AUSTRIA

Non è l’una contro l’altra

Dibattiti su etica e religione a scuola

Lezione di etica o lezione di religione? Le due cose non si escludono. Su questo tema si è svolta nei giorni scorsi a Vienna un’inchiesta parlamentare sul tema “Educazione ai valori mediante la lezione di religione e di etica in una società aperta e pluralistica”. All’incontro hanno partecipato numerosi esperti, tra cui il teologo e sociologo delle religioni Paul M. Zulehner, il teologo pedagogo delle religioni Anton Bucher, il filosofo Konrad Paul Liessmann. La questione è oggetto di grandi discussioni da parte dei rappresentanti delle grandi religioni. Presentiamo una sintesi delle diverse posizioni. Garantire la formazione religiosa ed etica. L’istruzione sulla religione e sull’etica fa parte delle esigenze fondamentali della formazione moderna ed è responsabilità dello Stato, ha affermato Paul M.Zulehner nell’incontro del 4 maggio a Vienna. “Nella società moderna, la scuola non può esimersi dal fornire istruzione in campo religioso ed etico”, altrimenti “tradirebbe il compito della formazione, basato sui diritti umani”. Per svolgere il proprio compito formativo, “lo Stato può cooperare con le Chiese e con le comunità religiose”. Resta comunque l’impegno dello Stato di “garantire la formazione sulle questioni religiose ed etico sociali” anche per chi dovesse scegliere di non frequentare la lezione di religione. Occorre dunque una “formazione completa che rappresenti la pluralità ideologica e religiosa”, comprendente anche “posizioni ateistiche”: ciò può contribuire, ha detto Zulehner, “anche a garantire la pace, quando si incontra l’altro nel dialogo e nella tolleranza”. Secondo il teologo, l’avanzare della modernità non comporta la scomparsa della religione, bensì una “crescente importanza della formazione religiosa ed etica”. Va inoltre considerato che “l’istruzione etica implica sempre in certa misura una formazione ideologica in cui la formazione cristiana costituisce una variante speciale”. E del resto, “la formazione religiosa ha sempre conseguenze etiche”. Cooperazione con le comunità religiose. D’altra parte Anton Bucher ha sottolineato l’importanza di una collaborazione tra comunità religiose per sviluppare la lezione di etica. “Anche gli insegnanti di religione possono offrire una grande competenza in questioni etiche”, ha detto, ipotizzando che con un’apposita specializzazione, anche gli insegnanti di religione possano avere la possibilità di insegnare etica. Di parere opposto Paul Liessmann che ha puntualizzato: “La lezione di etica ha un suo valore che non risulta solo dal suo differenziarsi rispetto alla lezione di religione”, poiché rappresenta in una democrazia “una necessità civile, culturale e sociale”. Una necessità derivante anche dal fatto “che in una società secolarizzata non esiste più un sistema di norme dato per scontato e trasmesso dalla tradizione, condiviso da tutti”. Pertanto, ha argomentato Liessmann, “nella società bisogna continuamente accordarsi sulle basi della convivenza”. Lezione di etica vs. lezione di religione? Il rappresentante della Chiesa evangelica Karl Schiefermair si è detto favorevole all’inserimento della lezione di etica obbligatoria nella scuola secondaria per tutti gli studenti che si esonerino dalla lezione di religione. Pur prevedendo “un indebolimento della lezione di religione confessionale”, Schiefermair ha valutato positivamente l’introduzione della materia di etica, “poiché non possiamo essere indifferenti a ciò che succede agli studenti che non vogliano partecipare alla lezione di religione”. Anche le Chiese ortodosse e la Comunità di fede islamica austriaca hanno auspicato l’inserimento di una lezione di etica obbligatoria ma solo per chi decide di non seguire le lezioni di religione. Michael Staikos, metropolita greco-ortodosso dell’Austria, ed Emanuel Aydin, corepiscopo della Chiesa siro-ortodossa, hanno evidenziato l’importanza della religione e anche della lezione di religione, in particolare ai fini dell’integrazione degli immigrati. “Un’integrazione che non tenga conto della fede delle persone non è ipotizzabile se si vuole che sia qualcosa di più che semplice assimilazione”, ha detto Staikos. Aydin si è detto preoccupato per l’eventualità che l’introduzione della materia di etica obbligatoria per tutti (anche per chi segue quella di religione) possa causare “un aumento degli esoneri dalla lezione di religione”, e quindi della sua scomparsa, poiché si tradurrebbe in un maggior carico sugli studenti. Anche Anas Schakfeh, Presidente della comunità islamica austriaca, ha messo in guardia dall’introduzione della materia di etica per tutti gli studenti indistintamente: “Ciò porterebbe all’eliminazione della lezione di religione”, ha detto, dicendosi comunque a favore dell’obbligatorietà della materia di etica per gli studenti che non seguano la lezione di religione.