FAMIGLIA E MEDIA

Alleati non avversari

Per educare ed educarsi a una libertà responsabile

Istituire una "Giornata nazionale della famiglia", da celebrarsi il 15 maggio, in coincidenza con la Giornata internazionale della famiglia promossa dall’Onu. È la proposta del Forum delle associazioni familiari, formulata da Luisa Capitanio Santolini durante il convegno organizzato oggi, a Roma, presso la Biblioteca del Senato sul tema: "La famiglia esposta. Le relazioni familiari nel linguaggio comunicativo oggi", promosso dal Forum delle famiglie. "Saranno le famiglie a salvare le famiglie, ma i politici devono fare la loro parte", ha affermato la relatrice, alla presenza del sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha dato "l’assenso di massima" al disegno di legge "trasversale" presentato in materia.

"Libertà responsabile" antidoto a "invasione". "Famiglie in rovina, maltrattanti, in grave difficoltà", in cui "la molteplicità di condizioni, di modelli familiari e di storie familiari viene considerata un dato positivo, contro quel luogo di prevaricazione e di scandalo che è la famigerata "famiglia tradizionale". A lanciare l’allarme su come la famiglia viene "ritratta" dai media è stato Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. Spesso, la denuncia del Forum, la famiglia in Italia è sottoposta ad "una vera e propria invasione, se non addirittura colonizzazione, della sfera privata da parte dei mass-media, che è una vera minaccia all’integrità della dignità della persona". "Oggi – ha affermato il presidente del Forum – non possiamo governare la relazione con i mezzi di comunicazione solo con modalità di controllo preventivo, con la censura: non possiamo limitarci a dire la Rai o Mediaset devono programmare delle buone trasmissioni, perché dobbiamo governare una multimedialità infinita, la tv dei 1.000 canali, Internet". Il compito delle famiglie, per il Forum, è invece quello di "consentire ad una libertà fragile di esercitarsi responsabilmente": "Nei confronti dei nostri figli – ha esemplificato Belletti – non possiamo pensare di spegnere il computer (e con esso i collegamenti con Internet), perché ormai fa parte della loro vita quotidiana, ci fanno i compiti, ci parlano con gli amici, ci leggono le notizie". Sono i nostri figli, in altri termini, a "governarsi" nell’uso dei media, alle famiglie spetta il compito di "accompagnarli". Da qui l’invito del Forum ad "educare una libertà responsabile e non governare e controllare un cortile protetto".

Per una "ecologia dei media". I media oggi "non sono solo canali e linguaggi, ma degli ambienti culturali e simbolici", e quindi "non basta bloccare certi canali o scegliere quelli più compatibili con i valori familiari, né è sufficiente apprendere i linguaggi e maturare una competenza necessaria a decodificarli e a capirne le logiche e i meccanismi interni". A teorizzare in questi termini la necessità di una "ecologia dei media", da tradursi in una "sostenibilità ambientale dell’ambiente mediatico" è stato Guido Gili, della Facoltà di scienze umane e sociali dell’Università del Molise. "Preservare la bio-diversità; contenere le specie infestanti o nocive; migliorare la qualità dell’ambiente": questi, per il docente, gli imperativi più urgenti a cui rispondere per questa sorta di "bonifica" dei media, da condurre sulla scorta di quella ambientale. "Preservare la biodiversità", ha spiegato, significa garantire il "pluralismo del sistema comunicativo", che non è solo pluralità di canali, reti, fonti comunicative, ma anche "pluralismo dei soggetti e delle voci". Se per la tv, ha osservato Gili, "tenere sotto controllo e limitare il più possibile le specie nocive" significa evitare "certi talk show o reality show oppure a certi dibattiti irresponsabili in cui si manifesta una forma assai rilevante della violenza della televisione", nel mondo della rete, e del web "la propagazione di specie velenose è ancora più ampia": basti pensare allo sviluppo "di siti che fomentano l’odio e l’intolleranza in rete o siti-esca che attirano soprattutto i più giovani". In questo contesto, "una strategia delle difese esterne da sola non basta: "Proprio perché l’offerta dei media è sempre più eterogenea e proteiforme, cambia continuamente forme, canali, generi, contenuti – ha detto Gili – occorre affidarsi non solo ad una efficace tutela negativa, cioè contenere e contrastare le specie infestanti o nocive, ma occorre puntare su una promozione positiva, un innalzamento della qualità dei prodotti mediali sia dal punto di vista dei contenuti, sia dei linguaggi e delle forme espressive".

Il "digital divide". Tra i ragazzi i nuovi media "spopolano" rispetto ai media tradizionali – ad eccezione della televisione – ma nello stesso tempo "proprio questi nuovi media sono quelli il cui uso è meno controllato e governato dai genitori, anche dei giovanissimi". È uno dei dati salienti della ricerca del Forum delle associazioni familiari sull’uso dei media da parte dei minori. "Senza indulgere a sterili allarmismi – ha detto Pietro Boffi, ricercatore del progetto Fuoco e coordinatore per la comunicazione del Forum delle famiglie – non si può negare che tra i compiti più urgenti della nostra società ci sia quello di aiutare i nostri giovani e i loro educatori ad un utilizzo sano ed equilibrato delle nuove tecnologie". Anche qui, la ricerca dimostra come i giovani siano meno sprovveduti degli adulti: alla domanda "ritieni che Internet contenga dei pericoli", il 92% ha risposto sì, così come che l’influenza dei media sia negativa (64,4%) o molto negativa (7,8%).