POLONIA
Beato Giovanni Paolo II: non solo un bel ricordo
Mons. Celestino Migliore, nunzio apostolico in Polonia, ha presieduto domenica 5 giugno la solenne liturgia di ringraziamento del popolo polacco per la beatificazione di Giovanni Paolo II. La messa è stata celebrata nel santuario della Divina Provvidenza, a sud di Varsavia, ed è proprio lì che è stata collocata la reliquia del nuovo beato. Fedeli a Dio. Nell’omelia, il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep) mons. Jozef Michalik ha ricordato, nel trentennale della morte, la figura del primate polacco il servo di Dio Stefan Wyszynski affiancandogli il suo amico e discepolo Giovanni Polo II. Il presule ha quindi sottolineato che “la promozione del bene, la liberazione e la purificazione dell’amore e delle fondamenta morali dell’Europa” dovrebbero costituire il compito della prossima presidenza polacca nell’Ue. “Nonostante oggi si incoraggi l’idea che della morale e dell’etica, della giustizia e della verità possano decidere gli uomini, i parlamenti, i gruppi o le società internazionali, i cristiani devono dare testimonianza di fedeltà a Dio e alle sue leggi”, ha affermato il presidente della Kep. La Polonia quindi, a capo dell’Ue, “dovrebbe guardare non i ricavi della produzione, le statistiche e le analisi, ma la prospettiva di un futuro valutato con il metro dell’etica, dell’onore, della dignità, del rispetto per il lavoro e delle cure ai più deboli e bisognosi”. Mons. Michalik ha stigmatizzato le unioni civili (delle quali discute attualmente il parlamento polacco) come “indebolimento della famiglia, danneggiamento dei figli e umiliazione della donna”.L’entusiasmo dei giovani. Alla cerimonia di ringraziamento per la beatificazione del papa polacco hanno preso parte anche gli oltre 80mila giovani radunati, tra sabato 4 giugno e domenica 5 giugno, sulla spianata di Lednica. Il XV incontro dei giovani di tutta la Polonia è stato presieduto dal primate polacco mons. Jozef Kowalczyk. Il presule ha presieduto inoltre la solenne liturgia concelebrata da oltre mille sacerdoti arrivati a Lednica insieme ai giovani. “Il beato Giovanni Paolo II ci ha portati qui perché possiate ringraziare Dio per la vita, per il servizio e per la testimonianza del papa polacco”, ha affermato mons. Kowalczyk che è stato conquistato dall’entusiasmo dei giovani partecipanti all’incontro e dal loro modo di esprimere la fede. Il primate di Polonia ha inoltre espresso l’auspicio che i giovani polacchi, come augurava loro Giovanni Paolo II, “sappiano godere della libertà riottenuta”. Durante la manifestazione sono stati ricordati tutti i messaggi indirizzati dal Papa polacco ai giovani di Lednica. Il raduno è terminato con il tradizionale passaggio sotto il grande portico a forma di pesce per rinnovare simbolicamente l’impegno battesimale ed esprimere la scelta compiuta da ciascuno dei partecipanti a favore di Cristo. Particolarmente significative quest’anno sono state le presenze degli stranieri, fra i quali il primate della Repubblica Ceca mons. Domenico Duka e numerosi pellegrini provenienti da tutta Europa.Valori non negoziabili. In questi giorni in numerose città polacche visitate nel passato da Giovanni Polo II si svolgono le speciali liturgie di ringraziamento, presiedute spesso anche da collaboratori del nuovo beato. Il card. Stanislaw Dziwisz, già segretario particolare di Karol Wojtyla, partecipando a Rzeszow a una di queste cerimonie, ha affermato che “il beato Giovanni Paolo II è oggi per noi il simbolo di assunzione delle responsabilità per la vita sia personale che civile, per l’ordine giuridico e morale, per l’amore e la tranquillità nelle nostre famiglie e nelle nostre case”. Nel 1991, durante la sua prima visita in Polonia dopo la caduta del regime sovietico il Pontefice ha indicato dei valori che dovrebbero stare alla base dello Stato sovrano. Oggi il 52% dei polacchi afferma che il Decalogo costituisce non soltanto le fondamenta della morale ma è anche il canone del diritto. I tre quarti dei polacchi confermano che “la Chiesa è un nostro bene comune” mentre quasi il 60 % è favorevole all’esposizione della croce nei luoghi pubblici. La grande maggioranza dei polacchi (il 92%) afferma che “oggi, quando sempre più matrimoni finiscono con divorzio, una famiglia unita dovrebbe costituire un modello sociale”. Secondo il sondaggio effettuato a metà marzo di quest’anno dall’istituto di statistica Cbos l’82% dei giovani, nonostante le preoccupazioni, con gioia accetta la notizia di una prossima maternità/paternità, e solo un quarto non disapprova l’aborto in presenza delle gravi difficoltà economiche. L’85% degli intervistati si dice assolutamente contrario alla possibilità di “accelerare la morte di un malato terminale quando l’assisterlo diventasse troppo oneroso”.