SCIENZA & VITA
Premio internazionale al card. Elio Sgreccia
Il primo premio internazionale Associazione “Scienza & Vita” è stato assegnato oggi al card. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, per “il personalismo ontologicamente fondato la cui impostazione filosofica dà credito alla ragione e rimane aperta alla Rivelazione ed al dialogo con l’attualità”. È la motivazione del riconoscimento letta da Lucio Romano, copresidente nazionale di “Scienza & Vita”, nel secondo ed ultimo giorno dei lavori del IX incontro nazionale delle associazioni locali “Scienza & Vita”. Tra i saluti rivolti al cardinale, quelli delle parlamentari Paola Binetti e Luisa Capitanio Santolini.
Forza misteriosa. Antonio Giaocchino Spagnolo, direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha affrontato il tema de “L’ingresso della bioetica nell’università italiana, il ruolo pionieristico di Elio Sgreccia”. Dopo avere chiarito l’origine del termine “bioetica”, introdotto da Andrè Hellegers nel 1978, Spagnolo ha citato un pensiero dello stesso cardinale: “L’eticità è nell’uomo come la forza misteriosa e vitale che fa crescere una pianta unificando tutte le sue parti dalla radice alla foglia”. Per Francesco D’Agostino, presidente onorario Comitato nazionale per la Bioetica, “le parole più appropriate per descrivere la figura e l’opera di Elio Sgreccia sono state pronunciate da Giovanni Fornero quando ha scritto che Sgreccia va ritenuto il maggior bioetico cattolico e ha usato il termine ‘Cattedrale’ per definire il suo ‘Manuale di Bioetica’”.
Eugenia Roccella, sottosegretario al ministero della Salute, ha affermato che quello attribuito “non è un premio ma è un ringraziamento al cardinale Sgreccia per tutto quanto siamo riusciti a fare grazie a lui” e per il “patrimonio” che ci ha consegnato”.
Essenza dell’uomo. “Auguro a tutti voi una vita radiosa come l’ho avuta io” ha affermato il card. Sgreccia rivolgendosi ai tanti giovani presenti in sala. “Debbo confessare ha aggiunto che ho sentito sempre durante il mio lavoro il timore di potere sbagliare qualche battuta o scritto” ma “nel compito che mi fu assegnato, ho messo dentro tutta la mia buona volontà”. “Mi fa piacere sentire il consenso di studenti e studiosi della materia che ha concluso – invito sempre a tenere presente quell”ontologicamente fondato’, l’essenza dell’uomo che è corpo e spirito”.
Feconda interazione. Nella giornata di ieri, mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ha aperto i lavori dell’incontro di Scienza&Vita ricordando che “la vostra opera di formazione basata sui contenuti scientifici dei saperi particolari è condotta con rigore argomentativo e costituisce un servizio prezioso alla società ed alla cultura dell’umanità”; infatti, “lo smarrimento dell’umano a cui oggi assistiamo ha certamente la frammentazione dei saperi”. “Mi preme sottolineare – ha aggiunto mons. Crociata – la necessità di una feconda interazione e di una opportuna sinergia tra l’attività dell’associazione ‘Scienza e Vita’, a livello nazionale e locale, e l’attività educativa e pastorale delle nostre diocesi e parrocchie specialmente in quella che si rivolge al mondo della salute e della fragilità”. Per il segretario generale della Cei, “l’attività culturale dell’associazione si giova senza dubbio della linfa che viene dal tessuto ecclesiale”, che ha nel Dna “la passione e la cura perla vita”.
Il Manifesto. Il Manifesto di Scienza & Vita “Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia” (www.scienzaevita.org), vuole essere “un contributo al dibattito pubblico su questi temi per favorire un supplemento di riflessione”. Lo ha affermato Lucio Romano, copresidente nazionale dell’associazione che riferendosi alle ragioni e alle finalità dello stesso Manifesto si è augurato che esso sia un “ausilio di grande utilità perché particolarmente attento alle argomentazioni bioetiche, biogiuridiche, biopolitiche o biolegislative” e sia una indicazione che aiuti a “riaffermare e riconoscere nel sociale la centralità di ogni essere umano, il rispetto della sua intrinseca dignità indipendentemente da qualsiasi giudizio circa le sue condizioni esistenziali”.
Nel Manifesto si ribadisce, tra l’altro, che “fondamento della democrazia è la premura verso la realtà esistenziale di ogni essere umano, la quale presuppone il rispetto del diritto alla vita: da assistere (ad-sistere), secondo le potenzialità che ci offre la scienza, nella relazione di cura”.