L’Ue in breve

Ue e Sussidiarietà: i parlamenti nazionali vigilanoI Parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiarietà all’interno dei meccanismi comunitari e lo fanno con accresciuta attenzione. Tale ruolo viene assegnato alle assemblee dei Paesi membri dal Trattato di Lisbona. La Commissione Ue ha dunque presentato una relazione che delinea il “dialogo politico” tra Ue e parlamenti, sottolineando che nel corso del 2010 (anno cui si riferisce il documento) dalle assemblee nazionali sono giunti all’Esecutivo 387 pareri sui più svariati argomenti. Il Trattato prevede tra l’altro che un progetto di atto legislativo debba essere riesaminato nel caso in cui i pareri motivati presentati rappresentino un terzo dei parlamenti nazionali. “Questi ultimi – si legge nel documento – stanno cogliendo questa opportunità per impegnarsi più da vicino e in modo più che mai costruttivo nelle questioni europee”. Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “Dall’entrata in vigore del nuovo trattato il numero dei pareri dei parlamenti nazionali trasmessi alla Commissione europea è notevolmente aumentato e non possiamo che rallegrarci di questo segnale chiaro e assolutamente positivo”. Le assemblee “vogliono essere più partecipi. La Commissione si è impegnata ad approfondire il dialogo politico con i parlamenti e ad ampliare ulteriormente i contatti e gli scambi con tutte le 40 camere dei 27 Stati membri”. In particolare “il maggior numero di pareri con cui è stata segnalata alla Commissione una possibile violazione del principio di sussidiarietà ha riguardato la direttiva sui lavoratori stagionali e, più di recente, la proposta relativa alla base imponibile consolidata comune per le società”.Petizioni all’Europarlamento, garanzia per i cittadini Sono 1.655 (il 14% in meno rispetto all’anno precedente) le petizioni giunte all’apposita commissione del Parlamento europeo nel corso del 2010, di cui 972 dichiarate ricevibili. Tali petizioni sono uno strumento a disposizione dei cittadini per denunciare lacune nell’applicazione del diritto dell’Unione, il non corretto recepimento della legislazione a livello nazionale, oppure la violazione delle direttive comunitarie. Il maggior numero di petizioni è giunto dalla Spagna, seguita da Germania, Italia, Romania e Grecia. Lussemburgo, Slovenia e Lettonia si collocano in fondo alla classifica. “L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – sottolinea Erminia Mazzoni, presidente della commissione – ha confermato il diritto di petizione dinanzi al Parlamento Ue quale elemento cardine della cittadinanza europea e diritto fondamentale del nuovo Trattato. I cittadini, fiduciosi di trovare in Europa risposte alle colpevoli mancanze delle istituzioni nazionali, si rivolgono alla commissione petizioni perché le riconoscono trasparenza ed efficienza”. La presidente precisa: “Le istanze pervenute continuano a essere prevalentemente incentrate su ambiente, diritti fondamentali, mercato interno e giustizia. È su questi temi che rivendichiamo una maggiore attenzione della Commissione Ue e chiediamo che ci sia una più produttiva interlocuzione con i governi e le regioni degli Stati membri”. Il 2013 sarà l’Anno europeo della cittadinanza; la commissione parlamentare per le petizioni riparte dunque da un obiettivo: creare un portale web apposito, “che garantisca interattività, velocizzazione delle procedure, flusso continuo di informazioni per evitare confusione tra le competenze dell’Unione e quelle nazionali”.Capitale verde cercasi. Per città più vivibiliL’unione europea ha avviato il processo per definire la città che gestirà il “titolo” di Capitale verde nel corso del 2014. Fra il 2010 e il 2013 sono state selezionate quattro città: nell’ordine Stoccolma, Amburgo, Victoria-Gasteiz e Nantes. “Il premio Capitale verde europea distingue e ricompensa le città all’avanguardia nel proporre modalità di vita urbana rispettose dell’ambiente e in grado di diventare – si legge nel bando – un modello per ispirare altre città”. Il premio è stato istituito per contribuire a rendere le città europee “luoghi più gradevoli e salubri, in altri termini, città vivibili”. Janez Potocnik, commissario europeo per l’ambiente, dichiara: “Attendo con interesse la presentazione delle nuove candidature da tutta Europa, che ci mostrano come gli investimenti nel settore della protezione ambientale possano essere combinati con la crescita economica e un maggior benessere”. La selezione avverrà tra le città con oltre 200mila abitanti, facenti parte dell’Ue, oppure dei Paesi candidati (Turchia, Macedonia, Croazia, Montenegro, Islanda), oltre a Norvegia e Liechtenstein. Il premio intende soprattutto: ricompensare le città che hanno regolarmente conseguito obiettivi ambientali di rilievo; stimolare le città a impegnarsi in iniziative ambiziose per il miglioramento ambientale; fornire un modello in grado di ispirare altre città e promuovere le migliori prassi in tale direzione. Le candidature possono essere presentate mediante il sito www.europeangreencapital.eu entro il 14 ottobre 2011.