Parlamento Ue
Questioni delicate da martedì a Strasburgo
Il batterio killer continua a tenere in allarme l’Europa intera. E, dopo le dichiarazioni relativamente tranquillizzanti dei giorni scorsi del commissario Ue John Dalli, Il Parlamento europeo ha organizzato in tutta fretta un dibattito sull’Escherichia Coli (più noto come E.coli) e sui suoi effetti. Se è vero che i casi sinora constatati sarebbero oltre duemila, con una ventina di morti in Germania, di certo l’Unione europea non può stare a guardare e deve mobilitare i ricercatori, i politici, gli strumenti per la protezione della salute pubblica, dei consumatori, dei mercati. L’assemblea di Strasburgo se ne occuperà dunque martedì 7 giugno, alla presenza dei rappresentanti delle altre istituzioni comunitarie, ovvero Commissione e Consiglio.
Ma la settimana che si prospetta nelle sedi europee avrà anche altri punti delicati. Sullo sfondo resta certamente la situazione in nord Africa (nessuno può scordare che in Libia è in corso una guerra con intervento anche di forze internazionali) e in diversi Stati mediorientali, dove le popolazioni invocano libertà, diritti e sviluppo, rivolgendo speranzosi lo sguardo verso l’Occidente.
In tale contesto le istituzioni dell’Ue, assieme agli Stati aderenti, restano alla ricerca di soluzioni efficaci e possibilmente condivise rispetto alle più pesanti ricadute della crisi economica. La recessione sembra adagio adagio lasciare il campo alla ripresa, ma per le imprese, i lavoratori e le loro famiglie la fine del tunnel non sembra ancora a portata di mano. A tale riguardo sempre il 7 giugno la Commissione renderà note le proprie “raccomandazioni” agli Stati membri, che comprenderanno riforme strutturali, misure supplementari per il controllo dei conti pubblici, azioni per sostenere la crescita e l’occupazione. Si tratterà di indicazioni che faranno sicuramente discutere a livello nazionale e che saranno ufficialmente riprese si spera per decisioni operative al Consiglio europeo del 23 e 24 giugno.
E a proposito di finanze, il Parlamento europeo affronterà, sempre nel corso della plenaria del 6-9 giugno, il tema delle “Prospettive finanziare” 2014-2020, ossia il bilancio pluriennale della Comunità. Agli Stati che avevano proposto di congelare al livello del 2013 i bilanci successivi, gli eurodeputati rispondono con un secco “no”, visto che una simile decisione bloccherebbe, a loro avviso, l’attività dell’Unione nel suo complesso. In emiciclo sarà invece avviato un confronto sulle “raccomandazioni finali” della apposita commissione speciale sul bilancio Ue. Vi si indica un incremento del 5% rispetto al bilancio 2013 per il prossimo budget a lungo termine. La commissione parlamentare riconosce che i fondi per la politica regionale e per l’agricoltura possono rimanere a livello attuale, ma insiste per aumenti adeguati dei fondi per coesione sociale, ricerca, cittadinanza, investimenti nelle infrastrutture energetiche.