CARD. ANGELO BAGNASCO
Oggi ha incontrato la comunità dell’ex parroco arrestato con gravissime accuse
“Sono con voi oggi, solennità di Pentecoste e Festa patronale della Parrocchia, per manifestare all’intera comunità la mia vicinanza di Padre e Pastore. La gioia di questa festa è offuscata da quanto è accaduto di ingiustificabile e grave, e che ha ferito le nostre anime. Ci addolora e ci addolorerà sempre. Preghiamo per tutti, soprattutto per quanti, in qualunque modo, sono stati anche solo sfiorati dal male; preghiamo perché la luce della fiducia e della speranza, messa alla prova di venti oscuri, ritorni presto a brillare più forte e vivida per il bene di tutti”. È l’inizio dell’omelia pronunciata stamani dall’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che è tornato nella chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente nella quale, fino ad un mese fa era parroco don Riccardo Seppia, il sacerdote arrestato con le accuse di tentata violenza sessuale su minore, offerta di stupefacenti, e induzione alla prostituzione. Il cardinale era già stato nella parrocchia del ponente genovese il giorno dopo l’arresto del sacerdote, per comunicare personalmente la notizia alla comunità e per mostrare la propria vicinanza di padre e pastore. Una vicinanza che si è ripetuta oggi in occasione della solennità di Pentecoste, festa patronale della parrocchia.
Le maschere del peccato. “Ho sentito echeggiare la vostra anima ed il vostro cuore” ha detto il porporato in risposta al saluto che, all’inizio della messa, gli ha indirizzato un parrocchiano a nome dell’intera comunità. “L’anima, il cuore e la volontà di guardare avanti – ha proseguito -, di non restare ripiegati sotto le ferite di rinnovare la fiducia, la speranza di stare uniti nell’amore di Cristo e del Vangelo”. “La cura di questo giorno e di questa chiesa – ha aggiunto – la cura che mi è stata sottolineata anche da don Roberto Ghiara (amministratore parrocchiale, ndr) mostra, ancora una volta, il vostro attaccamento alla Chiesa, la vostra Chiesa, e la volontà di guardare avanti con fiducia insieme. Vi ringrazio per questa testimonianza. Il Signore è e resta con noi nella divina Eucaristia, nella preghiera, nelle Sacre Scritture, nella carità fraterna, nella comunità cristiana. Lui è sempre con noi”. Il porporato ha poi ricordato la necessità della preghiera: “Se non alimentiamo ogni giorno l’anima nell’intimità di Cristo allora anche il bene si scolora, diventiamo meno vigili davanti alle maschere del peccato, e diventiamo preda del male e protagonisti di male”.
Reagire alla sonnolenza spirituale. Riferendosi poi direttamente alla solennità della Pentecoste, il card. Bagnasco ha ricordato che senza lo Spirito Santo “saremmo smarriti” e “non conosceremmo la meta del nostro peregrinare terreno, saremmo senza criterio certo del bene e del male”. Il porporato ha quindi aggiunto che “dobbiamo reagire alla sonnolenza spirituale che può insidiare progressivamente tutti, fino ad addormentare il cuore. Per questo il Signore risorto ci ha inviato il suo Spirito di luce e di fuoco, per tener deste le anime, vigili le menti, caldi i cuori del calore della verità e dell’amore”. “Cari Amici dobbiamo avere coraggio e rinnovare la fiducia, guardare avanti” ha concluso l’arcivescovo. La comunità parrocchiale ha risposto all’omelia con un applauso spontaneo.
Un segno di grande speranza. Entrato in chiesa intorno alle ore 11, il cardinale, ha sostato brevemente in preghiera davanti al tabernacolo, quindi ha salutato alcuni fedeli prima di celebrare la messa. Affollata la piccola chiesa di Sestri Ponente addobbata a festa con file di bandierine tricolori. Presenti pure, in veste bianca, i bambini che domenica scorsa hanno ricevuto la prima comunione. “Noi interpretiamo la sua presenza come un segno di grande speranza per il futuro della nostra parrocchia” ha affermato un membro del consiglio pastorale parrocchiale, all’inizio della celebrazione, salutando il porporato. “Nei momenti difficili – ha proseguito – è necessaria la forte determinazione di tutti e noi siamo consapevoli che il futuro della nostra parrocchia dipende anche dalla nostra presenza ai riti religiosi, dalla nostra partecipazione alle attività comunitarie e da quanto è forte in noi la ricerca della nostra dimensione spirituale. Questo è anche un momento di riflessione per noi e può farci crescere in una maggiore vicinanza di ciascuno verso tutti gli altri in modo che il cammino della vita sia meno solitario e meno smarrito. Eminenza, noi fin da ora la ringraziamo per tutto quello che potrà fare per la nostra riorganizzazione parrocchiale e le chiediamo di continuare ad esserci sempre vicino con le sue preghiere. A nome di tutti, grazie di cuore”.
La bellezza da comunicare
L’appello del card. Angelo Bagnasco nella Veglia di Pentecoste
In una società che ha perso i criteri della vera umanità i giovani siano sempre più missionari e sappiano comunicare agli altri la bellezza della fede e della Chiesa. È questa l’esortazione che l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha consegnato ieri sera ai giovani presenti al Santuario di Nostra Signora della Guardia per il tradizionale incontro della Veglia di Pentecoste.
Sfuggono i criteri della vera umanità. "Oggi ha detto il porporato il mondo occidentale sta perdendo il senso e la nozione di umanità", il criterio "che caratterizza ogni uomo, che fa di un uomo un uomo vero". "I criteri della vera umanità ha proseguito stanno sfuggendo a questo Occidente sazio, triste, stanco, ripiegato, che perde il senso dell’umano e lo sostituisce spesso con il disumano per cui dare la morte diventa, non di rado vita, misericordia, amore". Per il cardinale "il mondo ha bisogno di non perdere o di recuperare i criteri della vera umanità sapendo che, quando l’uomo non incontra o perde Dio, perde e smarrisce se stesso". L’invito del porporato è di "comunicare la fede agli altri sapendo che gli uomini hanno bisogno di non perdere i criteri della vera umanità". Senza Dio, infatti, l’uomo "rincorre l’ebbrezza e la violenza per cercare di affermare se stesso sopraffacendo gli altri" nel tentativo di "riempire se stesso, il vuoto tragico, l’abisso perché quando l’uomo perde Dio perde se stesso". Da qui, l’invito dell’arcivescovo alla missionarietà. "Siate missionari ha affermato annunciate la gioia di Cristo e della Chiesa, sfidate l’indifferenza e la derisione, non abbiate paura del rifiuto, del sarcasmo, dell’esclusione". Infatti, ha sottolineato, "ci sono molte forme di esclusione, di persecuzione, forme sottili e sofisticate" come quelle "tipiche del nostro continente". "Non abbiate paura del rifiuto, dello schermo, dell’indifferenza. Non temete" ha detto ancora il cardinale ai giovani. "Tutto ha proseguito viene ricompensato da colui che solo riempie il cuore degli uomini" perché "Dio ha bisogno dei giovani che si lascino riempire totalmente da lui e che ne diventino messaggeri e testimoni umili ma convinti, appassionati".
La presenza nelle parrocchie. In precedenza, il cardinale ha voluto ringraziare i ragazzi "per la presenza nelle parrocchie" e li ha invitati "a voler molto bene ai preti, a stringersi intorno a loro e chiedere quello che solo loro possono darvi" ossia "il perdono di Dio per i nostri peccati, i sacramenti, e in particolare l’Eucaristia, la parola autentica del Vangelo e della Chiesa" perché "il Vangelo non basta a se stesso, è dentro la rivelazione e la rivelazione di Cristo avviene attraverso le Sacre Scritture e la tradizione viva della Chiesa di cui il Magistero è garante". "Chiedete ai vostri sacerdoti soprattutto questo ha detto ancora il cardinale tutto il resto, se c’è è bene, ma questo è l’essenziale". Quindi il primo invito alla missionarietà. "Vorrei che foste di più missionari che condivideste di più con i vostri compagni e amici la gioia del Signore e la bellezza della Chiese". Poi l’invito alla testimonianza. "Non richiudetevi nei vostri gruppi, preziosi e indispensabili, ma i gruppi non devono mai soffocare ma generare e sospingere al largo per tornare e per ripartire. Siate cristiani coraggiosi, fieri della vostra fede cattolica, non arroganti ma consapevoli del tesoro che Dio ci ha dato non per merito nostro ma per bontà sua". Infatti, la fede è un dono che va condiviso e comunicato. "Di questo tesoro della fede ha detto ancora il porporato siete debitori verso i vostri compagni, verso gli altri, sapendo che gli uomini hanno e avranno sempre bisogno, fino alla fine del mondo, di Dio perché, nella loro piccolezza, hanno un cuore sterminato che solo l’infinito può colmare". Questo "è il paradosso dell’uomo: gli uomini hanno e avranno sempre bisogno di Dio anche quando non lo cercano, quando lo deridono, quando lo oltraggiano ne hanno sterminato bisogno". E hanno bisogno proprio "di quel Dio che si è mostrato in Gesù Cristo, non di un Dio qualunque, di una immagine tanto evanescente che non c’entra con la nostra vita, che non ha niente da dirci".
Organizzata dal servizio diocesano di pastorale giovanile, la Veglia di Pentecoste si è svolta, come da tradizione, presso il Santuario di N.S. della Guardia. Filo conduttore della serata e meta ideale dell’incontro: Madrid, dove si svolgerà la prossima Giornata mondiale delle gioventù, tanto che la serata è stata organizzata come "Festa della partenza". Prima dell’incontro con il cardinale Bagnasco, i giovani hanno vissuto un momento di riflessione guidato da don Nicolò Anselmi, responsabile nazionale della pastorale giovanile, e da Alessandro d’Avenia, insegnante e scrittore. Successivamente si è svolto un breve spettacolo e la "Festa della partenza" con animazioni, balli e canti da diverse realtà diocesane e, al termine, l’incontro con il cardinale in chiesa.