UCRAINA

Chiesa greco-cattolica e Chiesa romano-cattolica

Chiesa greco-cattolica Il pensiero di mons. Sviatoslav Shevchuk. Nel 2020 vorrei vedere la nostra comunità (4.300.000 fedeli) come un organismo esistente in tutto il mondo, che parla lingue diverse, che annuncia il Vangelo nei vari Paesi, come Chiesa unificata nella tradizione orientale”. È la Chiesa greco-cattolica ucraina pensata da mons. Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, che incontrando il clero della diocesi di Sambir-Drohobych, ha indicato le principali sfide che la Chiesa ucraina ha il dovere di raccogliere nel prossimo futuro. Tra di esse, la priorità è fornire cura spirituale a tutti i greco-cattolici nel mondo. Per raggiungere questi obiettivi entro il 2020, il Sinodo dei vescovi greco-cattolici ha istituito un gruppo di lavoro. Questione giovanile, evangelizzazione, inculturazione, sviluppo delle strutture ecclesiali, lingua nella liturgia, sono alcuni degli obiettivi proposti e affrontati da mons. Shevchuk durante la sua visita a Drohobych. Alcune settimane fa, durante un incontro con il presidente della Repubblica, Viktor Yanukovic, il responsabile dei greco-cattolici ha affrontato diversi temi, quali l’educazione teologica in Ucraina, la restituzione delle proprietà ecclesiali e la costruzione di rapporti paritari tra le Chiese e lo Stato. Mons. Shevchuk ha espresso la sua gratitudine al Governo per il riconoscimento della teologia come disciplina autonoma delle scienze umanistiche, sottolineando la necessità di compiere ulteriori sforzi affinché la teologia possa ottenere l’accreditamento statale nelle istituzioni educative del Paese. Quella della restituzione delle proprietà ecclesiali è stata una questione sollevata da quasi tutte le organizzazioni religiose. “La Chiesa greco-cattolica – ha detto l’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyè – ha subito una forte repressione durante il regime di Stalin e, a oggi, siamo ancora in attesa di una riabilitazione”. Mons. Shevchuk ha infine messo in evidenza l’importanza dell’attività del Consiglio delle Chiese e delle organizzazioni religiose dell’Ucraina, un organismo che “non solo ha aiutato a trovare possibili modalità di cooperazione tra le differenti Chiese, ma che rappresenta un’ottima opportunità per costruire relazioni alla pari con le istituzioni civili”. Chiesa romano-cattolicaAssemblea della Conferenza episcopale. Nei giorni 10-11 maggio nel centro di Caritas-Spess a Zarichany si è svolta la XXXVII sessione plenaria della Conferenza episcopale della Chiesa romano-cattolica in Ucraina (1.100.000 fedeli). La sessione è stata dedicata alla preparazione del Primo Congresso eucaristico nazionale, che inizierà il prossimo settembre, decimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II in Ucraina, e affronterà il ruolo delle comunità e dei movimenti nella Chiesa cattolica in Ucraina. I vescovi hanno anche incontrato p. Adam Wodarczyk, moderatore generale del movimento “Luce e vita” e p. Jaroslaw Gonsiorek, referente del movimento per la diocesi di Kamyanets-Podilskyi. Al termine della sessione plenaria, il presidente della Conferenza episcopale, arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki ha donato a ogni cattedrale delle 7 diocesi latine in Ucraina le reliquie del beato Giovanni Paolo II.Giornata dei bambini. Giunti da ogni parte del Paese, settecento bambini si sono incontrati nel Centro diocesano Caritas-Spes di Zarichany, in occasione della giornata diocesana dei bambini della diocesi romano-cattolica di Kyiv-Zhytomyr. La festa si è tenuta all’inizio di maggio, in occasione della centesima edizione della rivista mensile per i bambini “Vodograj” e vi ha preso parte una delegazione di ospiti giunti dall’Italia: il direttore di SIR Europa e un rappresentante dell’associazione “Luci sull’Est”. I giovani, dopo la Santa messa, hanno incontrato mons. Stanislav Shyrokoradiuk, vescovo ausiliare della diocesi di Kyiv-Zhytomyr. Il direttore della rivista Vodograj, p. Pavlo Vyshkovskyy, alla fine dell’incontro ha riferito a SIR Europa di aver “ricevuto una lezione di umiltà e responsabilità che non dimenticheremo e di questo siamo particolarmente lieti perché questi bambini rappresentano il futuro che auspichiamo. Sono la nostra forza e il nostro sollievo, saranno artefici del loro domani e forse un piccolo contributo lo avremo dato anche con questi splendidi momenti”.Centro Germana. All’inizio di maggio è stata inaugurata a Kiev la “Casa del Fanciullo”, realizzata per aiutare i bambini abbandonati, sempre più numerosi nella città. Il Centro è stato intitolato a Germana Zandegiacomo in Gerardini. “Un’infermiera italiana di Sappada (Belluno) – spiega p. Pavlo Vyshkovskyy, direttore del Centro mediale cattolico collegato a SIR Europa – che per molti anni si è occupata dei bambini di Chernobyl e di questo progetto che oggi porta il suo nome”. Parola d’ordine del Centro è “accoglienza: accoglienza per i bambini abbandonati; accoglienza per i bambini che necessitano di sostegno per lo studio;accoglienza per gli anziani soli; accoglienza per gli emarginati dalla società”. Il Centro è una struttura dotata di ambulatorio medico, fornito di medicinali messi a disposizione dalla Caritas, una sala ricreativa, un piccolo ufficio, un guardaroba, bagni e docce.