BILANCIO UE

Sì al 5% in più

Dopo il voto favorevole dell’Europarlamento si attende quello del Consiglio europeo

Non è possibile “congelare” il bilancio dei prossimi anni e pretendere allo stesso tempo che l’Ue mantenga fede a tutte le politiche comunitarie, ai programmi già avviati, alle nuove competenze assegnatele dai Trattati. È il messaggio che emerge da una risoluzione approvata dal Parlamento europeo, riunito dal 6 al 9 giugno nella sede di Strasburgo. Una sessione caratterizzata anche da alcune questioni di attualità, fra cui l’epidemia del batterio E.coli, la situazione finanziaria in Grecia, le tensioni in corso in nord Africa e in Medio oriente (Terra santa, Siria), la preparazione del vertice bilaterale Ue-Russia del 9-10 giugno.Bilancio, posizione “realista”. L’Europarlamento è divenuto, in base al Trattato di Lisbona, “codecisore” a pieno titolo sul budget dell’Ue, al pari del Consiglio, dove siedono i rappresentanti degli Stati membri. In questa veste, l’Emiciclo ha preso in esame le prospettive finanziarie per il periodo 2014-2020. “Il Parlamento è la prima istituzione Ue che definisce una posizione chiara e concreta rispetto” al bilancio pluriennale. “Sono molto soddisfatta. Ora attendiamo una risposta altrettanto chiara dal Consiglio”: Jutta Haug, eurodeputata tedesca, presidente della “Commissione speciale sulle sfide politiche e le risorse di bilancio per una Ue sostenibile dopo il 2013”, ha così commentato all’uscita dell’aula il voto con il quale è stata approvata l’8 giugno, ad ampia maggioranza, la risoluzione del relatore Salvador Galliga Polledo. In questo modo l’Assemblea chiede che il bilancio comunitario “cresca del 5%, per tener fede agli impegni e ai progetti che l’Ue ha avviato – ha spiegato a sua volta Polledo – e per poter svolgere le competenze che sono assegnate all’Unione dallo stesso Trattato di Lisbona”. Il deputato spagnolo ha aggiunto: “La nostra è una posizione realista. In sostanza non chiediamo di aumentare le spese, ma semplicemente di trasferire alcune voci dai bilanci statali a quello comunitario per spendere meglio e più efficacemente i soldi dei contribuenti”. Con tale risoluzione, il Parlamento insiste quindi per “una revisione profonda del finanziamento del bilancio Ue, creando risorse proprie”; “un sistema – affermano gli eurodeputati – più semplice, trasparente ed equo” per il bilancio dell’Europa.Cominciano i negoziati. “Dobbiamo porre fine a questa cattiva abitudine di prendere un impegno politico senza le risorse finanziarie sufficienti per sostenerlo”, ha voluto chiarire in aula Galliga Polledo. “La riduzione del bilancio non rappresenta una valida opzione per coloro che credono in una Europa competitiva ed efficace”. Il Parlamento ritiene che le restrizioni di bilancio possano compromettere l’incremento della spesa per ricerca e innovazione, gli investimenti per le infrastrutture e le reti energetiche, le azioni di politica estera (istituzione del Servizio di azione esterna) e l’allargamento. L’emiciclo è invece dell’avviso che si possano congelare ai termini attuali i fondi per la politica regionale (cioè i fondi di coesione e strutturali) e la spesa agricola. L’amministrazione Ue potrebbe poi realizzare dei risparmi: e in questo senso si è tornato a parlare della sede unica per l’Assemblea, fissandola a Bruxelles e rinunciando a quella di Strasburgo. Jutta Haug ha rivelato che Parlamento e Commissione hanno svolto nei mesi scorsi un vero e proprio gioco di squadra sulle prospettive finanziarie: il prossimo 29 giugno la Commissione dovrà presentare due proposte, una sul quadro finanziario pluriennale e l’altra sulle “risorse proprie”. A quel punto avranno inizio i negoziati tra Consiglio e Parlamento.Riforma della Pac, batterio E.coli. Nel corso della settimana il Parlamento si è occupato di vari altri temi, dando quindi il via libera alla revisione della normativa fiscale del trasporto su strada (Eurovignetta) e all’ingresso di Romania e Bulgaria nell’area Schengen. A Strasburgo ha fatto poi visita Marek Sawicki, ministro polacco dell’agricoltura. Dal 1° luglio il suo Paese assumerà la presidenza di turno dell’Unione e Sawicki guiderà il settore comunitario, dovendosi occupare di riforma della Pac (Politica agricola comune), sicurezza alimentare, sicurezza energetica e sviluppo delle biomasse, qualità dei prodotti. E mentre l’Europarlamento ritiene necessario congelare al livello attuale i fondi Ue per questo settore, il ministro polacco ha indicato altre strade. “I soldi spesi per agricoltura, tutela ambientale e allevamento non vanno a esclusivo vantaggio degli agricoltori”, ha spiegato a SIR Europa. “Si tratta di fondi che si orientano verso la difesa dei consumatori e della loro salute, oltre che dell’ambiente”. I problemi in corso legati alla epidemia da E.coli richiedono poi “maggiori controlli, anche per quei prodotti che provengono dai Paesi terzi”. Sawicki indica ulteriori punti su cui si concentrerà nel prossimo semestre: sviluppo delle aree rurali, sostengo ai giovani agricoltori, salute animale, revisione dei pagamenti diretti, “pacchetto qualità”, settore lattiero-caseario.