzazione di infrastrutture di connessione tra un Paese e l’altro) in una dimensione di avvicinamento all’Ue.Altri temi in agenda. L’Europarlamento si sta inoltre occupando di un regolamento comunitario che “garantirà più trasparenza nelle esportazioni di piccole armi e allo stesso tempo semplificherà le procedure per quelle destinate ad attività sportive e ricreative”. “La normativa – spiega una nota dell’Assemblea – attua l’articolo 10 del Protocollo Onu sulle armi, approvato nel 2001, per combattere la fabbricazione e il traffico illecito delle armi da fuoco, ma al momento ratificato solo da 13 Stati membri” dell’Unione. Si tratterebbe di varare la prima legge transazionale riguardante le armi a uso non militare, che alimentano un settore industriale florido in Europa e che nel 2009 ha esportato prodotti per 40 miliardi di euro. “Leggi univoche e omogenee per tutta l’Unione faciliteranno i controlli e le sanzioni, aiutando a combattere le attività illecite”. Di ben altro si sta occupando la commissione parlamentare sanità pubblica e sicurezza alimentare, che nei giorni scorsi ha emendato una proposta legislativa, con l’intento di rendere obbligatoria l’etichettatura degli alimenti, includendo informazioni dettagliate e leggibili sulla provenienza, i contenuti, le informazioni nutrizionali.