CHIESE IN BREVE

Francia, Austria, Germania

Francia: nota della Conferenza episcopale su bioeticaDalle risposte che si daranno al progetto di legge in materia di bioetica “dipende il tipo di società che stiamo preparando ai nostri figli e verso la quale ci stiamo incamminando”. È una nota carica di preoccupazione quella diffusa dalla Conferenza episcopale francese e firmata personalmente dal suo presidente, card. André Vingt-Trois, che il 23 maggio ha tenuto a Parigi una conferenza stampa alla vigilia della ripresa della discussione e del voto (25-26 maggio) da parte dell’Assemblée nationale, del progetto di legge in materia di bioetica. “Che posto avranno i più deboli e i più vulnerabili? – chiede il cardinale -. Il rispetto incondizionato per l’essere umano vale molto di più di ogni abdicazione poco riflettuta e poco coraggiosa che fa indietreggiare la nostra civiltà portandola verso scelte estreme”. “Purtroppo – argomenta l’arcivescovo di Parigi – se le modifiche introdotte nel progetto di legge dal Senato fossero adottate dall’Assemblea nazionale, un certo concetto dell’essere umano sarebbe gravemente compromesso”. Ciò che preoccupa l’episcopato francese è innanzitutto la rimozione del divieto di ricerca sull’embrione perché apre “il campo – si legge nella nota – ad una strumentalizzazione dell’essere umano, nel momento in cui la Commissione europea sta lavorando alla protezione degli embrioni degli animali. E tutto ciò costituisce un terribile paradosso”. Altro paradosso da considerare, prosegue il card. Vingt-Trois, è che si sono oggi registrati risultati scientifici importanti che dovrebbero piuttosto “stimolare la ricerca verso altre piste”. Infine, la preoccupazione espressa dall’arcivescovo è relativa alla approvazione giuridica della diagnosi prenatale in quanto “ci condurrebbe inevitabilmente ad un eugenismo di Stato. Quale messaggio daremo alle persone con handicap che in linea di principio affermiamo di voler rispettare e integrare nella società? Quale segnale daremmo ai loro familiari? Avremmo forse il coraggio di dire loro che la soluzione ideale sarebbe stata quella di non aver fatto mai nascere i loro figli?”.Austria: una festa per gli stranieri cristiani a ViennaLa presenza di cristiani immigrati a Vienna e in altre grandi città è “un dono per l’Europa”: lo ha sottolineato il card. Christoph Schönborn nella serata di domenica 22 maggio durante la grande festa “Sono cristiano a Vienna” organizzata per gli stranieri cristiani che vivono nella capitale austriaca. “L’Europa rischia oggi di perdere il Vangelo, dimenticare le proprie radici”, ha detto Schönborn, aggiungendo che “i cristiani che arrivano qui da altri continenti aiutano a far sì che il Cristianesimo da noi non muoia, bensì abbia una nuova vita”. Il cardinale ha ricordato il “carattere pacificatore della fede comune condivisa”: “Le persone di tutte le culture sono chiamate nella Chiesa” che diventa perciò “segno di unità. Laddove la fede in Gesù Cristo viene vissuta, le persone di culture differenti si incontrano come fratelli e sorelle” e “le differenze non sono motivo di conflitto ma arricchimento”. Tra gli organizzatori, Johannes Gönner, rettore dell’Ufficio per le comunità di lingua straniera dell’arcidiocesi di Vienna, ha evidenziato che un buon 20% dei cattolici a Vienna è costituito da immigrati. Durante la festa, culminata in una messa in più lingue celebrata dal vescovo ausiliare di Vienna, mons. Franz Scharl, sono state presentate le 31 comunità di lingua straniera esistenti nella capitale austriaca, con contributi musicali e assaggi di specialità gastronomiche delle varie nazioni degli immigrati.Germania: opera assistenziale Renovabis”L’egoismo e il nazionalismo non sono i mattoni della casa Europa”: così il card. Reinhard Marx durante la messa inaugurale del convegno Renovabis, celebrata il 22 maggio a Monaco. Nell’esortare gli europei a una maggiore solidarietà, il cardinale ha sottolineato che “tutti i criteri morali dell’Europa sono orientati all’immagine cristiana della persona. La politica, l’economia e i mercati finanziari devono servire allo sviluppo completo di tutti”. A tal fine, ha aggiunto, “è sempre necessaria una idea-guida, una visione europea, che oggi purtroppo manca troppo spesso. La mancanza di questa idea è particolarmente percepibile nei dibattiti attuali sulla politica economica”. “Temi attuali quali la svolta energetica e i cambiamenti climatici dimostrano che tutti hanno la responsabilità per il creato – ha proseguito -, ma in particolare i leader politici ed economici. Accanto al rispetto nei confronti dei grandi doni di Dio, vi è anche la questione della giustizia e della solidarietà. La partecipazione di tutti ai beni della terra non deve essere circoscritta solo alle attuali generazioni, ma anche a quelle future”. L’opera assistenziale Renovabis fondata nel 1993 dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Comitato centrale dei Cattolici tedeschi, opera principalmente nell’Europa dell’Est e ha dedicato la campagna per il 2011 ai problemi ambientali; il momento più importante delle manifestazioni in programma è costituito da un grande evento che si svolgerà a Görlitz in occasione della Pentecoste.