CHIESE EUROPEE

Essere in Europa

Incontro Ccee a Vilnius sulla “Nuova evangelizzazione”

Giorni di lavoro e soprattutto di confronto su un tema cruciale per la Chiesa in Europa: la nuova evangelizzazione. Dal 17 al 19 giugno i segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa si sono riuniti a Vilnius, capitale della Lituania, per il loro incontro annuale cui hanno partecipato i segretari di 28 Conferenze episcopali, membri del Ccee che ha promosso l’incontro. I presuli sono stati accolti dal segretario generale della Conferenza episcopale della Lituania e dai suoi collaboratori con la possibilità di conoscere la storia della Lituania e della fede radicata in questo popolo con eroicità nel tempo della Grande Guerra e del comunismo. Il 18 giugno i segretari generali hanno avuto un pomeriggio di lavoro insieme agli addetti stampa e ai portavoce delle Conferenze episcopali per dibattere sulla comunicazione della Chiesa in tempo di crisi e sull’uso dei nuovi mezzi di comunicazione per annunciare il Vangelo. In questo contesto, il Ccee ha anche presentato il futuro portale della Chiesa cattolica in Europa, ormai in fase finale di elaborazione. Concluso l’incontro dei segretari generali, dal 18 al 21 giugno si è svolto quello dei portavoce per fare il punto sull’impegno della Chiesa in Europa nel campo della comunicazione.Nuova evangelizzazione. I segretari generali hanno potuto parlare e confrontarsi su alcune questioni di attualità per la Chiesa e la società. Il tema di base era la nuova evangelizzazione che sarà anche discusso nell’Assemblea plenaria del Ccee con i presidenti delle Conferenze episcopali (Tirana, 29 settembre-2 ottobre) e nel Sinodo dei vescovi nel 2012. “Sono convinto – ha detto mons. Duarte da Cunha, segretario generale Ccee – che l’evangelizzazione, così come tutto quello che comporta la comunicazione nella Chiesa e della Chiesa, non sia tanto questione di buona strategia di marketing, che cerca di rispondere a ciò di cui la gente, seguendo la mentalità dominante, pensa di avere bisogno, ma deve essere espressione della vita in Dio che corrisponde alle reali esigenze del cuore umano, anche se queste, purtroppo, nella nostra attuale Europa sono spesso addormentate. Credo quindi che la nostra missione inizi esattamente con la cura della propria comunione personale con Dio e con gli altri fratelli”. Scopo di questi incontri, ha aggiunto, “è stare insieme per parlare, condividere gioie e dolori, guardare alla vita e alla missione con gli occhi della fede e con la speranza che solo Dio può dare”. “Sarebbe brutto se pensassimo che il successo del nostro lavoro dovesse essere valutato come se la Chiesa fosse una qualsiasi azienda che cerca la sua quota di mercato! Poiché siamo la Chiesa di Dio, sappiamo che lo Spirito Santo è il vero protagonista della costruzione della comunione e della missione e quindi anche della comunicazione, e solo guardando alla realtà di quanto Lui ci offre, ci insegna e ci chiama a fare possiamo valutare il nostro lavoro”.Libertà religiosa. I presuli hanno affrontato poi un altro tema che sta a cuore delle Chiese in Europa, la libertà religiosa e i tentativi anche nel nostro continente da parte di alcuni gruppi di allontanare la fede dalla piazza pubblica. Preoccupa infine la crisi demografica con la costatazione di un’Europa che invecchia, con particolare conseguenza nel probabile crollo del sistema di welfare. Il Ccee ha presentato un rapporto delle sue attività ed un programma per il prossimo anno. Anche la Comece ha presentato un rapporto sulle principali questioni in discussione presso l’Ue cui la Chiesa è interessata. Inoltre sono stati presentati tre importanti incontri della Chiesa cattolica che si terranno in Europa: le Gmg a Madrid, l’Incontro mondiale delle famiglie a Milano ed il Congresso eucaristico internazionale a Dublino. Appuntamenti che vedranno la presenza del Papa e affrontano aspetti chiave della missione della Chiesa. Il ruolo del portavoce. 27 i portavoce e gli addetti stampa delle Conferenze episcopali europee presenti a Vilnius per l’incontro annuale. “Uno degli obiettivi del nostro incontro – spiega a SIR Europa Thierry Bonaventura, media officer del Ccee – è stato l’approfondimento dell’amicizia e della conoscenza tra persone che condividono lo stesso servizio della Chiesa nel mondo dell’informazione. Il portavoce è una persona, per così dire, di confine, che può trovarsi a vivere una certa solitudine, dovuta proprio al lavoro e al ruolo che svolge, di essere ponte tra due mondi che pur non essendo paralleli perché condividono e vivono lo stesso contesto e la stessa cultura, a volte fanno fatica a comunicare e dialogare”. Nel corso dell’incontro, i portavoce hanno proseguito la riflessione fatta nei giorni precedenti dai segretari generali e hanno riflettuto sulla nuova evangelizzazione. “Quello che è apparso chiaro – precisa Bonaventura – è che la nuova evangelizzazione è innanzitutto un’attitudine che chiede anche un atto di fiducia, perché è già insita nei tentativi di inculturazione e trasmissione del Vangelo che avvengono quotidianamente nei vari ambiti della vita dei cristiani. Un cambiamento che non fa rumore, non fa notizia e aspetta di essere comunicato a tutti”.