L’Ue in breve

Turismo: per Eurobarometro il 2011 sarà buonoDopo la battuta d’arresto registrata nel 2008 e nel 2009, in corrispondenza della fase più acuta della recessione, l’industria turistica europea ha evidenziato nel 2010 un recupero di quasi i due terzi delle prenotazioni e dei pernottamenti. Nei dati diffusi nei giorni scorsi da Eurobarometro – presentati alla Conferenza europea sul turismo organizzata a Budapest dalla presidenza di turno ungherese e dalla Commissione Ue – emerge dunque una complessiva ripresa del settore. Antonio Tajani, vicepresidente dell’Esecutivo, ha commentato: “Il fatto che il 58% dei cittadini Ue decida di passare le vacanze in Europa indica che, in linea generale, l’industria turistica è sulla via della ripresa e sta ridiventando un settore in crescita”. L’indagine di Eurobarometro segnala anche alcuni aspetti particolari. Ad esempio l’Italia “è la destinazione turistica menzionata più spesso nella pianificazione delle vacanze per il 2011 (11,5%). La Spagna arriva al secondo posto con l’8,6% seguita dalla Francia (8,2%)”. In genere, poi, “aumenta la voglia di viaggiare”: così nel 2010 il 73% dei cittadini ha compiuto un viaggio di svago o d’affari. I più convinti viaggiatori sono cittadini del Nord Europa: i finlandesi (89%), i danesi (87%), gli olandesi e svedesi (entrambi con 87%), i lussemburghesi (85%) e i norvegesi (84%). Il 32% degli intervistati (30mila persone) ha indicato l'”attrattività” dei luoghi quale elemento decisivo per scegliere la destinazione delle vacanze; seguono l’interesse per il patrimonio culturale (27%) e le “possibilità di svago” (14%). Ma si viaggia, da turisti, anche per “cercare sole e spiagge” o “visitare amici e parenti”. Infine si evidenzia un minor ricorso agli esperti del settore, come le agenzie viaggi: infatti oltre la metà delle persone ha organizzato personalmente, soprattutto mediante internet, le proprie vacanze principali. Ciò significa anche che il mercato è in fase di trasformazione e che si profila un rapporto più diretto tra chi viaggia e chi offre servizi alberghieri o altri servizi legati al turismo. Una curiosità ulteriore: “Tale strategia – segnala Eurobarometro – è ancora più diffusa nei Paesi candidati come la Turchia (80%), l’Islanda (79%) e la Croazia (78%)”.Sicurezza consumatori: più controlli e sequestriMaggior sicurezza per i consumatori europei. Secondo la relazione annuale Rapex (ossia il sistema comunitario di informazione rapida sui prodotti pericolosi diversi dagli alimenti), “un numero record di 2.244 prodotti non sicuri è stato proibito, ritirato dal mercato o richiamato dai consumatori” lo scorso anno, con un aumento del 13% rispetto al 2009. John Dalli, commissario responsabile della salute dei consumatori, ha sottolineato: “La sicurezza alla fonte è un fattore chiave per garantire la sicurezza dei prodotti, soprattutto se si considerano le nuove realtà determinate dalla globalizzazione. Le imprese devono adottare soluzioni progettuali per eliminare i rischi sin dall’origine e i fabbricanti devono sorvegliare la qualità del processo di fabbricazione e controllare la qualità dei prodotti che escono dalle catene di montaggio”. D’altronde i partenariati avviati dall’Ue27 “iniziano a produrre risultati sia in Europa sia nei Paesi fornitori come la Cina”. Rapex è stato reso operativo nel 2004 e ha finora accresciuto la capacità di intervento: il primo anno erano stati bloccati poco più di 400 prodotti, ora sono quintuplicati. L’accresciuta capacità del sistema si deve a diversi fattori: applicazione “più decisa delle norme in materia di sicurezza dei prodotti da parte delle autorità nazionali”; migliore distribuzione delle risorse; “maggiore consapevolezza delle imprese quanto agli obblighi che incombono su di loro”; più stretta cooperazione con i Paesi terzi, in particolare con la Cina. I Paesi d’origine dei prodotti bloccati sono, appunto, la Cina (sempre al primo posto, con il 58% dei casi), seguita dai Paesi europei, da prodotti di provenienza ignota e da importazioni da altri continenti. Rapex segnala: “Gli indumenti e i prodotti tessili (625 notifiche) sono stati tra i prodotti denunciati più di frequente (rischio di soffocamento e di irritazione), seguiti dai giocattoli (488 notifiche, essenzialmente per rischio di soffocamento) e dai veicoli a motore (175 notifiche per rischio di lesioni), che assieme corrispondono al 66% di tutte le notifiche relative a prodotti che presentano un grave rischio inoltrate nel 2010”. Le apparecchiature elettriche (158 notifiche) rappresentano la quarta categoria di prodotti più frequentemente denunciati. Una sorveglianza specifica è stata dedicata al mercato dei caschi usati nelle attività del tempo libero (alpinismo, snowboard, ciclismo, skateboard, pattinaggio su strada, equitazione). Su 367 caschi controllati, il 63% del campione non è risultato in regola con alcune delle norme per la sicurezza.