SOLIDARIETÀ

Una buona proposta

Il “Corpo volontario europeo di aiuto umanitario”

“L’azione umanitaria è una delle espressioni fondamentali del valore europeo della solidarietà”; “la lunga tradizione europea di volontariato è una componente essenziale della nostra identità comune europea”. Attorno a questi due assunti, si sviluppa una dichiarazione scritta, presentata al Parlamento Ue, che si concentra sulla proposta di istituzione di un “Corpo volontario europeo di aiuto umanitario”.Le domande del Parlamento. La dichiarazione (che attende ora si essere sottoscritta dalla metà degli eurodeputati per divenire posizione ufficiale dell’Assemblea), si ricollega a quanto prevede il Trattato di Lisbona. Infatti all’articolo 214 si legge: “È istituito un Corpo volontario europeo di aiuto umanitario per inquadrare contributi comuni dei giovani europei alle azioni di aiuto umanitario dell’Unione”. Nel novembre scorso la Commissione guidata da José Manuel Barroso aveva inviato allo stesso Parlamento e al Consiglio dell’Unione una “comunicazione” che tracciava la strada per realizzare questa disposizione del nuovo trattato. A maggio, la commissaria Kristalina Georgieva aveva risposto nell’emiciclo di Strasburgo a una interrogazione presentata dalla deputata Marian Harkin, la quale affermava: “In questo Anno europeo del volontariato, può la Commissione fornire informazioni aggiornate al Parlamento sulla situazione presente in merito al processo legislativo per l’istituzione del Corpo volontario di aiuto umanitario? In particolare, quali misure verranno adottate in base ai risultati della consultazione pubblica e, in secondo luogo, può la Commissione indicare quali progetti pilota specifici sono stati selezionati al momento?”.Il parere della Commissione. La risposta della commissaria Kristalina Georgieva confermava che la macchina si era messa in moto. “Lo scorso anno abbiamo esaminato la situazione del volontariato, attraverso incontri bilaterali, sondaggi e un convegno specifico”. Da lì era scaturita la comunicazione del 23 novembre 2010. “La prima fase ci ha permesso – aggiungeva l’esponente dell’Esecutivo – di identificare le attuali carenze, i bisogni e le condizioni per il Corpo di volontari, per dare un contributo positivo per l’assistenza umanitaria dell’Ue”. Invece il 2011 sarebbe stato dedicato ad approfondire i termini concreti per l’istituzione del servizio comunitario, finanziando fra l’altro dei “progetti pilota finalizzati alla selezione e formazione di un numero limitato di volontari in vista dell’adozione della proposta legislativa”. Per la Georgieva sarebbe stato necessaria anche una valutazione di “impatto economico” di tale iniziativa. “I risultati di queste attività – concludeva la commissaria Georgieva – confluiranno in una proposta di regolamento che sarà presentato nel 2012”. La presidenza di turno ungherese era stata quindi coinvolta nell’intero iter. Ora un gruppo di deputati – la dichiarazione porta le firme di Georgios Koumoutsakos, Hélène Flautre, Marian Harkin, Vittorio Prodi -, ritenendo che il procedimento abbia bisogno di una “spinta”, sollecita Parlamento e Consiglio Ue a intervenire, per “definire lo statuto del Corpo e le sue modalità di funzionamento in reazione alle catastrofi e di adoperarsi con urgenza” alla sua predisposizione. Secondo i deputati ­- che collegano l’argomento al 2011 quale Anno europeo del volontariato – “il Corpo volontario di aiuto umanitario apporterà valore aggiunto ai cittadini europei stimolandone la partecipazione attiva e contribuendo a una società più coesa”.Principi guida e problemi concreti. Nell’ampio documento della Commissione che tratteggia il profilo del futuro Corpo Ue vengono valutati il panorama del volontariato in Europa, le organizzazioni, il numero dei volontari e i settori di intervento in ambito umanitario (reazione ai disastri, prevenzione delle catastrofi, assistenza alle popolazioni, cooperazione allo sviluppo, protezione civile…), nonché le esigenze e le condizioni per un intervento comunitario in tale ambito. Un focus particolare riguarda gli insegnamenti tratti dalla recente esperienza di intervento ad Haiti. È inoltre presente una parte dedicata ai “principi guida” che dovrebbero regolare l’istituzione del Corpo. Viene così elencata nella “comunicazione” dell’Esecutivo anzitutto la solidarietà: “l’azione umanitaria veicola il valore della solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite da catastrofi e la creazione del Corpo volontario dovrà esprimere concretamente questo valore”. Seguono i “principi umanitari”: “l’Ue propugna i principi umanitari di neutralità, umanità, imparzialità e indipendenza stabiliti dal Consenso europeo sull’aiuto umanitario del 2007. Il modo in cui gli operatori sono percepiti e la loro credibilità sono funzione diretta del rispetto che viene garantito ai suddetti principi nell’ambito delle operazioni umanitarie”. Al terzo punto sono indicati professionalità e sicurezza. Infine si parla di “valore aggiunto”, nel senso di “coordinamento e cooperazione con le associazioni di volontariato già operative”.