ABITANTI DIGITALI
Campanili, ricerca di verità, Matteo Ricci
In diversi Paesi dell’Est europeo si percorrono strade che attraversano moltissimi villaggi senza campanili.
Pensando ad altre terre europee si avverte subito un’assenza.
Non è solo una questione estetica.
C’è un rimando al paesaggio dell’anima che appare privato non di un oggetto ma di un respiro.
Di questo furto conosciamo gli autori e le conseguenze.
Anche nel paesaggio digitale, è un messaggio che viene dal convegno Cei che si sta vivendo a Macerata, esiste il rischio della scomparsa dei campanili, delle campane, del loro suono.
L’immagine non è richiamata per una nostalgia ma per un pensiero immerso nella realtà e rivolto al futuro.
C’è il rischio, nel digitale, che il flusso di parole, immagini, voci e suoni impedisca o renda più difficile ascoltare un messaggio altro, che viene da un altrove.
Ma potrebbe anche essere che, abitando una casa senza soffitta e senza pareti, l’uomo avverta l’esigenza di infinito e si ponga sui suoi sentieri, anche se in modo confuso e incerto.
Allora la presenza del campanile invisibile, cioè della linea verticale del pensiero e del dialogo, diventa importante e decisiva.
Ed è proprio in questa piccola immagine che si riassume il significato dell’abitare da credenti il digitale.
Non per alzare bandiere, si è affermato, ma per far nascere, anche con i linguaggi delle nuove tecnologie, le domande ultime che ogni uomo e ogni donna si portano nel cuore e nella mente.
Un campanile che si affaccia su un cortile dei gentili, luogo che non ha alcuna recinzione.
L’avventura digitale può partire da qui.
Affrontarla con realismo, serenità e fiducia è oggi irrinunciabile per una Chiesa che intende stare dentro la nuova storia con amore.
Anche in questo terreno è chiamata a essere "mater et magistra" nell’accompagnare un cammino dell’uomo di oggi indicando la meta.
Anche in questo mondo in cui i confini tra virtuale e reale s’incontrano e a tratti si sovrappongono il compito è di dire con linguaggi nuovi le ragioni della speranza.
Questo percorso porta all’incontro con Dio?
Non c’è una risposta prefabbricata.
Si può, però, richiamare quella che Matteo Ricci, figlio della terra di Macerata, diede ai suoi interlocutori a Roma: "Non so quanti cinesi ho convertito, so però che molti oggi si chiedono Chi c’è dietro le stelle".
Il digitale, come altre esperienze umane, può condurre l’uomo del nostro tempo fino alla soglia del Mistero. Non è poco.