SICILIA

Perché restino le “intelligenze”

Interventi a favore della formazione professionale

Il 18 maggio l’Assemblea regionale della Sicilia ha approvato il disegno di legge (ddl) n. 720 dal titolo “Interventi nel settore della formazione professionale. Acquisizioni di entrate al bilancio della Regione e finanziamento di borse di studio per la frequenza alle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia”, che introduce un fondo di garanzia destinato al sostegno dei possibili esuberi nel settore. Il provvedimento, riscritto da un emendamento dell’assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino, consta di tre articoli e ha ricevuto il via libera di Sala d’Ercole all’unanimità con 53 voti favorevoli. L’emendamento riscrive del tutto il ddl apportando alcune novità sul fondo di garanzia di 12 milioni di euro contro il rischio esuberi per i lavoratori assunti a tempo indeterminato. Cambia la durata del fondo, che inizialmente era prevista in 50 mesi e adesso è stata ridotta a tre anni “affinché il provvedimento sia in sintonia – spiegano all’assessorato alla Formazione – con il bilancio della Regione che ha durata triennale”. L’altra novità riguarda i destinatari delle risorse: nella versione originaria il ddl limitava l’accesso al fondo ai lavoratori assunti entro il 31 dicembre 2008, adesso viene introdotta una formula che dà la “priorità” ai dipendenti “con almeno trenta mesi di anzianità di servizio”.Valorizzare la formazione. “È importante che venga attuata una politica scolastica che valorizzi la formazione professionale di qualità per i ragazzi in età scolare – dichiara, commentando il ddl sulla formazione, mons. Michele Pennisi, vescovo delegato per l’educazione cattolica, scuola e università della Conferenza episcopale siciliana -, spesso ai margini della società, come intervento per superare l’emergenza educativa e assicurare un futuro lavoro qualificato”. “Occorre piena convergenza politica, amministrativa, gestionale, sindacale sulla necessità di una ristrutturazione e riorganizzazione del settore della formazione professionale attraverso nuove, certe, univoche, coerenti regole, modalità di funzionamento e di finanziamento del sistema”: con queste parole suor Mariella Lo Turco del Ciofs (Centro italiano opere femminili salesiane), responsabile della formazione professionale in Sicilia, commenta il provvedimento. “La formazione – continua la responsabile – non può essere considerata ‘un costo’. É una scelta e una risposta politico/amministrativa/gestionale di umanizzazione e professionalizzazione e come tale ‘ha un costo'”. Ridefinire il sistema formativo. Infatti, prosegue la religiosa, “se, nella formazione professionale c’è un costo è perché, come ogni cosa di grande valore strategico per lo sviluppo, ne garantisce e ne supporta la qualità della realizzazione”. Il ddl “introduce uno strumento di welfare che deve portare comunque a un più complessivo riordino che dia stabilità e qualità al sistema formativo regionale”. Per suor Lo Turco, “nella nostra Regione urge definire un sistema formativo che renda virtuoso il rapporto tra economia, società e democrazia; elevi il livello di competenze e professionalità; offra una risposta significativa al territorio nel campo della formazione professionale e del mercato del lavoro attraverso un piano dell’offerta formativa che raggiunga minori, giovani, disoccupati, inoccupati, donne, lavoratori, giovani laureati in cerca di specializzazioni e di lavoro”. “Non possiamo – continua la religiosa – far migrare le ‘intelligenze’ e impoverire la nostra terra. Bisogna creare sinergie e piani di sviluppo educativo, professionale, economico capillare”. Il manifestato impegno politico che ha trovato un accordo sul ddl 720/a è “già un passo in avanti anche se non prevede tutte le misure e le risorse da utilizzare per avviare e gestire la ristrutturazione del sistema come previsto nell’accordo quadro sulla buona formazione professionale”. E in merito all’estensione del fondo di garanzia, per suor Mariella Lo Turco “è un risultato che offre opportunità e garanzie ad alcune migliaia di lavoratori – specialmente giovani – fino a ieri senza alcuna tutela”.Un articolo impugnato. Il 26 maggio il commissario dello Stato per la Regione Sicilia ha impugnato l’articolo 2, 2° comma del ddl 720 “che contiene, fra l’altro – si legge nell’impugnativa – norme relative all’adozione, a carico del bilancio regionale, di misure complementari a quelle previste dalla vigente normativa statale per la riqualificazione professionale e il sostegno al reddito dei lavoratori degli enti privati che realizzano corsi di formazione finanziati dalla Regione ai sensi della legge regionale 24/1976, dà adito a censure di incostituzionalità”. Proprio per questo articolo 2 comma 2°, c’è stata l’impugnativa “per violazione degli articoli 3, 97 e 117, comma 2 lett. o) della Costituzione e dell’art. 17 dello Statuto speciale”.a cura di Marilisa Della Monica(10 giugno 2011)