DIRITTI GLOBALI
Presentato oggi a Roma il Rapporto 2011
"L’uscita repentina dal nucleare è forse impensabile, ma il fatto stesso che sia stato scalfito il mito del nucleare sicuro" è "una rivoluzione copernicana": lo rivela il nono Rapporto sui diritti globali 2011, presentato oggi a Roma, realizzato da Associazione SocietàINformazione e promosso da Cgil, ActionAid, Legambiente, Cnca, Antigone, Gruppo Abele, Vita, Forum ambientalista, Fondazione Basso. Un volume in otto capitali che fa il punto sulla situazione internazionale e prevede scenari per il futuro. Tra i temi trattati: la crisi finanziaria globale, l’economia, le politiche sociali, il mercato del lavoro, il volontariato, la finanza etica e i nuovi stili di vita, la decrescita e il consumo responsabile, le migrazioni, la politica internazionale… Abbiamo estratto alcuni spunti di attualità.
Nel mondo, la rivoluzione "green economy". Nel capitolo "Ambiente e beni comuni", il Rapporto analizza gli effetti della crisi climatica (295.000 vittime legate al clima nel 2010 e 915 eventi naturali rovinosi, rispetto ai 615 degli ultimi trent’anni), l’impatto della "green economy" e della catastrofe nucleare di Fukushima, che ha portato le potenze "nucleariste" come Francia, Germania, Stati Uniti, India e Ue a chiedersi "se valga o meno la pena di sopportare i costi economici e umani di questa energia, iniziando a parlare di strategie di lungo periodo per l’abbandono del nucleare". Secondo il Rapporto nel 2009 c’è stato, nel mondo, un record di investimenti in energia rinnovabile (162 miliardi di dollari) e continua il trend positivo, anche grazie alla Cina. Su scala internazionale "un quarto della capacità energetica globale e il 18% dell’elettricità fornita nel 2009" proviene da fonti rinnovabili.
In Italia, "scelte poco lungimiranti". In Italia, al contrario, si prosegue con "scelte poco lungimiranti": "Anziché investire in modo deciso in rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile si legge nel volume , il governo preferisce investire regalando crediti di emissione all’imprese". La bagarre politica sul "decreto rinnovabili", ad esempio, dimostra "una precisa volontà di ostacolare un settore strategico per il futuro del Paese, a tutto vantaggio delle fonti fossili e della scelta del ritorno al nucleare". Sul fronte ambientale nel "bel Paese d’argilla, sono a rischio frana e alluvione otto comuni su dieci" ma "anziché rafforzare i vincoli di tutela si propone il Piano Casa e anziché pensare a interventi di messa in sicurezza del territorio si pensa al Ponte sullo Stretto". "Non va meglio nelle città rileva il Rapporto dove ci si muove solo in macchina e si rimane soffocati dallo smog": tra i primi 30 centri urbani più inquinati d’Europa vi sono 17 città italiane.
"Anno nero" per i disabili. Nel capitolo "Welfare, terzo settore, salute", il Rapporto evidenzia i numerosi tagli al sociale e l’impatto della crisi in Europa: "Un europeo su sei non ha i soldi per pagare fatture o fare la spesa nel 2009; uno su cinque ha difficoltà a pagare il mutuo", e nel primo semestre 2010 la disoccupazione è arrivata al 10,2%. In Italia la povertà relativa oscilla tra il 10,2% e l’11,4 e aumentano le disuguaglianze sociali: al sesto posto tra i Paesi Ocse. In Italia, inoltre, è "un anno nero per disabili e non autosufficienti" a causa di "quattro minacce": sparisce, ad esempio, il Fondo per la non autosufficienza nel 2011, 400 milioni già del tutto inadeguati "il cui mancato rinnovo andrà a pesare sui bilanci sociosanitari delle Regioni". Inoltre, si prevedeva un innalzamento della percentuale di invalidità all’85% invece del vigente 74% per accedere a misure di sostegno, quali pensione di invalidità o assegno di accompagnamento. La "ratio": risparmiare i ben 256 euro per persona al mese. Terza minaccia, parzialmente evitata grazie a un’intesa: "Il governo aveva deciso, in deroga alla legge 68/99 sul collocamento obbligatorio dei disabili, che le aziende con 15 dipendenti fossero esentate dalla quota del 7% di assunzioni obbligatorie previste, con una perdita di posti di lavoro stimata in circa 20.000 per il 2011". Quarta: la "caccia al falso invalido" per risanare abusi e truffe, che "finisce con lo stigmatizzare e penalizzare chi invalido lo è davvero".
L’emergenza casa e l’aumento degli sfratti. Tra gli altri temi, nel Rapporto si evidenzia il "bluff" dei "piani casa" e "l’aumento degli sfratti". L’Italia è il Paese dei proprietari della prima casa: lo sono l’81,5% delle famiglie, solo il 17,1% è in affitto. Nonostante ciò, "all’inizio del 2010 sono stati sospesi 10.281 mutui, a settembre dello stesso anno erano diventati 30.868. Sono inoltre aumentati gli sfratti per morosità: nel 2008 sono stati emessi 52.000 provvedimenti di sfratto (+18,6% rispetto al 2007), e di questi il 78,8% per morosità. Le risposte, si legge nel Rapporto, "continuano a essere inadeguate: l’edilizia pubblica in Italia non supera il 4% del patrimonio abitativo contro il 20% della media europea; per il Piano nazionale di edilizia abitativa, varato nel 2009, sono stati stanziati 200 milioni sui 550 impegnati; nonostante il decreto ‘Milleproroghe’ abbia incluso un nuovo blocco degli sfratti fino al dicembre 2011, il legislatore ha pensato bene di escluderne quell’80%, dovuto alla morosità, cioè più correlato alla povertà". La situazione più "tragica" è però quella dei rom, per i quali "i vari Piani nomadi prevedono sgomberi ma non alternative".