LAICI OGGI

Nella vita della Chiesa” “

Intervista con Paola Dal Toso (Cnal)

Il documento conclusivo della 46ª Settimana Sociale dei cattolici italiani (Reggio Calabria, 14-17 ottobre 2010), "Un cammino che continua… dopo Reggio Calabria", e una "sintesi" degli "Orientamenti pastorali" della Cei per il decennio, elaborata con i contributi delle associazioni e dei movimenti aderenti alla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal), saranno al centro dell’assemblea dell’organismo (Roma, 28 maggio). Promossa dalla Cei, la Cnal riunisce 68 associazioni e movimenti laicali per un totale di oltre 2 milioni di persone. Il SIR ha incontrato Paola Dal Toso, segretario generale dell’organismo che dal marzo 2009 ha un nuovo Statuto.

Avete scelto due temi "strategici" per il laicato cattolico, due sfide in certo modo interdipendenti…
"Sì, e da approfondire con diverse modalità. A presentare il documento post Reggio Calabria sarà Luca Diotallevi, vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane, mentre il testo sull’educazione è costruito sulle risposte a tre interrogativi che abbiamo rivolto alle diverse aggregazioni: come si sentono interpellate dagli ‘Orientamenti’, che cosa intendono mettere in campo per tradurli concretamente nel programma associativo, e come pensano di rinnovare/rilanciare la proposta educativa e di annuncio della fede. Si tratta ancora di un fascicoletto che dovrà essere ‘sistemato’ per dargli omogeneità formale e linguistica da un gruppo che verrà costituito sabato, perché abbiamo intenzione di offrirlo ai vescovi, se possibile in occasione del Congresso eucaristico di Ancona (3-11 settembre 2011, ndr)".

Come è stata accolta questa proposta dalle diverse realtà? Qual è oggi il loro volto?
"Hanno risposto 40 associazioni; un buon risultato che tuttavia rivela che non siamo ancora abituati a questo tipo di lavoro. Per conoscere il volto attuale delle diverse realtà stiamo pensando ad una sorta di ‘aggiornamento statistico’ della Consulta a cura dell’Ucid, che ha già richiesto loro i dati. Forse sabato ci sarà qualche anticipazione".

Quali risorse e competenze mettere in campo per affrontare la sfida educativa?
"In quanto aggregazioni laicali ci sentiamo interpellati per una riflessione più approfondita sul tema e sulla necessità di riappropriarsi del nostro ruolo in questo ambito. Il laico è chiamato ad annunciare e nell’annuncio c’è anche il tema dell’educazione, e viceversa, perché lo sviluppo della persona è tale solo se è integrale. Per questo l’educazione deve saper rispondere anche alla domanda di senso presente in ogni uomo. Occorre suscitare e intercettare questa domanda, e non solo nell’età evolutiva, ma anche negli adulti".

E per quanto riguarda i giovani?
"Mi preoccupa il riduttivismo con il quale viene spesso affrontata la questione, limitandola a mero apprendimento di buoni comportamenti e/o a trasmissione di informazioni e istruzioni, quasi una sorta di addestramento. È urgente invece riscoprire e rilanciare la relazione educativa che esige competenza ma soprattutto disponibilità all’ascolto, al farsi carico dei ragazzi, dei loro sogni e desideri, a voler loro bene; un impegno che richiede passione di fronte alla ‘nuova povertà’ della solitudine e della sete di attenzione e affetto di tanti giovani, e all’ammissione di ‘inadeguatezza’ di molti genitori che spesso conduce ad atteggiamenti rinunciatari. La relazione educativa è peraltro reciproca: i ragazzi certo non educano gli educatori, ma con i loro interrogativi li sollecitano ad autoeducarsi per cercare insieme le risposte".

A Reggio Calabria è emersa una forte volontà di cambiamento nei vari settori della vita sociale e politica italiana…
"Questione anch’essa legata all’educazione che costituisce anche una modalità attraverso cui contribuire a formare all’impegno sociale e politico per il bene comune, e a costruire cittadinanza andando oltre le diffuse e crescenti tendenze individualistiche. Ma questo tipo di educazione non si improvvisa: è fin da piccoli che si impara ad assumersi responsabilità, se pure commisurate all’età, a farsi carico del bisogno dell’altro, a diventare cittadini nel vero senso del termine. Uno stile di vita coerente, e perciò credibile, che si acquisisce passo dopo passo in un percorso dai tempi lunghissimi".

Quale contributo di pensiero e azione possono offrire le aggregazioni laicali alle grandi questioni del Paese?
"Pur non svolgendo un’azione politica in senso diretto, si muovono nell’ambito del pre-politico sviluppando percorsi di sensibilizzazione per i giovani e gli aderenti al fine di prepararli alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa – che ispirano criteri efficaci per l’analisi dei fenomeni sociali e l’orientamento delle prassi – a riconoscere i propri diritti e doveri e ad assumersene in prima persona le conseguenze sapendosi spendere, in quelli che sono i loro concreti ambiti di vita, con serietà e coscienza per il bene di tutti".

In Italia si può parlare di un laicato "maturo" e "corresponsabile"?
"Negli ultimi decenni sono stati compiuti molti passi nella valorizzazione del ruolo laicale – soprattutto nella testimonianza di fede ed evangelizzazione – nella vita della Chiesa. A volte, tuttavia, mi sembra che quest’ultima dovrebbe incoraggiare e sostenere maggiormente tale impegno".