CONSIGLIO UE
Il 23 e il 24 giugno affronterà questioni urgenti e complesse
La crisi economica che continua a “mordere”, la traballante situazione finanziaria della Grecia, le sfide esterne, dal nord Africa al medio Oriente, i futuri confini dell’Unione. A Bruxelles si fanno i conti con numerosi “fascicoli” che giungeranno sul tavolo del Consiglio europeo, convocato il 23 e 24 giugno, per preparare il quale sono a lavoro in questa fase le diplomazie nazionali e gli “sherpa” comunitari.Economia ancora in primo piano. All’ordine del giorno del summit, che riunirà i capi di Stato e di governo per una due-giorni particolarmente intensa, figurano temi di politica economica, la gestione delle migrazioni, la futura adesione della Croazia, l’inclusione dei rom, la strategia per l’area del Danubio. Dovrà inoltre essere nominato il presidente della Banca centrale europea che prenderà il posto del francese Jean-Claude Trichet. La riunione di fine mese “concluderà – come ha spiegato il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy – il semestre europeo, valutando gli impegni assunti dagli Stati membri nei rispettivi programmi nazionali di riforma” economica, i programmi di stabilità e di convergenza. Il summit dovrebbe quindi approvare “su questa base i pareri e le raccomandazioni specifici per Paese”, formulate dalla Commissione settimana scorsa. Per quanto riguarda le migrazioni, il Consiglio europeo “valuterà in generale i progressi realizzati nell’attuazione delle politiche in materia di asilo e migrazione”. Migrazioni, Croazia, rom. Nell’ambito di una politica coordinata in materia di migrazione, il summit dei 27 “fornirà orientamenti per quanto riguarda: il rafforzamento del controllo delle nostre frontiere esterne, sulla base della responsabilità comune, della solidarietà e di una maggiore cooperazione pratica; la valutazione dell’attuazione delle norme che regolano la libertà di movimento delle persone nell’area Schengen”; il completamento del sistema europeo comune di asilo; “lo sviluppo di un partenariato globale con i Paesi del vicinato meridionale”. L’agenda del summit prevede ancora la valutazione dei negoziati con la Croazia, per la quale la Commissione ha suggerito una possibile data di adesione (1° luglio 2013), inoltre il Consiglio dovrà approvare la relazione sull’inclusione della popolazione rom, così che questa possa diventare effettivamente operativa in tutti gli Stati.Serbia: riforme e Kosovo. Sempre sul versante del Consiglio Ue, emergono in queste settimane altri temi di rilievo politico. Lo scorso 6 giugno, ad esempio, il presidente Van Rompuy ha incontrato il presidente della Serbia, Boris Tadic, esortandolo a “intensificare i lavori sul suo programma di riforme” e si è “rallegrato per l’importanza dell’arresto dell’ex capo militare serbo di Bosnia, Ratko Mladic, e la successiva estradizione all’Aia” per esservi processato. “Spero che questa azione – ha sottolineato Van Rompuy – ci porti a compiere un ulteriore passo verso la riconciliazione, la stabilità regionale e la pace duratura”. Nella stessa occasione il presidente Ue ha ribadito la disponibilità comunitaria ad appoggiare gli sforzi di Tadic “per avvicinare maggiormente il suo Paese all’Unione europea”, indicando la strada del rafforzamento delle istituzioni democratiche nazionali, il potenziamento dello stato di diritto e la promozione della riforma della giustizia. “Durante la discussione – sottolinea una nota del Consiglio – è stato inoltre esaminato il dialogo in corso tra la Serbia e il Kosovo, con la mediazione dell’Ue”, avviato l’8 marzo scorso. “I negoziati consistono in una serie di colloqui tra i due governi per promuovere la cooperazione, realizzare progressi sulla via verso l’Unione europea e migliorare le condizioni di vita della popolazione”.Capacità operativa di Frontex. Il Consiglio dei ministri Ue sta poi esaminando la proposta di modifiche al regolamento Frontex, l’agenzia Ue per la gestione delle frontiere esterne. “La proposta fa parte dell’obiettivo di sviluppare una politica migratoria europea globale, basata sulla solidarietà e sulla responsabilità”. Le modifiche al regolamento Frontex sono state proposte all’inizio del 2010, “ma i recenti avvenimenti nel vicinato meridionale – si legge nel sito www.consilium.europa.eu – e le sfide poste dalle migrazioni da essi provocate hanno reso ancor più urgente esaminare e adottare quanto prima le nuove norme”. Le principali modifiche alla normativa Frontex del 2004 riguardano le capacità operative dell’agenzia. “Ad esempio si è proposto di mettere Frontex in grado di chiedere agli Stati membri di fornire le attrezzature necessarie alle sue operazioni”, come imbarcazioni, elicotteri, aerei. L’agenzia avrebbe inoltre “un ruolo di codirezione nell’attuazione delle operazioni alle frontiere, insieme allo Stato in cui l’operazione è condotta”, benché il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne rimarranno responsabilità degli Stati membri.