EDITORIALE
Dieci anni di informazione europea
La costruzione dell’Europa non è solo un processo istituzionale e politico, è anche una costruzione mediatica: i media e il giornalismo possono offrire un contributo rilevante alla qualità della democrazia dell’ordinamento europeo assicurando visibilità al suo processo decisionale.Questa considerazione ricorre spesso nelle valutazioni sulla salute dell’Unione europea e sull’informazione che si muove attorno ad essa. Ed è ben presente nell’esperienza decennale di SIR Europa e nel suo specifico contributo di informazione e di pensiero sulla realtà europea.In questa avventura, condivisa con la Cei (Conferenza episcopale italiana), il Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) e la Comece (Commissione episcopati comunità europea), l’agenzia segue due linee: far emergere nell’oggi la vitalità delle radici cristiane e contribuire alla crescita di un pensare e di un agire europei che rispondano alle visioni dei padri fondatori e alle attese delle nuove generazioni.È sorprendente e confortante, a questo riguardo, la coincidenza che spesso si incontra tra i “sogni” di due così lontani protagonisti della storia.Esprime nello scorrere del tempo la volontà di dare sostanza alle ragioni culturali, spirituali, sociali, economiche e politiche che fondano l’Europa e di sostenere il “metodo comunitario” come via maestra per rispondere alle sue esigenze di crescita, di pace, di giustizia, solidarietà.Una sfida non trascurabile tenendo conto che molto spesso i media nazionali quando intervengono sulle questioni europee ne presentano soprattutto o solo i riflessi nazionali sottraendo all’opinione pubblica gli orizzonti europei.Un impoverimento del conoscere e del pensare che purtroppo porta ad accrescere le distanze tra cittadini e istituzioni. Indica inoltre, nei media, l’assenza di una strategia e di una visione davvero europea.In questo contesto, senza presunzione e con realismo SIR Europa ha inteso e intende porsi come cantiere di informazione transnazionale.Un’informazione che, alla luce dei dati che offre, dia motivo ai cittadini dei singoli Stati per sentirsi, con uguale responsabilità ed eguale fierezza, anche cittadini d’Europa. In questa prospettiva il ruolo della Chiesa è davvero importante proprio per il suo essere esperienza di popolo senza frontiere, aperta alla diversità, testimone e portatrice, non solo per i credenti, di un messaggio di speranza.Ecco l’altra faccia della medaglia di SIR Europa che ha iniziato le pubblicazioni il 22 maggio 2001 nell’intervallo tra la II assemblea speciale per l’Europa (1-23 ottobre 1999 sul tema “Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l’Europa”) e la pubblicazione dell’esortazione apostolica “Ecclesia in Europa” (28 giugno 2003).Ascoltare e raccontare le Chiese europee significa ascoltare e raccontare la vita e la storia di persone e di comunità che, non chiuse in se stesse, avvertono la bellezza di costruire con altri il bene comune portando lo specifico contributo che viene dal dialogo tra fede e ragione.Ascoltare e raccontare le Chiese europee significa anche ascoltare e raccontare l’impegno che Ccee e Comece traducono, a loro nome, nei contatti permanenti con le Istituzioni europee, con le altre Chiese e con le altre religioni.Il contributo specifico dei cattolici diventa così più definito e incisivo, prende uno spessore autenticamente europeo, arriva nei luoghi istituzionali – pur nel rispetto della laicità delle stesse istituzioni politiche – con la forza e la credibilità di un pensare comune.È questa l’ora della responsabilità: il richiamo viene dal Beato Giovanni Paolo II che ha sempre auspicato una presenza di cristiani preparati e competenti nelle Istituzioni europee e da Benedetto XVI che finalizza questa presenza a un’Europa “non cinica” e fondata sui valori radicati nel Vangelo.Entrambi chiedono ai cattolici di mettere l’Europa nei loro pensieri e impegni. Non per sostenere posizioni di parte ma per contribuire al rilancio di una politica che, riconquistato il suo significato autentico, si ponga al servizio del bene comune, visibile e invisibile, in Europa e nel mondo. SIR Europa intende proseguire in questo orizzonte con una professionalità che sappia esprimere sempre più le diverse sensibilità. Con il passo di una Chiesa che cammina spedita e fiduciosa sulle strade d’Europa.