AZIONE CATTOLICA

Laici sul territorio

XIV assemblea nazionale dal 6 all’8 maggio

Alla vigilia della XIV assemblea nazionale dell’Azione Cattolica "Vivere la fede, amare la vita. L’impegno educativo dell’Ac" (Roma, 6-8 maggio), che si svolge a pochi giorni dalla beatificazione di Giovanni Paolo II, in un’intervista al SIR il presidente nazionale Franco Miano parla di "singolare vicinanza" che pone l’incontro "anche sotto il segno del messaggio di santità di papa Wojtyla, che ha sempre costituito per l’associazione un fondamentale riferimento".

I due Papi. "Il magistero di Giovanni Paolo II – spiega Miano – ci ha accompagnato negli anni con le sue preziose indicazioni e le celebri ‘tre consegne’ affidate all’associazione il 5 settembre 2004 a Loreto: la contemplazione per camminare sulla strada della santità; la comunione per promuovere la spiritualità dell’unità; la missione per essere fermento evangelico in ogni luogo. Il tutto nell’orizzonte complessivo della chiamata universale alla santità costantemente richiamata anche da Benedetto XVI e particolarmente significativa per un’associazione come la nostra, costituita da laici impegnati in famiglia, nel lavoro, in politica e nella cultura". Tracciando un bilancio dei suoi tre anni alla guida dell’Ac, il presidente parla di "una straordinaria esperienza di fede e arricchimento personale nell’incontro con tanta gente". Dal punto di vista associativo, prosegue, "credo si possa constatare la vivacità e la crescita dell’Ac, pur nella diversità delle sue declinazioni territoriali, nel solco dell’impegno educativo tracciato dalla Chiesa italiana che rimane una dimensione centrale della vita dell’associazione; un compito e una missione peraltro propri dell’Ac fin dalle sue origini, e di cui l’incontro dello scorso 30 ottobre con Benedetto XVI in piazza San Pietro ha costituito un momento di profondo significato".

Impegno educativo e radicamento sul territorio. Proseguendo nella "fotografia" dell’associazione, il presidente ne sottolinea la "rinnovata attenzione alla dimensione popolare" visibile nelle numerose "esperienze realizzate a livello locale, tra cui i 16 appuntamenti di preparazione alla Settimana Sociale di Reggio Calabria, vissuti con grande partecipazione e che dicono il forte radicamento dell’Ac sul territorio, aspetto che ci consente di guardare con fiducia al futuro". Così come la "freschezza e vitalità dell’importante presenza di giovani e ragazzi che continuano la tradizione della vita associativa, e la dimensione intergenerazionale che consente la trasmissione di valori ed esperienze tra le diverse età". Rilevando inoltre la "crescente attenzione alla formazione socio-politica, con lo sforzo di coniugarla con esperienze significative e buone prassi", Miano parla di "dati positivi che tuttavia indicano anche la strada di un impegno da proseguire e intensificare". Tra le priorità future il presidente ravvisa l’importanza di "continuare a concentrarsi sull’impegno educativo a tutto campo coniugando fede e vita" e sul "radicamento territoriale che deve toccare anche le realtà in cui l’associazione è più fragile e ha bisogno di rafforzarsi". Di qui "la speranza che l’Ac, oggi presente in media in una parrocchia su tre, possa offrire il proprio contributo di sostegno all’esperienza di fede e di vita cristiana delle persone anche in quelle parrocchie dove non ha ancora la possibilità di farlo".

La vita del Paese. L’opera di evangelizzazione e la cura per la vita spirituale si traducono inevitabilmente anche in amore per la "città" e in impegno per il bene comune. "L’assemblea – prosegue Miano – sarà inoltre occasione per proporre una lettura della realtà del nostro Paese ed esprimere preoccupazione per aspetti e vicende che meriterebbero un impegno sociale e politico più significativo e responsabile. Numerosi temi verranno inevitabilmente alla luce: anzitutto la necessità di una generale ‘riforma’ della politica intesa come riforma elettorale ma anche come sussulto di ‘moralità pubblica’". Secondo il presidente di Ac "è urgente un ripensamento del rapporto dei cittadini con la politica, degli elettori con gli eletti". Di qui il riferimento "alla riforma elettorale e all’urgenza di ritrovare un’etica della politica, indispensabili per riguadagnare la credibilità e la fiducia dei cittadini, per favorire un’autentica partecipazione democratica e, più in generale, alimentare il senso della corresponsabilità per il bene comune". Sulle grandi questioni che oggi agitano la società civile, Miano ribadisce l’importanza di "mantenere come riferimento di giudizio i valori fondamentali che continuano ad indicarci l’orizzonte del nostro impegno: il valore della vita, la centralità della famiglia da amare, custodire e ‘accompagnare’, la centralità dell’educazione, la difesa della libertà religiosa e dei diritti umani, il lavoro, la solidarietà con i poveri e gli immigrati che in questi mesi interpellano la nostra coscienza in modo particolarmente drammatico". Di qui l’auspicio conclusivo: "L’assemblea sia un grande momento di fraternità, corresponsabilità ed espressione del nostro amore per la Chiesa e per il nostro Paese".