CHIESA E SALUTE
Concluso a Salerno il convegno Cei
(Salerno) – Si è concluso oggi, a Salerno, il XIII convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani per la pastorale della sanità.
Etica della responsabilità. "Chiediamo alla genetica di superare i nostri limiti. È invece importante riconoscere che c’è una normalità naturale", ha affermato Palma Sgreccia, docente dell’Istituto internazionale di teologia pastorale sanitaria "Camillianum", nel pomeriggio del 14 giugno. Sgreccia ritiene che "saper curare vuol dire avere la consapevolezza dei bisogni comuni, riconoscere le nostre finalità in quanto persone. Riappropriarci dei nostri limiti. Così la cura della fragilità è una virtù mistica, ovvero intercetta l’umanità nel profondo. Prima di tutto la vita, soprattutto se fragile, è un dovere. Questo implica ragionare in termini di etica della responsabilità". La Nota pastorale "Predicate il Vangelo e curate i malati" dà "suggerimenti preziosi per un cammino personale necessario a quanti vogliono mettersi al servizio dei sofferenti", secondo don Carmine Arice, presidente dell’Aipas (associazione di pastorale sanitaria). L’operatore socio-sanitario, è stato l’auspicio di don Arice, "sia un uomo che ha come centro del proprio cuore l’incontro con Cristo, Colui che è l’agente principale della formazione del cuore di ogni essere umano. Dunque, occorre formarsi alla scuola della croce per donare il proprio servizio gratuitamente, offrendo se stessi per il bene dei più deboli come testimoni di speranza". Per Claudio Barbabietola, presidente del FC Holding Spa, "cercare di mettere a fattor comune tutte le esperienze diocesane diventa necessario per creare una comunità che cammina insieme verso gli stessi obiettivi e non disperdere le energie che queste realtà producono".
Empowerment e resilienza. Di questo ha parlato, nell’ultima giornata dei lavori, Stefano Gheno, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Sono categorie ha spiegato Gheno che riguardano la possibilità delle persone di prendersi cura di sé, non lasciandosi schiacciare dalla condizione di malattia e di disagio". L’esperto, facendo riferimento alla Nota pastorale "Predicate il Vangelo e curate i malati", ha individuato "una forte coerenza con l’analisi della situazione attuale, mettendo in evidenza come da una parte ci sia una sorta di delirio di onnipotenza che pervade la cura, dall’altra una sorta di passività e rassegnazione". Per Gheno, "l’indicazione espressa nella Nota riferita all’azione pastorale consente di trovare una modalità umana di stare di fronte alla sofferenza propria e degli altri. Interessante perché proprio alcuni studi psicologici recenti hanno evidenziato che la dimensione di trovare senso agli accadimenti aiuta la persona nella sua capacità di far fronte senza soccombere al disagio, con la possibilità di una crescita personale".
Nuovo sito. Il convegno è stato anche l’occasione per presentare il nuovo sito dell’Ufficio nazionale della pastorale della salute (www.chiesacattolica.it/unps) a cura del Servizio informatico Cei con la collaborazione di don Gianmaria Comolli, segretario della Consulta pastorale della sanità lombarda. "Siamo passati da un sito istituzionale a un sito dinamico che diventi strumento di comunicazione e di scambio di esperienze tra le varie diocesi italiane", ha commentato don Comolli. "Gli uffici pastorali devono rimanere al passo con i tempi e un buon sito permette di fare rete, non limitando al solo ambito locale le attività delle diverse diocesi". "Uno strumento in perfetto stile Web 2.0 ha aggiunto Roberto Barile, del Servizio informatico Cei visto che verrà dato spazio all’interno del sito agli interventi dei direttori degli uffici della pastorale della salute per implementare il Vademecum, messo a disposizione in un’area riservata".
Nel cantiere della pastorale. "Con la realizzazione del vademecum e con il lavoro di questi giorni a Salerno entriamo sempre più nel cantiere della pastorale della salute", ha detto don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, concludendo il convegno. "C’è bisogno di rendere sempre più ampia la presenza ecclesiale accanto alle persone più fragili e garantire il servizio di accompagnamento sia per i loro familiari sia per i professionisti della sanità. Le linee guida tracciate nel vademecum ha continuato il direttore esprimono fedelmente i contenuti della Nota e supportano gli uffici diocesani nel tradurre le idee in pratiche virtuose e i principi in esperienze. Proprio questi tre giorni di lavoro hanno evidenziato la necessità e l’urgenza di una presenza pastorale articolata secondo queste linee". "L’annuncio cristiano si rivela portatore di speranza e di consolazione e risulta oggi più che mai essenziale per promuovere la dignità dell’uomo e servire la vita nel mondo della salute", ha concluso.