ESAMI DI MATURITÀ
I temi letterari per gli oltre 495 mila studenti
Dunque è di nuovo Ungaretti, che sembra diventato il poeta di riferimento per l’equipe che formula i testi della maturità: nella tipologia A di quest’anno, quella riguardante l’analisi del testo, il padre dell’ermetismo è ancora sbucato fuori dalle buste (come nel 1999, nel 2006 e nel 2010) con buona grazia di quanti nel fare i pronostici usano cancellare i nomi di quelli già usciti. Ancora una volta Ungaretti, dunque, stavolta con "Lucca" (da "L’Allegria"), una poesia non tra le più famose, da analizzare e commentare alla luce di alcuni punti suggeriti dalle noterelle in margine. Sorpresa, quindi, e scoperta che a volte tornano, ed è inutile scervellarsi sulle probabilità di una new entry.
Il tema dell’amore, odio e passione, della tipologia B, quella dell’articolo e del saggio breve, la fa da protagonista, per vari motivi: tema assai vicino alla sensibilità degli adolescenti, riferimenti all’arte (Klimt, e anche qui non è una novità, De Chirico e Picasso), alla letteratura (citazioni da Manzoni, in genere autore da quarto anno, D’Annunzio, Svevo).
Successo mietuto anche dall’argomento socio-economico, che riguarda un altro tema scottante e sentito tra i giovani sottoposti al bombardamento mediatico della forma e dell’estetica del corpo: quello dell’alimentazione giusta e della bontà della dieta mediterranea.
Per chi ha avuto tempo e modo di approfondirlo, l’argomento della distinzione storica tra destra e sinistra non è stato certo disprezzato, anche se la gran quantità (e lunghezza) dei testi posti a commento rischiano non solo di far perdere troppo tempo per leggerli e "digerirli", ma anche di portare fuori contesto. Rischio ancora più forte per l’ambito tecnico-scientifico, che ha Enrico Fermi come centro focale: soggetto già di per sé non molto citato e approfondito, figuriamoci i contesti citati dell’accelerazione di particelle, delle interazioni deboli e altro. Per intenditori e appassionati di fisica. Ma un po’ troppo elitario.
Non da disprezzare il tema di argomento storico, che parte dalla celebre forse non per i ragazzi definizione di Hobsbawm del Novecento come secolo "breve": la traccia però chiede di tener conto anche della fine del comunismo, limite epocale che tra vacanze, autogestioni e accidenti vari è pura utopia pretendere dai docenti, costretti a concentrare in poco tempo troppi fattori storici, se si parte dall’Unità d’Italia.
La tipologia D, quella più generale, è stata saccheggiata dagli studenti, che hanno letto con gioia i riferimenti ai social media e ai Reality; ma la traccia lascia spazio a qualche ambiguità, perché si parte da una frase di Andy Warhol che parla della possibilità "futura" (per lui) di avere per ognuno un momento di fama: Warhol intendeva parlare di espressioni artistiche e comunicative nuove e meno elitarie; i candidati inoltre dovranno fare i conti con la distinzione tra fama attraverso i piccoli schermi e desiderio di comunicare che trova al centro Twitter e YouTube. Mettere insieme desiderio di fama che spinge talora a comportamenti esecrabili e bisogno di comunicazione potrebbe comportare un rischio di eccessiva generalizzazione e confusione di linguaggi e mondi di senso.